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Economia. Lettera Bce a Mps affossa le banche

Lettera Bce a Mps affossa le banche. (foto Agi) ndr.

di Redazione

MILANO, 4 LUG. (AGI) - Banche nel mirino dei ribassi a piazza Affari. Gli istituti di credito, gia' in difficolta' da diverse sedute, mostrano perdite tra il 3 e il 4% e tra tutte spicca in negativo Mps che crolla del 7,58%. A pesare in questo caso la lettera che la Bce aveva mandato all'istituto senese alla vigilia del referendum sulla Brexit per chiedergli di ridurre il peso delle sofferenze. Si tratterebbe di 'abbatterle' di una decina di miliardi sui 27 in portafogli con un piano triennale da presentare al più presto. Il piano per smaltire le sofferenze lorde e nette in bilancio dovrà essere più aggressivo rispetto all'attuale piano industriale. Forti i ribassi anche per Bper (-4,29%), Banco Popolare (-2,66%) e Bpm (-1,76%). Giu' anche Ubi (-2,47%), Unicredit (-2,08%) e Intesa sp (-3,45%). In rialzo invece i petroliferi grazie al Brent (consegna settembre) che ha raggiunto quota 50,61 dollari al barile (+0,52%): avanzano Saipem, grazie a una maxi commessa in Indonesia, e Tenaris. La pressione sulle banche è stata innalzata anche da un articolo del Financial Times, secondo il quale il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sarebbe pronto a salvare gli istituti con soldi pubblici indipendentemente dalle regole europee. Palazzo Chigi in una nota ha però smentito il quotidiano finanziario della City, spiegando che il premier vuole “sfidare” Bruxelles sul futuro dell'Europa "poiché non crede possibile ignorare il risultato della Brexit. È dunque sulla crescita, gli investimenti, la cittadinanza, l'immigrazione, la lotta alla disoccupzione che si concentra l'attenzione dell'Italia" mentre sulle banche, viene sottolineato, Renzi predilige "le soluzioni di mercato, nel rispetto delle regole vigenti in Europa". A Londra invece l'avvio è stato positivo con l'indice Ftse 100 che guadagnava lo 0,3 per cento. Oggi Wall Street è chiusa per l'Independence Day dopo che venerdì aveva registrato, con il Dow Jones e l'S&P 500, la miglior seduta dal 2016. L'oro si mantiene sopra i 1350 dollari l'oncia e l'euro si attesta a 1,113 dollari (1,114 venerdì in chiusura) e 114,2 yen (114,7); per quanto riguarda la sterlina si attesta a 1,329 (da 1,326) dollari; dollaro/yen a 102,7 (102,5). Lo spread Btp-Bund (segui l'andamento degli spread) apre in leggero rialzo a quota 136.





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