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Maltrattamenti a 25 pazienti psichiatrici al Don Uva di Foggia. I Carabinieri fermano 30 persone

Alcuni dei maltrattamenti (frame video CC) ndr.

di Redazione

FOGGIA, 24 GEN. (Com. St.) - Ancora maltrattamenti su persone indifese e bisognose di attenzioni e cure. Non solo a danno di anziani nelle RSA come le cronache hanno ben evidenziato in questi mesi, ora bensì a pazienti, tra l’altro, psichiatrici.

Accade a Foggia, nella struttura Don Uva in via Lucera, dove a partire dalle prime ore di questa notte, tra il 23 e 24 gennaio 2023, i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia e del Gruppo Tutela della Salute di Napoli, con l’operazione “New Life”, hanno eseguito una misura cautelare a carico di 30 persone, tra OSS, Infermieri e addetti Ausiliari, per i reati di maltrattamenti aggravati, sequestro di persona, violenza sessuale, favoreggiamento personale ed altro ancora, in danno di 25 pazienti psichiatrici. Un'indagine partita, nel mese di giugno del 2022, da un'intercettazione telefonica per un altro procedimento penale, avvenuta tra due soggetti dei trenta fermati.

La complessa ed articolata attività di indagine in questione, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, è stata sviluppata in particolare dai militari del Nucleo Investigativo di Foggia e del NAS del capoluogo ed è iniziata la scorsa estate. Le investigazioni condotte dai militari dell’Arma, consistite sia in indagini tradizionali che tecniche, quest’ultime indispensabili per l’accertamento dei fatti oggetto di contestazione, hanno consentito quindi di riscontrare – sotto un profilo allo stato gravemente indiziario – numerosi episodi di violenze ed abusi ai danni complessivamente di 25 persone in condizioni di incapacità e/o di inferiorità fisica o psichica, ricoverate presso una struttura sociosanitaria-riabilitativa della città.

 


A seguito degli elementi raccolti dagli investigatori dell’Arma, la Procura della Repubblica di Foggia, condividendo il quadro gravemente indiziario raccolto, ha così richiesto ed ottenuto dal GIP del locale Tribunale le misure cautelari coercitive personali eseguite a carico degli indagati, che nei prossimi giorni saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia.

Perquisiti su delega dell’A.G. di Foggia, oltre ai domicili dei 30 indagati, anche gli uffici ed i locali della struttura sanitaria oggetto di indagini.

Nel frattempo l’A.D. di Universo Salute, il dott. Luca Vigilante, condanna quanto accaduto, offrendo massima la collaborazione agli inquirenti, e anticipa che l'Azienda si "costituirà parte civile per chiedere i danni e metterli a disposizione delle famiglie delle vittime, che avranno l’opportunità di procedere anche singolarmente”.

In ultima analisi va precisato che la posizione delle persone arrestate o comunque colpite dalle altre misure coercitive eseguite è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e che le stesse non possono essere considerate colpevoli sino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.

L’OPI Foggia condanna le brutali violenze e ne prende le distanze

«È sconcertante quanto emerge dall’operazione ‘New Life’ dei Carabinieri del Comando provinciale di Foggia e del Gruppo Tutela della Salute di Napoli». Lo dichiara il dott. Michele Del Gaudio, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Foggia.

«Sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di 30 dipendenti della struttura accusati, a vario titolo e per differenti profili di responsabilità, -prosegue Del Gaudio- dei reati di maltrattamenti aggravati, sequestro di persona, violenza sessuale e favoreggiamento personale. Reati di inaudita gravità.

Si tratta di otto infermieri, sedici operatori socio-sanitari e due educatrici professionali dipendenti di Universo Salute, tre operatori sanitari assunti tramite agenzia interinale e un addetto alle pulizie della ditta appaltatrice del servizio.

L’OPI di Foggia condanna queste brutali violenze e vergognosi episodi avvenuti a danno degli ospiti della struttura ‘Don Uva’, e prende le distanze dagli infermieri e da tutti gli operatori coinvolti che gettano ombra sul sistema salute di capitanata.

Confidiamo -conclude- negli inquirenti che facciano chiarezza nel più breve tempo possibile su questa triste e buia vicenda».

 




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