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Bari. 4 georgiani arrestati in flagranza dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile per furto in abitazione [CRONACA DEI CC. ALL'INTERNO]

Il materiale e gli utensili sequestrati. (foto cc.) ndr.
Intensificati i controlli del territorio in prossimità della Festività Pasquali

di Redazione

BARI, 31 MAR. (Comunicato St.) - Nell’imminenza della Festività Pasquali e della conseguente intensificazione dei servizi di controllo del territorio, finalizzati a garantire maggiore sicurezza ai cittadini, un altro positivo risultato è stato conseguito dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile. La scorsa notte, una pattuglia di militari di perlustrazione in via Capruzzi, ha notato una persona sospetta intrattenersi all’altezza del civico 150. Sottoposta a controllo ed identificata in E.B., 42enne, senza fissa dimora, georgiano, non avendo fornito esaurienti giustificazioni circa la sua presenza in zona, ha fatto insorgere ai militari operanti, il sospetto che fosse in attesa di complici impegnati a consumare qualche reato, pertanto i Carabinieri chiedevano rinforzi e, saliti nel condominio al cv. 152, sorprendevano altri tre georgiani, successivamente identificati in K.A, 38enne, N.T., 37enne e I.D.37enne, tutti senza fissa dimora, che avevano appena forzato la porta d’ingresso di un ufficio assicurativo, con l’intento di consumare un furto. Sorpresi con gli attrezzi da scasso in mano, i tre ed il loro complice, che faceva da palo, sono stati così arrestati e, su disposizione della competente A.G., tradotti presso la Casa Circondariale di Bari. 

Il casolare abbandonato. (foto cc.) ndr.
ANDRIA (BT): ELETTRICITÀ “GRATIS” PER I COMFORT DEL CASOLARE. I CARABINIERI ARRESTANO 4 NORDAFRICANI

Il controllo del territorio predisposto dai Carabinieri della Compagnia di Andria nelle campagne, continua a dare risultati premianti in termini di repressione dei reati. Questa volta, infatti, proprio nelle vaste aree rurali della città federiciana avevano trovato un rifugio di fortuna, all’interno di un casolare abbandonato, quattro extracomunitari, che non avevano abbandonato l’ipotesi di fornirsi di tutti i mezzi necessari per renderlo più confortevole, provvedendo a fornirsi di televisore, stufe e cucine. Tre marocchini di età compresa tra i 32 e 40 anni, più un egiziano di 37, in Italia senza fissa dimora, sono finiti in manette per aver illecitamente collegato un cavo elettrico dell’Enel, che dall’esterno alimentava una “ciabatta” multi prese al quale erano attaccate una stufa, una cucina, un frigo e cellulari. Inoltre erano in possesso di due ciclomotori, a cui uno era stato alterato ogni elemento identificativo, così evitando la riconducibilità del bene ad un plausibile furto, mentre il secondo risultava oggetto di furto: l’accusa degli inquirenti, è stata dunque di riciclaggio, ricettazione e furto aggravato in concorso. 
I quattro venivano notati nel corso di un servizio predisposto dai militari in area rurale, all’interno di un fondo agricolo della contrada “Maccarone Grande”, area periferica della città ove sovente si sono verificati reati contro il patrimonio e rinvenimento di mezzi rubati. I Carabinieri, udite delle voci provenire da un casolare, si avvicinavano e sorprendevano i quattro, in atteggiamento di completo relax come in una normale dimora attrezzata di ogni comfort. Infatti i tecnici dell’Enel, intervenuti, appuravano che il cavo elettrico risultava in parte occultato dal terreno, terminando al contatore del casolare, in parte manomesso e sradicato, ed allacciato direttamente alla linea Enel bypassando il contatore stesso. I militari, dopo aver condotto nella caserma di viale Gramsci i quattro, iniziavano subito gli accertamenti sui ciclomotori, appurando che il numero di telaio di uno era stato accuratamente abraso, rendendo difficoltosa l’identificazione documentale del mezzo, mentre il secondo era stato asportato in Bari. Le ulteriori attività di laboratorio sul telaio, comunque, renderanno possibile l’individuazione del legittimo proprietario, a cui verrà restituito il ciclomotore. I quattro, invece, venivano tradotti presso la Casa Circondariale di Trani. 

Arrestata dai cc. ad Andria maitresse. (foto cc.) ndr.
TERLIZZI (BA): “CASA CHIUSA” APERTA AL PUBBLICO MASCHILE. NEL CENTRO BENESSERE PRESTAZIONI SESSUALI A PAGAMENTO. ARRESTATA DAI CARABINIERI LA MAITRESSE

Due giovani ragazze italiane sono state sorprese, all’interno di un “centro benessere” mentre, con indosso solo pochi capi di biancheria intima, effettuavano prestazioni sessuali a pagamento, a favore di clienti occasionali. E’ questa la scoperta fatta dai Carabinieri della Tenenza di Terlizzi, unitamente ai colleghi della Guardia di Finanza della Tenenza di Molfetta (BA), nel pomeriggio di ieri, in un appartamento di Terlizzi. Un continuo andirivieni di uomini, tutti di mezza età, aveva destato sospetti sulla la reale attività svolta all’interno del nuovo centro benessere “Aloha”, da poco aperto a Terlizzi, in un appartamento sito al secondo piano di un palazzo. La responsabile, una 50enne originaria di Corato (BA), aveva subito pubblicizzato il centro su diversi siti internet e nel contempo era comparsa una offerta di lavoro: richiedesi abile massaggiatrice. Il sentore che dietro l’attività di centro massaggi si nascondesse la gestione di una vera e propria “casa d’appuntamento”, veniva confermata dall’attività messa in atto dagli investigatori. Infatti, si appurava che i massaggi erano eseguiti in piena nudità, con il probabile fine del raggiungimento di un “piacere finale”. 
Inoltre, che, all’interno del centro, le dipendenti, senza indumenti addosso, si adoperavano per soddisfare le esigenze dei clienti, non compiendo atti sessuali completi, ma “avvalendosi delle loro capacità di massaggiatrici”. Le prestazioni sarebbero state pagate alle massaggiatrici di turno, alle quali veniva corrisposto una percentuale del 25%, dietro rilascio di regolare fattura. Un massaggio poteva arrivare a costare anche 130 euro. L’immediato intervento di personale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che, entravano all’interno del centro, coglieva sul fatto due operatrici, con rispettivi clienti, che non potevano far altro che ammettere le loro responsabilità, raccontando quanto accadesse, in realtà, all’interno di quel così tanto richiesto beauty center. Sottoposti a sequestro macchinari e prodotti utilizzati nell’attività, il personale della Guardia di Finanza sta procedendo all’analisi delle scritture contabili per l’accertamento di ulteriori illeciti di natura fiscale. La 50enne maitresse, su disposizione dell’A.G. tranese, che dirigeva tutte le fasi delle indagini, veniva tratta in arresto e ristretta presso la propria abitazione in attesa del giudizio.



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