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Giornate interreligiose a Foggia per la Pace ed il Creato

di Redazione

FOGGIA 28 Ott. 2012 - I frati minori, sulle orme dell’iniziativa di dialogo tra le diverse religioni di Giovanni Paolo II nello “Spirito di Assisi”, hanno ospitato nella Sala S. Francesco le “Giornate interreligiose per la pace e la salvaguardia del creato” nei giorni 27 e 28 ottobre. In quello spirito di unità e di amore alla natura, domenica 28 le associazioni francescane ripuliscono piazza Giordano, piazza Cavour e il Parco Giovanni Paolo II. Nella serata di sabato 27 si è svolto,invece, il convegno sulla educazione alla custodia del Creato, introdotto da un filmato che ha ricordato le esperienze che uniscono i credenti delle diverse fedi religiose sul terreno comune dell’amore a Dio, all’uomo, dell’aspirazione alla pace e all’amore alla natura. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Damiano Bordasco, hanno partecipato il Ministro provinciale dell’Ordine dei Frati Minori, padre Giuseppe Tomiri, l’Imam Salameh Ashour, giordano di nascita e palestinese di provenienza, padre Mariau Micu, ortodosso rumeno, don Stefano Caprio, della Diocesi di Foggia-Bovino. Il pubblico, attento, che ha gremito la sala, ha avvertito l’ansia dei pastori di milioni di fedeli di religioni diverse a riconoscere l’amore e la misericordia di Dio per l’uomo, inserito in una realtà che lo avvolge, costituita dalla natura che respira con lui, lo nutre, lo sostiene, lo fa progredire ma non viene riconosciuta come dono di Dio, e per questo spesso è violentata, piegata alle esigenze dei tempi storici, alle mutazioni antropologiche dell’umanità sulla perenne strada del progresso, usato però altrettanto spesso contro l’uomo e contro la natura. Per il francescano p. Tomiri il Creato è un “sacramento” per i cristiani, che richiede la lode e il ringraziamento quotidiano al Creatore, come indicato da San Francesco che considera fratello il fuoco e sorella l’acqua. Per l’imam Ashour la “nostalgia di Dio” esprime il sentimento d’amore che è innato in ogni uomo e deve portare alla pace ed alla giustizia, attraverso la grande “misericordia di Dio” o comunque lo si voglia chiamare. Per l’ortodosso padre Micu, al di là della fede solo proclamata ci sono i comportamenti pratici, che troppo spesso contraddicono la maestà di Dio e la divinità dell’uomo, ma anche la grandezza della Creazione, spesso disconosciuta in nome dell’orgoglio, tutto umano, delle proprie capacità, che non permettono di mettersi in comunicazione con Dio come con un padre a cui chiedere consiglio, aiuto, conforto. Per don Stefano Caprio occorre ricordarsi che per l’uomo ci sono da rispettare: il “vincolo di unità”, che indissolubilmente lega la creatura di Dio alla natura, creazione di Dio e dono per l’umanità; e l’ordine del Creato, da cui scaturisce il significato originario della “eco-nomia”, che con la “teo-logia” realizza l’amore e la misericordia di Dio attraverso Gesù Cristo, il figlio di Dio. E chiude così il cerchio della vita che non muore e si inscrive nel circuito della creazione dell’uomo e per l’uomo. La conclusione ha consegnato un segno visibile di comunione, un abbraccio di pace tra i presenti, che ha suggellato un altro tassello di storia, comune alle religioni che vogliono unire anziché dividere, ritornando a Dio creatore e all’uomo creatura, superando gli ostacoli degli egoismi, delle guerre, delle multinazionali, delle divisioni che ancora tormentano anche il nostro tempo.


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