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Bari. Sequestrati dalla Gdf circa 14 mila articoli tra giocattoli, lampade e radio senza il marchio di conformita’ relativo alla sicurezza dei prodotti [CRONACA DELLA GDF ALL'INTERNO]

I giocattoli sequestrati. (foto Gdf) ndr.
Un responsabile denunziato all’autorita’ giudiziaria 

di Redazione

BARI, 4 MAG. (Comunicato St.) - Finanzieri del Gruppo Bari e Funzionari del Servizio Antifrode della Dogana di Bari, nell’ambito dei controlli congiunti effettuati negli spazi doganali della locale area portuale, hanno sottoposto a controllo un autoarticolato con targa greca proveniente dalla Grecia condotto da un cittadino di nazionalità greca, contenente giocattoli per bambini ed apparecchiature destinate ad una ditta italiana con sede in Roma, rappresentata legalmente da un cittadino di nazionalità cinese. La minuziosa attività ispettiva ha richiesto il controllo fisico di tutto il carico ed ha permesso di accertare l’irregolarità della merce di seguito descritta: - n. 9.000 giocattoli raffiguranti pinguini gonfiabili, sprovvisti di marcatura CE e non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dal D.Lgs. 54/2011; - n. 3.600 giocattoli in legno raffiguranti lettere dell’alfabeto sprovvisti di marcatura CE e non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dal D.Lgs. 54/2011; - n. 720 lampade elettriche da campeggio a led prive di marcatura CE, di indicazioni ai fini della sicurezza, della provenienza e della destinazione d’uso del prodotto (D.Lgs. 194/2007, compatibilità elettromagnetica, L. 791/1977 e D.Lgs. 626/1996 per materiale elettrico in bassa tensione; - n. 500 apparecchiature radio riceventi, prive di marcatura CE, di indicazioni ai fini della sicurezza, della provenienza e della destinazione d’uso del prodotto (D.Lgs. 269/2001) complete di batterie al litio e cavo U.S.B. per ricarica. Al termine, tutti gli articoli sono stati sottoposti a sequestro in quanto privi del marchio di conformità relativo alla sicurezza dei prodotti con la conseguente denuncia alla competente Autorità Giudiziaria del rappresentante legale della ditta acquirente. 

GUARDIA DI FINANZA: SEQUESTRO DI BENI PER CIRCA 3.700.00,00 EURO SU DISPOSIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI DI BARI 

Su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari – diretta dalla dott.ssa Carmela de Gennaro - la Sezione Giurisdizionale per la Puglia ha disposto il sequestro conservativo “ante causam” di beni nei confronti dell’ex Curatore Fallimentare della società Nova Tessile srl, il quarantottenne barese avv. Marco Vignola. Il sequestro – per un valore complessivo pari a circa 3.700.000,00 euro - è stato eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari – Gruppo Tutela Spesa Pubblica, in collaborazione con ufficiali giudiziari dell’UNEP di Bari. Le indagini delegate dai magistrati contabili si sono accentrate sui possibili riflessi di natura erariale derivanti dalle condotte penali ascritte all’avv. Vignola e desumibili dagli atti processuali. L’attività investigativa penale era derivata da accertamenti antiriciclaggio svolti dalla Guardia di Finanza a seguito di una Segnalazione di Operazioni Sospette riguardante il versamento di un assegno di 800.000 euro, intestato ad una curatela fallimentare, sul conto personale del Vignola. All’esito dell’attività di accertamento, la Procura della Repubblica formulò a carico di Marco Vignola ben 127 capi di imputazione; mentre il GUP di Bari, nel dicembre 2015 - a seguito di richiesta di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p. (c.d. “patteggiamento”) – emise, nei suoi confronti, una sentenza di condanna (divenuta poi irrevocabile nel febbraio 2016) a due anni e quattro mesi di reclusione (i due anni furono, poi oggetto di indulto) per i reati di peculato, truffa aggravata, falso ideologico e per reati tributari, connessi alle gravi condotte appropriative poste in essere dal Vignola nell’ambito della curatela fallimentare a lui affidata relativa alla società Nova Tessile srl, dal 2001 al 2010. I principali fatti contestati riguardavano: • l’appropriazione dei canoni di locazione dei vari immobili della società in fallimento; • la realizzazione di falsa documentazione di giustificazione delle spese della curatela; • la realizzazione di falsi mandati di pagamento a firma di giudici e cancellieri del Tribunale di Bari utili per prelevare al proprio fine denaro di pertinenza della curatela; • l’omessa indicazione di elementi positivi di reddito nell’ambito della curatela. In circa un decennio, nell’ambito della citata procedura fallimentare, il Vignola si era appropriato di oltre 1,5 milioni di euro, di cui aveva poi restituito 835.000,00 euro, lasciando però un “buco” di oltre 672.000 euro. Sulla vicenda, dopo la condanna definitiva, i finanzieri del Nucleo P.E.F. di Bari, su richiesta della locale Procura Regionale della Corte dei Conti, hanno svolto indagini erariali per l’esatta configurazione del danno patrimoniale oltre a mirati accertamenti patrimoniali e bancari, al fine di ricostruire il patrimonio del responsabile del danno erariale accertato. All’esito dell’analisi della complessa documentazione e sulla scorta delle risultanze patrimoniali e bancarie, la Procura contabile ha valutato il concreto danno patrimoniale arrecato dall’ex curatore fallimentare nonché il danno di immagine derivante dal nocumento al decoro dell’amministrazione della Giustizia che il Vignola aveva prodotto – offuscando la credibilità della Giustizia che avrebbe invece dovuto tutelare, in quanto pubblico ufficiale, rispettando i principi di legalità, imparzialità e trasparenza -, ed ha proposto al Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia, un sequestro conservativo ante causam del valore complessivo di 3.686.503,40 euro, nei confronti del Vignola Marco, determinato dal: • danno patrimoniale diretto: ammanco concreto nelle casse della curatela pari ad euro 672.167,80, al netto di quanto già restituito dal medesimo Vignola pari ad euro 835.000,00; • danno all’immagine del Ministero della Giustizia pari ad euro 3.014.335,60. Il Presidente della Sezione giurisdizione della Corte dei conti per la Puglia, dott. Mauro Orefice, accogliendo la richiesta della Procura Regionale, ha disposto con provvedimento del 20.04.2018 il sequestro conservativo. Sono stati sottoposti a sequestro fino alla concorrenza di euro 3.686.503,40: • quote relative a n. 29 immobili (tra appartamenti e locali) siti in Bari (n.14 immobili), Vietri di Potenza (PZ) (n. 8 immobili), Conegliano (TV) (n. 4 immobili), San Vito di Cadore (BL) (n. 3 immobili); • ogni ragione di credito/somme dovute, nei confronti dell’avv. Vignola, da parte dell’INPS e della Cassa Forense, oltre che del Banco di Napoli e di Poste Italiane. L’avv. Marco Vignola è stato citato in giudizio per il prossimo 31 maggio. Nel contempo al presunto responsabile è stato notificato l’invito a dedurre e la diffida al pagamento della somma citata, oltre interessi e rivalutazione monetaria.



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