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Primo Congresso Nazionale di Archeologi​a Pubblica - Firenze 29 e 30 ottobre 2012

Immagini del congresso. (foto) ndr.

di Michele Loconsole

FIRENZE, 6 NOV. - Si è svolto a Firenze il 29 e 30 ottobre scorsi, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, il primo congresso nazionale di archeologia pubblica. Il congresso è stato organizzato dall’Università degli Studi di Firenze e dal Comune di Firenze ed ha puntato i riflettori su soggetti pubblici e privati, interessati a “mettere in produzione” il patrimonio culturale italiano, cercando di andare oltre le dichiarazioni programmatiche. La kermesse culturale ha inteso fornire uno spaccato delle esperienze migliori, scelte nel contesto euro-mediterraneo, che possano trasformare i Beni Archeologici da costo a volano di sviluppo socio-economico per la comunità. Il Congresso è stato strutturato in sei sezioni: Archeologia e Identità culturale- chair Guido Vannini (Università di Firenze); L’archeologo oggi: Figura e formazione - chair Giuliano Volpe (Rettore Università di Foggia); L’archeologia comunica con il pubblico- chair Piero Pruneti (Giunti – Archeologia Viva); Archeologia e sviluppo del territorio- chair Isabella Lapi Ballerini (Direttore Regionale MiBac Toscana – già Direttore per la Puglia); Archeonomics: dalla ricerca archeologica all’economia- chair Massimo Montella (Università degli Studi di Macerata); e Archeologia: dalla Costituzione alla legislazione- chair Andrea Pessina (Soprintendente Archeologico della Toscana). La Fondazione Archeologica Canosina è intervenuta nella sezione relativa all’archeologia intesa come sviluppo del territorio. Non è stato agevole per il presidente Sabino Silvestri condensare venti anni di attività, nel breve spazio che gli è stato concesso, ma il suo intervento, ha comunque catalizzato l’attenzione dei tanti presenti che hanno chiesto ulteriori approfondimenti sul sistema di gestione che la Fondazione ha attuato sul territorio canosino. Il tema dell’intervento è stato: “Connubbio fra pubblico e privato – una scommessa vincente” e si è sviluppato per grandi linee su quanto indicato nel form pubblicato sugli abstract: “Nasce nel 1993 la voglia di riscatto di una città che vede i propri “gioielli di famiglia” scoperti e trasferiti nei musei archeologici di tutto il mondo. L’opera della Fondazione parte proprio creando nella città di Canosa una sede museale adeguata, a disposizione del Ministero, per accogliere e rendere fruibili i reperti, contestualizzandoli (sette sono le mostre archeologiche dal 1993 al 2000) conseguenza diretta di questo primo passo, sarà la sottoscrizione di convenzioni con enti pubblici e soggetti privati, per la gestione diretta dei Beni Culturali. La Fondazione Archeologica Canosina è una Onlus con personalità giuridica, ha fra le sue proprietà immobili, sui quali insistono rilevanze archeologiche, e donazioni di reperti regolarmente dichiarati. Partita da 17 soci fondatori ne conta oggi oltre 1200 sparsi in tutto il mondo. Hanno aderito alla Fondazione la provincia di Barletta Andria Trani, il Comune di Canosa, la Banca di Credito Cooperativo di Canosa e importanti realtà economiche che operano sul territorio. Le attività della Fac vanno dalla manutenzione ordinaria delle aree, reperimento dei fondi per il recupero, il restauro, la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali, in collaborazione con varie Soprintendenze. Proprio nel campo della fruizione la Fondazione ha incentrato la sua maggiore attenzione con aperture gratuite, visite guidate e organizzazione di eventi attrattori turistici. Tutto questo ha incrementato in maniera esponenziale il numero di visitatori. A ciò si aggiunge la pubblicazione di testi scientifici di carattere archeologico/storico oltre alla pubblicazione di un periodico trimestrale di carattere archeologico il “Tu in daunios”. Il sito della Fondazione www.canusium.it estremamente completo e ricco in tutti i sui aspetti, ha un elevatissimo numero di visite. L’attività della Fondazione oggi costituisce un esempio di come un sistema di gestione improntato sulla collaborazione pubblico( il Ministero e gli Enti Locali)- privato possa contribuire a risolvere il problema fondamentale della salvaguardia, della tutela, della valorizzazione e fruizione dei Beni Culturali.” Non sono mancati gli accenni allo sviluppo socio economico della Città di Canosa e a come ormai per tutti i canosini i Beni Culturali siano una ricchezza principalmente da un punto di vista sociale e successivamente anche da un punto di vista economico. Oggi si è fieri di essere gli eredi di cotanta storia e l’orgoglio delle proprie tradizioni e del prorio importante passato è il successo maggiore che in questi vent’anni la Fondazione ha raggiunto. Il testimone del Congresso è passato alla Puglia, Regione che, a detta di tanti, ha colto in pieno l’importanza dei Beni Culturali come volano per lo sviluppo economico del territorio. Naturale conseguenza di tanti e tali apprezzamenti, sarebbe la celebrazione in Puglia del secondo Congresso Nazionale di Archeologia Pubblica.



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