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Bari. Scoperta maxi evasione nel settore dei giochi e delle scommesse [CRONACA DELLA GDF ALL'INTERNO]

Scoperta maxi evsione fiscale dalla Gdf. (foto Gdf) ndr.

di Redazione

BARI, 30 GEN. (Comunicato St.) - I Finanzieri del Gruppo Bari, hanno concluso due verifiche fiscali scaturite al temine di uno dei piani di intervento finalizzati a prevenire e reprimere il fenomeno del gioco illegale e delle scommesse clandestine e altre correlate forme di illegalità. Tali attività si collocano nell’ambito della missione Istituzionale finalizzata alla tutela del bilancio pubblico, mediante la salvaguardia degli interessi erariali connessi al monopolio fiscale sui giochi, concorsi, pronostici e scommesse, attuata attraverso una estesa attività di vigilanza per la prevenzione, l’individuazione e il contrasto degli illeciti penali e amministrativi contemplati dalle norme di settore. A tal riguardo, le Fiamme Gialle avevano, dapprima, individuato e sequestrato n. 82 apparecchi da gioco ubicati presso diversi esercizi commerciali che, dotati di particolari hardware e software, permettevano di eludere le comunicazioni all’Amministrazione dei Monopoli dei dati relativi alle giocate consentendo all’esercente di incassare “in nero” i relativi importi. In quel contesto, i sette soggetti responsabili erano stati deferiti alla locale Autorità Giudiziaria. I successivi approfondimenti investigativi di natura fiscale hanno permesso di quantificare le giocate effettuate nell’ultimo quinquennio, ricostruendo un volume di proventi illeciti pari ad oltre 28 milioni di euro segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione. La normativa vigente prevede, inoltre, che si applichi un “prelievo erariale unico” sulle somme giocate, dovuto dal concessionario autorizzato dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) alla tenuta degli apparecchi da gioco e che, all’esito dell’attività, è stato determinato in 3 milioni di euro. 

GUARDIA DI FINANZA: SEQUESTRO DI BENI NEI CONFRONTI DI UN PREGIUDICATO DI BARI 

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Bari - Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata - hanno eseguito in Bari il sequestro del patrimonio riconducibile al pregiudicato Roberto MAGALETTI. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Bari - Sezione Misure di Prevenzione - su proposta del Procuratore della Repubblica di Bari. In particolare, si tratta di tre immobili, quote societarie con relativo compendio aziendale ed una ditta individuale (nei cui confronti il Tribunale assicura l’operatività della stessa azienda ed il mantenimento dei livelli occupazionali previa verifica della legalità sia dell’attività commerciale sia dei rapporti di lavoro), € 619.930 in contanti, sei rapporti finanziari, per un valore stimato complessivo di euro 2.500.000 circa. I beni sottoposti a sequestro anticipato verranno dunque confiscati se l’indagato non sarà in grado di dimostrarne la provenienza lecita. Roberto MAGALETTI, classe 1962, “vanta” fin dal 1984 precedenti penali e di polizia per i reati di furto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; inoltre, lo stesso risulta imputato per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Le attività investigative eseguite dai finanzieri, nell’ambito delle quali sono stati valorizzati in chiave patrimoniale gli elementi informativi acquisiti nel corso delle indagini penali, hanno permesso di verificare l’assoluta sproporzione fra i beni nella disponibilità del pregiudicato e i redditi dichiarati dallo stesso. Riguardo alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata, da tempo si è evidenziata l’importanza dello strumento delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, capaci di limitare gli spostamenti dei malavitosi sul territorio e soprattutto, sul piano patrimoniale, di incidere sulla loro ricchezza nonché di determinare una perdita di immagine e di prestigio agli occhi dei loro sodali. Obiettivo strategico di primaria importanza è, infatti, quello del contrasto alle proiezioni economiche della criminalità, mediante l’aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie riferibili direttamente o indirettamente alle organizzazioni delinquenziali





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