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Molfetta (Ba). Conferenza: La Sacra Sindone e Casa Savoia

Una immagine della conferenza. (foto) ndr.

di Paola Copertino

MOLFETTA (BA), 22 OTT. - Un legame strettissimo, lungo secoli unisce la Sacra Sindone a Casa Savoia. In questa ottica perciò la delegazione Puglia degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, nella persona dell’ avvocato molfettese Angelo Gadaleta, ha organizzato a Bari presso un noto hotel cittadino un convegno teologico culturale sul tema: “ La Sacra sindone e Casa Savoia” a cui hanno preso parte eminenti relatori. Il delegato pugliese, in qualità di moderatore, ha presentato gli illustri ospiti tratteggiando il loro curriculum e ha reso note le attività, i principi e le finalità degli ordini dinastici di Casa Savoia, motivando il perché di un convegno a Bari su tale tema da sempre molto dibattuto e controverso, oltre che affascinante. A prendere la parola per primo l’ avvocato Daniele De Matteis che insieme all’ ingegner Alessandro Paolo Bramanti è l’ autore del libro: “ Sacra Sindone- un mistero fra scienza e fede ( Edizioni Servi della Sofferenza), il quale,supportato da suggestive immagini, ha in modo impeccabile e documentato, illustrato il rapporto da sempre combattuto fra i due mondi. Si è parlato delle ferite, dei segni, di come potevano essere stati impressi, delle tecniche usate, se un falsario sarebbe stato in grado di riprodurre l’ immagine del Cristo, di comparazioni con l’ epoca romana, di prove scientifiche, di nozioni di medicina e di tanto altro ancora. Uno dei grandi problemi della Sindone è che lascia intuire qualcosa che è avvenuta dopo la morte, quindi si va’ oltre la scienza, si sconfina nella fede e in qualcosa che non sempre è spiegabile. Lascia stupefatti il volto ieratico, nonostante le torture, non sfigurato, si doveva avere una maschera di sangue deformata, invece ci è stata restituita una immagine perfetta di un uomo. Nel 1898 ha inizio lo studio scientifico della Sacra Sindone, il sacro lino viene fotografato da un avvocato torinese con una attrezzatura invidiabile per il suo tempo ed esposto al pubblico. L’ immagine della sindone è come un negativo fotografico, abbiamo tante immagini di sudari, ma solo la Sacra Sindone ha delle caratteristiche uniche ed irripetibili in quanto, nonostante tanti esperimenti, nessun fenomeno chimico produce un dettaglio del genere, così particolareggiato. Si è poi esaminato il tessuto, parlato di fibre, del cambio del colore dovuto al tempo, di coloro i quali hanno tentato di imitarla, ma non hanno ottenuto risultati degni di nota, di esperimenti effettuati con il laser per riprodurre l’ immagine. L’ Enea di Frascati è il gruppo di ricerca che è andato più vicino all’ originale. Si è concluso che una forma di energia si è sprigionata dal corpo per imprimere il telo e un falsario non sarebbe riuscito a riprodurlo. Si va quindi oltre la scienza, non c’ è dubbio :una irradiazione di un lampo di luce ha impressionato la tela. Si è subito dopo passati ad esaminare la questione Carbonio 14 molto controversa, che proverebbe qualcosa di sconvolgente. Il relatore ha illustrato tutti gli esperimenti fatti in merito, in maniera non sempre corretta, i laboratori coinvolti, le analisi effettuate, le procedure scelte, i risultati controversi e le esclusioni non motivate di alcuni centri di ricerca e la mancanza di documentazione in merito. Dopo questa analisi così approfondita dal punto di vista scientifico, veramente dettagliata, l’ avvocato Gadaleta ha dato la parola alla professoressa Rosanna Palma, docente presso l’ I.I.S.S. S. Trinchese di Martano che si è occupata di sviluppare il tema dal punto di vista storico- teologico. La relatrice in maniera veramente appassionata e coinvolgente ha spiegato che il messaggio di Gesù era rivoluzionario, faceva paura perché toccava temi come uguaglianza fra uomo e donna, parità, perdono,rispetto, fratellanza e il popolo non era preparato. Tanti, prima di Gesù si erano dichiarati il “ Messia”, ma nessuno aveva mai parlato con tanta autorevolezza e