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Teatro. All’Auditorium “G.Moscati” di Bari, "L’ultimo Traiino” commedia di Gianni De Marzo (vista sabato 14 aprile 2018)

Una immagine dello spettacolo. (foto com.) ndr.

di Simona Rutigliano

BARI, 15 APR. - Se volete passare un serata in allegria andate a vedere all’Auditorium “G.Moscati” di Bari la commedia “L’ultimo Traiino” di e con uno sfavillante Gianni De Marzo in tutta la sua esilarante comicità. “L’ultimo traiino” racconta le vicende e gli intrighi di una famiglia barese. Ciccillo Della Pecchia (Gianni De Marzo) è un neo pensionato con il sogno di passare la sua terza età e di vivere una seconda giovinezza con la moglie Sophia, interpretata dalla bravissima Pina Nunziante, che per amore dei figli, Chantal (Antonella Vivace) e Pierino (Nico Delcuratolo), finirà col trascurarlo e lo costringerà così a cercare la passione fra le braccia della simpatica infermiera Addolorata (Anna Volpe), oltre alla pressione. Tra un gag e l’altra Ciccillo sarà vittima anche della sua vicina di casa Isabella (Valentina Vacca), maestra d’asilo in prepensionamento alla ricerca di un uomo che non si appresta ad arrivare fino a quando non compare l’amico d’infanzia di Ciccillo, Giovanni Calore (Giuseppe Calone), che trasferitosi al nord, in quel di Foggia, svolge la più fruttuosa e antica arte facendo l’impresario di pompe funebri. Giovanni con l’aiuto di Ciccillo riuscirà a coronare il suo sogno d’amore con Isabella, ma insieme combineranno come ai vecchi tempi uno dei loro traiini. Ciccillo insieme a Giovanni organizzerà la sua dipartita nei minimi dettagli per smascherare i suoi due figli e capire quanto amore hanno per il padre. Personaggio comicissimo è anche il fratello gay di Ciccillo, Ludovico (Andrea Strambelli) che saputo della dipartita del fratello torna a Bari nelle vesti di donna, il tutto con una presenza fissa dietro alla porta di casa, il venditore ambulante (Natale Losurdo) che neanche un tavuto riesce a fermare. Un Gianni De Marzo che ha saputo coinvolgere il pubblico con le sue gags dall’inizio alla fine dell’opera, portando in scena anche tante pillole di saggezza racchiuse in una commedia dal risvolto positivo...”un padre campa 100 figli, ma 100 figli non campano un padre” ed una Pina Nunziante che ha saputo intrigare e far ridere il pubblico anche nei panni di una vedova.



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