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Estero. Iraq, l'esercito entra a Mosul

L'esercito iracheno entra a Mosul. (foto Agi) ndr.

di Redazione

BAGHDAD, 1 NOV. (AGI) - L'esercito iracheno ha annunciato il suo ingresso a Mosul, per la prima volta dal luglio 2014, quando la seconda città irachena fu conquistata dall'Isis. L'esercito iracheno sono entrate nelle aree "sulla riva sinistra" (il lato orientale, ndr.) del fiume Tigri, che divide in due la città, ha annunciato il Comando delle operazioni congiunte. Nello specifico, i soldati iracheni sono entrati a Judaidat Al-Mufti, area sud-orientale di Mosul. Poco prima l'esercito iracheno aveva ripreso il controllo dell'edificio che ospita la tv ufficiale di Mosul, ai confini del quartiere di Kukyeli, porta di ingresso a est nella città. La battaglia per la riconquista di Mosul, roccaforte dell'Isis in Iraq, vede un fronte eterogeneo di forze in campo, in un delicato equilibrio di rappresentanze e sensibilità tra l'esercito a forte influenza sciita, peshmerga curdi, milizie sciite, consiglieri iraniani e militari turchi. 

ONU, ISIS VOLEVA USARE 25.000 PERSONE COME SCUDI UMANI 

Secondo l'Onu, l'Isis ha tentato di trasferire lunedì 25mila civili da un sobborgo a sud di Mosul fino al centro della città per usarli come scudi umani. I civili sono stati trasferiti "su migliaia di veicoli", camion e furgoncini, ha spiegato la portavoce dell'Ufficio Onu per i Diritti Umani, Ravina Shamdasani. Ma la maggioranza dei veicoli non sono riusciti ad arrivare a destinazione percheé gli aerei della coalizione militare che appoggia l'Iraq pattugliavano la zona e li hanno obbligati a tornare alla zona di Hamman al-Ali, da dove erano partiti. "Siamo molto allarmati per la sorte di costoro e delle decine di migliaia di civili che sono stati spostati dall'Isis negli ultimi giorni", ha aggiunto Shamdasani. Secondo lo Statuto di Roma, sul quale è stata creata la Corte Penale internazionale, il sequestro di persone in un conflitto armato è un crimine di guerra; e lo è anche costringere civili a spostarsi per ragioni non legate alla loro sicurezza o a imperativi militari. "Osserviamo che per l'Isis sequestrare civili per portarli il più vicino possibile alla città di Mosul, o alle loro strutture o installazioni militari, è diventata una pratica di condotta". L'obiettivo degli estremisti è ovviamente quello di assicurarsi che le zone dove operano siano fortemente popolate per disinnescare eventuali operazioni militari. La portavoce ha aggiunto che l'Onu è stata informata di un'altra strage di massa compiuta dagli uomini del 'califfato' lo scorso sabato: le vittime erano 40 soldati dell'esercito iracheno, i cui cadaveri sono stati gettati nel fiume Tigri (l'Onu applica una metodologia molto rigorosa per verificare questo tipo di informazioni, che devono provenire da più di una fonte affidabile prima di essere comunicate alla stampa).





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