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Renzi, "Io sto con Hollande" "Merkel non siamo studenti"

Matteo Renzi. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 2 OTT. - Fare i compiti a casa? Messaggio irricevibile. Qua nessuno da' i compiti, nessuno li deve fare. Matteo Renzi ribadisce che l'Italia rispettera' i parametri di deficit e Pil, ma lancia un asse con il Regno Unito del premier Cameron (che non e' nell'euro) per allentare i criteri di stabilita' dell'economia predicati da un'Europa a trazione tedesca. Il Cancelliere, Angela Merkel, non viene citata ne' nome ne' per carica dal presidente del Consiglio, oggi a Londra per una bilaterale. Ma che sia lei l'oggetto delle sue affermazioni e' chiaro come il sole. Cita l'annuncio di ieri di Parigi, pronta ad intonare il "Ca ira" contro l'austerita', e commenta: "Se la Francia ha deciso cosi', avranno i loro motivi e io sto con Hollande". Non solo: "Noi rispettiamo il 3% ma rispettiamo anche le decisioni di un Paese libero come la Francia. E credo che nessuno abbia il diritto di trattare gli altri Paesi con lo stile con cui si trattano gli studenti". Studenti un po' fuori corso, magari, ma dotati di una loro dignita'. Tutti d'accordo nel chiedere, con Cameron, un'Europa "piu' flessibile". Un fronte, quello della flessibilita', che pero' si allarga e si restringe come una fisarmonica. La doccia fredda, per i flessibilisti, arriva fin dalla mattina. Ad aprire il rubinetto il commissario europeo - francese e con fama di aperturista sui conti - Pierre Moscovici. "Tutti i paesi", fa sapere, "devono rispettare le regole, anche la Francia, e il mio ruolo e' di farle rispettare. Se un paese in procedura di deficit eccessivo, come la Francia, non fara' quello che deve per rientrare nei parametri, allora non ci sono dubbi e non c'e' scelta: come commissario europeo faro' il mio dovere e andro' avanti con la procedura". Quindi magari nessun verra' trattato da studente, ma in pari con gli esami bisogna esserlo. Gli esami, del resto, continuano anche in Italia, dove si registra l'ennesima bocciature dei candidati alla Corte Costituzionale. Il centrodestra, dall'ultima volta, ha cambiato cavallo: via Donato Bruno, avanti il moderato Ignazio Caramazza. Il Pd rfesta fermo su Luciano Violante. Risultato della sedicesima votazione: nessuno dei due. A Violante mancano una sessantina di voti, il doppio a Caramazza. Il prossimo appello e' fissato per la settimana entrante.





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