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Bari. Codice antimafia: Sottratti dalla Gdf a due pregiudicati baresi beni per un milione e trecentomila euro

Sequestro di un milione e trecentomila euroa due pregiudicati baresi. (foto Gdf) ndr.

di Redazione

BARI, 3 MAG. (Comunicato St.) - Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Bari hanno eseguito due provvedimenti di natura cautelare reale emessi dal Tribunale di Bari in funzione di Tribunale della Prevenzione relativi a patrimoni di provenienza illecita, riconducibili a due pregiudicati di origine barese: Antonio COSTANTINO, classe 1983, e Domenico CAVALIERI FOSCHINI, classe 1981. I provvedimenti ablativi, uno di confisca (CAVALIERI FOSCHINI) e l’altro di sequestro (COSTANTINO), sono stati emessi dall’Autorità Giudiziaria ai sensi del Codice delle Leggi Antimafia (D.Lgs. 159/2011), sulla base degli esiti di mirate indagini economico-patrimoniali condotte, dai militari del G.I.C.O. del capoluogo pugliese, su tre appartamenti signorili, vari conti correnti bancari e un’autovettura Audi, per un valore complessivo di circa 1 milione e trecentomila Euro. Le indagini eseguite hanno avuto lo scopo di valorizzare in chiave patrimoniale gli elementi informativi acquisiti da precedenti indagini “classiche” di polizia giudiziaria, successivamente sviluppate mediante l’analisi di informazioni ricavate dalle diverse Banche Dati in uso al Corpo che hanno permesso di appurare l’assoluta sproporzione tra il valore dei beni nella disponibilità dei pregiudicati e il reddito dichiarato da questi ultimi e, più in generale, le condizioni economiche degli stessi. Le “Misure di Prevenzione”, una priorità nell’attività della Guardia di Finanza a contrasto del crimine organizzato, si prefiggono un duplice scopo: da un lato evitare che i beni nella disponibilità di soggetti considerati “socialmente pericolosi”, in quanto connotati da una spiccata dedizione al crimine, siano distratti o comunque ceduti, fittiziamente, a terzi.; d’altro canto, esse consentono di limitare gli spostamenti dei malavitosi sul territorio e soprattutto, di determinare una “perdita di immagine e di prestigio” agli occhi dei loro sodali.



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