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Foggia. Operazione “DRUG FAMILY”. I Carabinieri sgominano un’intera famiglia dedita allo spaccio di cocaina

L'impianto di videosorveglianza sequestrato (foto N. Baratta) ndr.
Redazione di Foggia

CERIGNOLA (FG), 4 GIU. - Mogli, mariti, figli e nipoti, tutti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un’organizzazione ben strutturata, con anche minori come vedette e provvista di materiale di videosorveglianza per monitorare i movimenti delle Forze dell’Ordine. Insomma, un modello tipo “Scampia” che da tempo spacciava cocaina a Cerignola. 
I Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di sei indagati tutti di Cerignola. I reati contestati sono quelli di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha diretto un’accurata attività d’indagine dei Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo, condotta attraverso attività tecnica e numerosi servizi di riscontro sul campo.
Sono state eseguite misure cautelari in carcere a carico di CLEMENTE Matteo, classe ’95 e MARZOCCA Laura, classe ’76 e misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria a carico di LADOGANA Sabina, classe ’70, CLEMENTE Valentina, classe ’91, MENNIELLO Giuseppe, classe ’81 e CLEMENTE Adelina, classe ’89.


La droga e i soldi sequestrati (foto Cc) ndr.
L’attività investigativa prendeva avvio dall’arresto eseguito dai Carabinieri nella flagranza del reato, il 22 marzo 2013, a carico di LADOGANA Vincenzo e GENTILE Luigi, trovati in possesso di mezzo chilogrammo di cocaina e di tutta l’attrezzatura utilizzata per il confezionamento, quali bilancini di precisione, buste in cellophane e nastro adesivo e più di 4.000 euro in denaro contante.
Nel corso della perquisizione, avvenuta nelle abitazioni in Via Porto Torres e Via Napoli, venivano rinvenuti, inoltre, tre quaderni da considerarsi dei veri e propri libri contabili, con sopra indicata in forma manoscritta tutta la movimentazione della sostanza stupefacente che avevano acquistato e venduto, con indicazioni dettagliate del prezzo d’acquisto, dei quantitativi ceduti o in giacenza, gli acconti ricevuti, i regali effettuati come campione per l’assaggio ed il reso ricevuto per la cocaina di scarsa qualità. Per tali fatti gli arrestati sono già stati condannati alla pena di quattro anni di reclusione.   


La sirena modificata con microcamere (foto Cc) ndr.
Le indagini proseguivano poiché sin dall’inizio era emerso il coinvolgimento di altri soggetti, alcuni dei quali, come detto inizialmente, congiunti degli arrestati e dalle prime risultanze investigative emergeva l’importante ruolo nella gestione dell’attività illecita della moglie di LADOGANA Vincenzo, MARZOCCA Laura e della nipote CLEMENTE Adelina, convivente di GENTILE Luigi, le quali concorrevano con LADOGANA Vincenzo nello spaccio della cocaina presso l’abitazione di quest’ultimo già prima del suo arresto.
Le investigazioni accertavano, quindi, che MARZOCCA Laura, dopo l’arresto del marito, continuava l’attività illecita di spaccio di droga tra le mura domestiche unitamente al nipote CLEMENTE Matteo, mantenendo, pertanto, inalterata la gestione dell’impresa criminale di famiglia.


Uno dei fogli dei promemoria degli spacciatori (foto Cc) ndr.
L’indagine, in breve tempo, consentiva di giungere alla compiuta individuazione di altri parenti che operavano l’attività illecita di spaccio prevalentemente in Cerignola e nei comuni limitrofi del basso tavoliere ed in particolare LADOGANA Sabina, sorella di LADOGANA Vincenzo e madre di CLEMENTE Matteo, che si avvaleva delle figlie CLEMENTE Adelina e Valentina.
L’indagato CLEMENTE Matteo, che spacciava spesso in concorso con MENNIELLO Giuseppe, si è reso responsabile anche di detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e violenza e minaccia a pubblico ufficiale. In particolare, nel contesto degli innumerevoli servizi di riscontro sul campo, dopo essere stato fermato, sgomitava e colpiva al fianco destro un Carabiniere, guadagnando la fuga puntando contro i militari intervenuti una pistola semiautomatica.


Il C.te Col. Basilicata al centro e due ufficiali dell'Arma (foto N. Baratta) ndr.
L’indagine, condotta tra marzo e giugno 2013, ha permesso di accertare molteplici episodi di spaccio, alcuni dei quali aggravati per essere stati commessi avvalendosi, come detto, di minori, che svolgevano la funzione di vedette per verificare l’eventuale sopraggiungere delle Forze dell’Ordine, per un giro d’affari stimato intorno ai 150.000 euro. Vedette che erano coadiuvate anche da un sofisticato impianto di videosorveglianza progettato ad hoc. Difatti i sistemi di controllo erano sistemati sul terrazzo delle abitazioni in modo da tener sotto controllo l’intera area. Inoltre, a pian terreno, era stata collocata una sirena di un impianto di antifurto modificata con due fori dove erano collocate due microcamere che sorvegliavano, prevalentemente nelle ore pomeridiane e serali, il via-vai di pusher, assuntori di droga e Forze dell’Ordine. 
CLEMENTE Matteo e MARZOCCA Laura sono stati associati alla casa circondariale di Foggia. 




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