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Monopoli (Ba). Bullo 15enne di un Istituto Professionale arrestato dai Carabinieri per spaccio ed estorsione continuata commessi a scuola ai danni di coetanei [CRONACA DEI CC. ALL'INTERNO] [VIDEO]

Un arresto dei cc. a Monopili. (foto cc.) ndr.

di Redazione

MONOPOLI (BA), 13 GEN. (Comunicato St.) - Ieri mattina i Carabinieri della Compagnia di Monopoli hanno eseguito una ordinanza di applicazione di misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Bari – Ufficio GIP - a carico di un 15enne per i reati di detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione continuata e furto. Il provvedimento è stato emesso a conclusione di una attività di indagine finalizzata al contrasto della diffusione dello spaccio all’interno delle scuole. Tramite servizi di osservazione i Carabinieri hanno dapprima individuato dei movimenti sospetti che avvenivano all’uscita e all’ingresso degli orari delle lezioni di un Istituto Professionale del luogo, ed in seguito, coordinati nelle indagini dalla Procura dei Minorenni di Bari, porre fine, con l’emissione della citata misura cautelare, ad una situazione che da molto tempo minava la serenità degli alunni, fino addirittura a terrorizzarli. In particolare è emerso che il 15enne aveva avviato all’interno della scuola un proprio giro di spaccio, obbligando i suoi coetanei, anche durante le lezioni, ad acquistare dosi di marijuana. Il giovane (sebbene ancora quindicenne) era già conosciuto dai Carabinieri di Monopoli per via dei suoi comportamenti indisciplinati e per essere un consumatore di cannabinoidi, ma soprattutto per essere stato coinvolto nell’omicidio di Giuseppe Dibello, l’anziano di 77 anni che per una bravata è stato fatto annegare in una scogliera di Monopoli, fatti per i quali risulta ancora indagato per omissione di soccorso. 
Proprio per via del suo coinvolgimento in un omicidio il 15enne incuteva terrore nei compagni; gli altri studenti non solo erano costretti ad acquistare anche quando non gradivano, ma per ogni spinello pagavano cifre enormi (50,00 euro), che il minorenne riscuoteva senza ammettere discussioni. Tutti sapevano che il 15enne spacciava, ma nessuno osava contrapporsi per paura delle pesanti ritorsioni, ovvero minacce, percosse e un clima di terrore che li accompagnava per tutta la durata delle lezioni, tanto che alcuni chiedevano ai propri parenti di essere accompagnati all’ingresso e all’uscita pur di non incrociare il coetaneo. Quest’ultimo, in una circostanza, quale alternativa al denaro, obbligava un acquirente a rubare ai propri genitori i gioielli di famiglia, anelli e collane (il cui valore è stimato in almeno 1.000,00 euro) in cambio di una cessione più generosa. Nel corso dell’attività, a riscontro del quadro indiziario, è stato rinvenuto un involucro in cellophane contenente 53 grammi di marijuana occultati dal 15enne nei pressi della propria abitazione e verosimilmente destinati alla vendita ad altri studenti. Al termine delle formalità, come disposto dalla Procura Minorile, il minorenne è stato accompagnato presso una Comunità per minori al fine di iniziare un percorso rieducativo.



Un arresto dei cc. nelle campagne di Andria. (foto cc.) ndr.
ANDRIA (BT). BLITZ IN CONTRADA SAN FRANCESCO. ARRESTATO DAI CARABINIERI UN 27ENNE RUMENO, MENTRE ASPORTAVA 4 QUINTALI DI OLIVE DA UN FONDO AGRICOLO 

La stagione olivicola del 2017/2018 si è aperta con una stretta pianificazione, da parte dei Carabinieri di Andria ed in sinergia con le altre Forze dell’Ordine e con i consorzi di guardie campestri, di una serie di capillari servizi perlustrativi in aree rurali particolarmente vulnerabili ai furti del pregiato “oro verde”, le olive andriesi. Ed i risultati non si sono fatti attendere. La fitta rete di controlli, questa volta, ha consentito ai militari dell’Arma di arrestate un rumeno, 27enne, residente ad Andria, per furto aggravato in concorso. L’operazione, svolta in contrada “San Francesco”, è stata organizzata da una gazzella dell’Aliquota Radiomobile che, allertata dalle guardie campestri in transito, ha chiesto rinforzi alla Centrale Operativa della Compagnia di Andria e, nell’immediatezza ha messo in atto uno specifico intervento che ha portato all’arresto del malfattore. L’appezzamento agricolo, situato in aperta campagna e reso particolarmente insidioso dall’oscurità dovuta al tardo orario, è stato, infatti, circondato da alcune pattuglie di Carabinieri i cui militari, una volta nascoste le autoradio tra la vegetazione, scesi a piedi per le campagne, sono riusciti a bloccare il rumeno, P.I.G., mentre altri correi sono riusciti a far perdere le loro tracce. L’intervento ha permesso di recuperare una decina di sacchi ormai ricolmi di olive, del peso complessivo di quattro quintali. Contestualmente sono stati sequestrati dei randelli, utilizzati dai malviventi per percuotere gli ulivi. È stato proprio quel rumore, così fragoroso e “fuori orario”, ad attirare i sospetti di un cittadino che, allertate le guardie campestri ed il 112, ha fornito l’input vincente per il blitz nelle campagne. Per il rumeno si sono aperte le porte del Carcere di Trani. Al proprietario è stato restituito il maltolto, mentre i continuano le indagini dei Carabinieri per risalire ai complici riusciti a darsi alla fuga. È da evidenziarsi, ancora una volta, la preziosa collaborazione di un passante che ha segnalato al 112 l’atteggiamento sospetto dei malfattori in azione, consentendo così un immediato intervento dei Carabinieri a tutela della proprietà privata e della sicurezza pubblica, nell’interesse dell’intera collettività.



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