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Imprese e cultura: la Fondazione Archeologica Canosina Onlus nell’intervento del dott. Sergio Fontana al dibattito internazionale dal tema “Il coraggio del cambiamento”

Ancora una volta, in un contesto di dibattito internazionale sul “Bene-Italia e globalizzazione” la Fondazione Archeologica Canosina Onlus è stata motivo di confronto e di ispirazione al nuovo modello gestionale e di interrelazione tra le Imprese e la Cultura

di Redazione

BARI - E’ accaduto giovedì 22 novembre ’12, presso la sede CIHEAM-Confindustria di Bari. Il tema della lunga job session, in realtà era incentrato sul “Coraggio del Cambiamento”, ossia sui nuovi metodi di fare impresa in un contesto globale di crisi e di sempre meno certezze per il futuro sia imprenditoriale che dipendente. La sessione dei lavori, suddivisa in due parti, ha visto l’intervento di numerose esperienze imprenditoriali italiane e internazionali. Nell’ambito della narrazione di queste esperienze, è emersa l’importanza della compartecipazione femminile nella gestione del bene-industria, campo ancora non del tutto aperto a molti esempi di emergenza femminile rispetto a quella maschile. Intense le parole di tutte le imprenditrici presenti, tutte giunte a considerare fondamentale sia la formazione dei giovani - con l’intento di farli rimanere in Italia -, che l’investimento nel “Bene Culturale”, considerato di pari passo al settore di derivazione turistica e come il vero e ultimo “terreno vergine” del prossimo modello imprenditoriale. In tale direzione, è intervenuto il noto imprenditore farmaceutico canosino Dott. Sergio Fontana, membro della Commissione Cultura di ConfIndustria. L’intervento, tuttavia, non si è soffermato su freddi metodi o tecniche d’intervento nel Bene Culturale, ma in qualità di Socio finanziatore ha presentato il modello della Fondazione Archeologica Canosina. Presenti come delegazione il Presidente Sabino Silvestri, il Tesoriere Franco D’ambra, il Responsabile P.R. Sandro Sardella, l’operatore turistico della Dromos.it Renato Tango e i soci Antonio Capacchione e Pasquale Terribile. Il Dott. Fontana, erede di una veterana tradizione “mecenatica” di famiglia, legata al padre e poi continuata nel figlio, ha illustrato i punti salienti della Fondazione, il suo duro modello di lavoro, la collocazione dei giovani nel mondo del lavoro in questo settore e l’importanza di intervenire – in qualità di imprenditore – nell’ambito della sponsorizzazione e della valorizzazione del Bene Culturale. Premessa fondamentale rimane l’accordo e la collaborazione attiva con le Istituzioni, nate esclusivamente per questo difficile compito. Tuttavia, l’intervento imprenditoriale rappresenta un tentativo chiaro e lampante di sensibilizzazione verso non soltanto un Bene comune e globale, ma verso nuove frontiere inesplorate di indotto e di possibilità reali e tangibili. Il turismo e la valorizzazione del Bene Culturale sono l’unica e vera frontiera, soltanto parzialmente esplorata, da cui potrebbe dipendere la ripresa di un macchinoso e difficile sistema economico, sempre più simile a un motore ingolfato o addirittura agonizzante. In tal senso, l’intervento del Dott. Fontana è stato chiaro e non rappresenta un semplice caso di mecenatismo privato, ma un vero e sincero tentativo di consiglio verso colleghi imprenditori, alla ricerca di nuove “terre” da esplorare. La frase finale del dibattito è stata “La Storia non si fa con i se….ma con i nonostante” e se sono volati più di un applauso e più di un complimento in una sala gremita di persone, non è merito soltanto del gesto e delle parole del conferenziere o di una Fondazione che cerca di combattere per il proprio Patrimonio sia culturale che giovanile, quanto di un mutato senso di Civiltà che dev’essere visto non come un’appropriazione del “mondo cultura”, quanto piuttosto come un tentativo di veleggiare verso nuove situazioni, che possano salvare un’economia morente.



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