convinzione, tanto da trascinare le folle. Ha poi ripercorso le tappe della vita di Gesù, citando Vangeli e Sacre Scritture, fino alla morte e Resurrezione. Nel momento della morte Cristo restituisce lo spirito divino, lo stesso della creazione. Ha poi messo in luce tutte le volte che si parla del sudario, del sepolcro, facendo riflettere l’ uditorio veramente attento. E’ passata poi a come veniva rappresentato il Cristo nella iconografia, ai simboli usati, ripercorrendo la storia supportata dai testi. Inizialmente Gesù veniva raffigurato giovincello, senza barba, poi si passa a raffigurarlo come un bel giovane alto, atletico ,con la barba e lunghi capelli. La Chiesa, ha affermato la professoressa Palma, è stata poco convinta, se non ostruzionista nei confronti della Sindone. Anche la percezione della sofferenza oggi viene vista in forma diversa. Ci sono state nei secoli diverse ostensioni, ma un cristiano per credere non ha bisogno della Sindone che ha una storia un po’ controversa su date e circostanze. Si divide infatti il mondo scientifico e con Giovanni Paolo II viene ufficializzato il suo culto. La Sindone indubbiamente ha il suo fascino, ma la prova per un cristiano non deve essere il sacro lino, ma il miracolo dell’ eucarestia. Siccome voleva essere una conferenza a tutto tondo sull’ argomento, il moderatore Gadaleta ha dato la parola al Cav. Uff. Luigi Mazza, delegato Provinciale Guardie d’ onore di Lecce che ha illustrato in maniera precisa, con date e riferimenti storici, il legame fra Casa Savoia e la Sacra Sindone. La Sindone è l’ oggetto dell’ antichità più studiato in assoluto e che continua a riservare sorprese. Alcuni infatti la attribuivano a grandi artisti del passato, altri pensavano avesse avvolto il corpo dell’ ultimo maestro dei Templari, si è poi esclusa una origine manuale. Come si è formata però, ancora oggi, che la scienza ha fatto passi da gigante ,non si sa. Raccontato poi il lungo peregrinare, durato secoli, della Sindone. I Savoia da sempre una casata molto religiosa, al suo interno vanta santi, beati, tanto che il prossimo 25 gennaio sarà dichiarata beata nella chiesa di Santa Chiara di Napoli Maria Cristina di Savoia. Il relatore ha reso note tutte le tappe percorse dal sudario, i suoi passaggi di proprietà fino a quando nel 1450 viene ceduta ai Savoia e nel 1578 fu traslata a Torino. Per ben due volte la sindone rischiò di andare distrutta in due incendi, ma miracolosamente si è sempre salvata, scampando a guerre e distruzioni. Nell’ ultima ostensione nel 2010 è stata visitata da due milioni di persone. La sindone fu donata dai Savoia al papa, ma con la clausola che fosse lasciata a Torino.E’ stato poi sollevato un altro problema: essendo i beni dei Savoia passati allo stato, anche la Sindone è dello stato Italiano e quindi la donazione non sarebbe valida? La Sindone apparteneva a tutta la famiglia e non solo al re, quindi può essere rivendicata per solo un quinto dallo Stato. Attualmente infatti è il Papa il proprietario del sudario di Cristo che è un bene dell’ umanità per i valori che trasmette, come simbolo di fede. A conclusione della conferenza,l’ avvocato Gadaleta in qualità di delegato regionale degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, ha proceduto alla consegna dei diplomi relativi a tre onorificenze concesse dal Principe Vittorio Emanuele di Savoia, Gran Maestro degli Ordini Dinastici della Real Casa. In considerazioni di particolari benemerenze, è stato conferito il grado di Cavaliere dell’Ordine al Merito di Savoia al molfettese Sergio Ragno, nonché all’app.to Franco Magliocco. E’ stato inoltre nominato Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito di Savoia il rag. Giovanni Fallacara, del Comando Regionale della Guardia di Finanza. La Sindone è ancora oggi un mistero affascinante dai mille risvolti:da quelli storici a quelli teologici, da quelli scientifici a quelli morali e il convegno ha cercato di essere esaustivo non tralasciando nessun punto di vista, grazie alla competenza e professionalità dei relatori.





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