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Concerti.. Con "that’s all right … Elvis", al Teatro Purgatorio di Bari, Ivan De Carlo interpreta i più grandi successi di Presley

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 15 FEB. - Ma Elvis è veramente morto? Sono in molti ad avere questo dubbio; così capita che la leggenda ogni tanto segnali la presenza di un sereno pensionato molto simile a Elvis a New York, a Los Angeles oppure su una spiaggia a Miami. Elvis è vivo per i suoi tanti fans, in tutto il mondo, che continuano a renderlo l'uomo dello spettacolo che guadagna di più; in una speciale classifica dedicata ai guadagni post-mortem. Al Teatro Purgatorio di Bari, Ivan De Carlo ha interpretato i più grandi successi di Elvis Presley. Il suo è stato un concerto raccontato. L' 8 gennaio 1935, sotto il segno del capricorno, in una casa modesta a Tupelo, Mississipi, nasce la leggenda del rock: il suo nome è Elvis Aaron Presley. La sua infanzia è povera e difficile. Molto di ciò che si racconta di lui è contornato dalla leggenda: a soli sei anni Elvis desidera avere una bicicletta che purtroppo costa troppo, così sua madre decide di regalargli per il suo compleanno una chitarra di poco valore, trovata da un rigattiere. 
Questo dono alimenta in Elvis la passione per la musica tanto da rimanere ore ed ore ad ascoltare i gospel e gli spiritual cantati nella Chiesa vicino casa. A 13 anni si trasferisce con la famiglia a Memphis dove frequenta l'area di maggior cultura nera della città. Nessuno però scommette sull'avvenire radioso del giovane Elvis che comincia a lavorare come camionista, pavoneggiando un grosso ciuffo sulla fronte. Un giorno passando sulla Union Street vide che alla Sun Records di Sam Phillips chiunque, pagando un dollaro, poteva registrare un disco da portarsi a casa. Elvis decise così di fare un regalo alla madre per il compleanno e pensò di registrarle una vecchia ballata che aveva sentito per radio fin dai tempi di Tupelo, intitolata "That’s All Right Mama". Un canzone dal ritmo frenetico; Sam Phillips, suo talent scout appena la ascoltò decise di farne un disco. E' proprio con questa canzone che Ivan De Carlo dà inizio al suo concerto dedicato ad Elvis. 
La ricerca di De Carlo ripercorre le tappe artistiche che hanno segnato ed influenzato la cultura e la musica americana negli anni ’50, ’60 e ’70. Dopo uno studio documentato e minuzioso sulla vita del grande idolo del Rock, sulla carriera artistica di Elvis, l’interprete Ivan De Carlo ha tracciato un percorso significativo sul mito creatosi intorno al cantante di Memphis. L'incontro poi con il Real Duo (Luciano Damiani al mandolino e Michele Libraro alla chitarra) ha fatto il resto, permettendo la realizzazione di questo progetto inedito ed originale. Il Real Duo, reduce da anni di concerti e tournée in giro per il mondo, grazie anche ai numerosi riconoscimenti a livello mondiale, piacevolmente ha affrontato questa singolare avventura artistica, sposando la ricerca ed interpretazione di Ivan De Carlo con nuovi arrangiamenti, senza mai smentire il suono caldo ed affascinante della chitarra e quello intramontabile e passionale del mandolino. Uno splendido concerto molto apprezzato dai numerosi nostalgici degli anni’50, ’60 e ’70, alcuni un pò attempati, che con entusiasmo al Teatro Purgatorio di Bari, hanno voluto attraverso questo coinvolgente viaggio nei periodi d’oro della musica di Elvis Presley protagonista rivoluzionario ed indiscusso della processo di interazione tra la “musica bianca Country and Western & la musica nera Rhythm and Blues”, rivivere la magia di quegli anni. 
Un grande omaggio, reso con entusiasmo e grande professionalità ad un artista che ha venduto più di un miliardo di dischi in tutto il mondo e che per primo ha inaugurato l’era della globalizzazione con il concerto “Aloha From Hawaii” trasmesso per la prima volta in mondovisione! "That's All Right… Elvis!", una voce, un mandolino ed una chitarra contornati dal sorriso di un pubblico entusiasta, hanno saputo rendere omaggio all'uomo incoronato “Re” del Rock, utilizzando una inconsueta veste delicata, e un'acustica, soffice e ridimensionata, più vicina alla musica da camera che ai grandi spalti da concerto.



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