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Cronaca. Ispettore del MEF a Monte: i controlli sono in atto ma nessuno li comunica

La lettera che annuncia l'ispezione del MEF al Comune di Monte Sant'Angelo (foto N.Baratta) ndr.
di Nico Baratta


MONTE SANT'ANGELO (FG), 03 NOV.Sono già 12 giorni che il Comune di Monte Sant’Angelo è sotto osservazione del MEF. Un Ispettore del Ministero dell’Economia e delle Finanze (il MEF, appunto) è seduta stante negli uffici del personale comunale controllando pratiche e incartamenti che con molta probabilità riguarderebbero le spese da loro sostenute. Il periodo non è stato reso noto, presumibilmente potrebbe essere quello che va dal dopo scioglimento del comune ad oggi. La notizia della visita era già stata data in un precedente articolo, “Ispettori del “Tesoro” a Monte Sant’Angelo. Lunedì il Comune sarà sotto controllo”, pubblicato su questa testata giornalistica in data 21 ottobre 2017, perciò in anticipo, ed in esclusiva, alla data del primo passo che l’Ispettore ha fatto varcando il Palazzo di Città. Da allora quelle fibrillazioni, che inizialmente pulsavano e preoccupavano i dipendenti comunali e gli ospiti politici, si sono mitigate. E ciò a fronte dei primi esiti dei controlli del MEF. Difatti, ad oggi, parrebbe che non vi siano “spese pazze”. Tuttavia è giusto riportare un dato, quello che probabilmente, come da consuetudine, quando un comune viene sciolto dall’Antimafia, nel caso per presunte infiltrazione della criminalità organizzata, le cosiddette batterie e/o consorterie (come scritto nei verbali della Commissione parlamentare Antimafia e nelle relazioni della Prefettura di Foggia), i conti delle casse comunali dovrebbero risultare in rosso, dove tra le spese rientrano anche quelle del personale, a volte ingigantite da assunzioni sospette. Ovviamente non è il caso del comune di Monte Sant’Angelo, né delle assunzioni sospette, né dei conti in rosso. L’Albo Pretorio lo conferma. Ma a supporto di ciò c’è anche un inconfutabile dato importante. Il Comune di Monte da anni non è mai stato in disavanzo di cassa, seppur dopo il periodo di commissariamento è arrivato all’osso. A confermarlo c’è la dichiarazione rilasciata in un’intervista dall’attuale Assessore al Bilancio del comune di Monte Sant’Angelo, Generoso Rignanese, che in data mercoledì 05 luglio 2017, nell’articolo/intervista “Monte, il dopo elezioni (parte III). Un protagonista “Generoso”, dichiarò: «Ritornando al bilancio con le scelte che i Commissari hanno intrapreso ho trovato una situazione ridotta all'osso, dove il cittadino paga i servizi basilari, finanche su attività turistiche, culturali, e dove anche per una manifestazione estiva abbiamo le voci a zero. Ricordo che il bilancio lo hanno approvato loro e ciò è comprovato anche trasparentemente sul sito del Comune. Spero che la gente capisca e attenda il nostro lavoro. Abbiamo poche risorse e i margini sono stretti ma qualcosa abbiamo già fatto e a costo zero». 

Ed allora, come mai ciò che sta facendo un Ispettore del MEF dall’Amministrazione comunale, sindaco d’Arienzo in primis, non viene comunicato alla cittadinanza? È pur vero che certe informazioni vanno espresse e lavoro terminato, per dar contezza dei fatti. Come è anche giusto che un Primo Cittadino rassereni la popolazione, semmai pubblicando un comunicato stampa sull’azione intrapresa dal MEF, corroborata dai primi dati, che non avrebbero un periodo preciso preso in esame. Un arco temporale che pare sia stato divulgato senza però mostrarne prove certe, con un documento che lo attesti. 

In data 24/10/2017 Generoso Rignanese, al quotidiano cartaceo l’Attacco di Foggia, dichiarò sommariamente che il periodo preso in esame dall’Ispettore del MEF sarebbe quello che va dall’anno 2012 al 2016. Arco temporale detto da lui, ma mai comprovato. Da un documento in possesso quel periodo non è citato, ed è l’unico documento, a noi conosciuto, che attesta l’azione intrapresa dal MEF. Infatti su quell’atto (riportato in fotografia) non v’è nessuna data passata al setaccio. Pertanto l’Assessore farebbe cosa gradita ai montanari di confermare il periodo detto ma con un documento che lo attesti, rendendolo pubblico, altrimenti si potrebbe pensare che non abbia detto il vero. Su quel documento, per chi ha dubbi sull’azione del MEF, sono riportate le motivazioni dell’ispezione: le leggi citate, con tanto di articoli specificati, lo confermano. 

Il documento di cui sopra, per esser precisi, è quello che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (il MEF) ha inviato, in data 09/10/2017, al Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, protocollato, in data 23/10/2017, con il n° 0013701 – (E) P151804. E giacché su quel documento non c’è alcuna dicitura “RISERVATO”, o similari, è ovvio che è un atto pubblico, perciò divulgabile. Perché, allora, non è stato reso pubblico alla cittadinanza di Monte? Un Albo Pretorio serve anche a questo. 

Rimane, dunque, l’interrogativo sul periodo, non sulla causa, sempre che non ve ne sia un’altra offuscata da quelle riportate nelle leggi del documento. Un tassello fondamentale per capire bene come in questi anni è stato amministrato il comune garganico, più volte infamato gratuitamente da presunte infiltrazioni mafiose che non hanno prodotto sentenze penali a carico degli ex amministratori e di chi giustamente ancora oggi ricopre cariche tecniche ed impiegatizie, funzionali, dirigenziali, quest’ultime tra l’altro riconfermate, seppur temporanee, per assolvere improrogabili determinazioni che potrebbero cagionare spese erariali importanti. 

Da indiscrezioni molto accreditate interne al comune quel periodo non dovrebbe interessare l’attuale amministrazione. Un sospiro di sollievo che ancor più certifica il pregresso virtuosismo comunale, che finora è fonte di chiacchiericci politici e contrari da alcuni che oggi amministrano Monte e che gli sono vicini nei “salotti cittadini”. Non a caso alcune vocine insospettabili si chiedono se durante gli anni trascorsi siano state espletate tutte le certificazioni in merito l'attestazione della regolarità contributiva INPS, INAIL, della Cassa Edile, necessaria per l'inizio lavori di un cantiere. La risposta è negli atti comunali, presente anche nell’Albo Pretorio, dove il DURC -Documento Unico di Regolarità Contributiva- è sempre stato quel documento che Amministratori e Dirigenti comunali hanno voluto e mai omesso. Ovviamente si attendono risposte per confermare quanto già palesato nelle precedenti gestioni comunali, con l’attesa di ciò che sta avvenendo ora, in particolare con i lavori di messa in sicurezza delle strade cittadine, tema di attualità che sta facendo discutere i montanari e che vorrebbero leggere le carte in merito. È ovvio che se l’Ispettore troverà irregolarità chi è colpevole pagherà innanzi la legge e di tasca propria.



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