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Preoccupazioni per il concorso ordinario degli Idr. Mons. Vincenzo Pelvi incontra la segreteria dello Snadir di Foggia

Mons. V. Pelvi (foto N. B.) ndr.

di Redazione 
 
FOGGIA, 26 GEN. (Com. St.) . “Nell'auspicio che qualcosa cambi, ossia che si possa procedere con un concorso straordinario, saremo vicini agli insegnanti di religione cattolica e alle loro famiglie”

“Gli insegnanti di religione sono delle risorse inesauribili di impegno, abnegazione e vicinanza per i nostri bambini e i nostri giovani. La loro presenza nelle scuole è divenuta, negli anni, un punto di riferimento non solo sul versante didattico, ma anche su quello umano e sociale. Sono vicino a tutti loro e faccio miei i timori legati al rischio della perdita del posto di lavoro”.

Si è svolto, nei giorni scorsi, presso il Palazzo Arcivescovile di Foggia, l'incontro tra mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Metropolita di Foggia – Bovino, e la segreteria provinciale del sindacato più rappresentativo degli insegnanti di religione, lo Snadir.

All'incontro erano presenti, oltre al Presule, il direttore dell'Ufficio Scuola e Università della Diocesi, don Bruno D'Emilio; mons. Filippo Tardio, Vicario Generale; don Francesco Gioia, Provicario, ed i componenti della segreteria dello Snadir, gli insegnanti Francesco Guarino, Damiano Bordasco, Marcella Vigilante, Celeste Fasanella e Alessandro Maddalena.

La riunione si è tenuta per discutere delle probabili ricadute che potrebbero esserci a seguito del previsto concorso ordinario per gli Idr.

I componenti della segreteria hanno espresso le proprie preoccupazioni in merito alla formulazione del concorso ordinario, che “mortifica – hanno affermato – docenti che sono nella scuola da tantissimi anni. Insegnanti che, ormai, negli istituti scolastici sono impegnati su tutti i fronti”.

“L'Arcidiocesi nel corso degli anni ha cercato – ha continuato mons. Pelvi - anche grazie al prezioso lavoro del Direttore dell'Ufficio Scuola, don Bruno D'Emilio, di portare gli incaricati diocesani sempre ad orario cattedra, proprio per dare a queste persone, a noi molto vicine, una stabilità di lavoro e, quindi, di vita”.

Dopo l'ultimo concorso, svoltosi nel lontano 2004, l'impianto normativo avrebbe dovuto prevedere l'indizione di un concorso ogni tre anni per il reclutamento degli insegnanti: ciò non è avvenuto.

“In tutto questo tempo – ha proseguito l'Arcivescovo - migliaia di persone hanno dedicato e dedicano la loro vita a favore degli alunni e delle loro famiglie; dalla scuola per l'Infanzia, fino ad arrivare alla Secondaria di Secondo Grado, ci sono docenti di religione che insegnano da dieci, quindici ma anche venti anni, costretti ad un precariato storico. Condizione, questa, inaccettabile già di suo ma che rischia, adesso, a seguito dell'Intesa, di far uscire dalla scuola tanti padri e madri di famiglia che, in questi diciassette anni, hanno costruito con amore e fatica le loro famiglie. Il mio personale auspicio è che, prima della pubblicazione del bando di concorso, si tengano presenti tutte le variabili in campo”.

Il concorso ordinario, infatti, prevede poco spazio per il servizio, con il rischio di trasformarsi nell'epilogo di tanti anni di faticoso lavoro.

“Nell'auspicio – ha concluso - che qualcosa cambi, ossia che si possa procedere con un concorso straordinario, quantomeno per i docenti che hanno almeno trentasei mesi di servizio, saremo vicini agli insegnanti di religione cattolica e alle loro famiglie”.




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