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Emergenza Caporalato. "Noi non ci arrendiamo" il grido dei braccianti in corteo a Foggia

Durante la manifestazione (foto Vincenzo Baratta) ndr.
di Nico Baratta

FOGGIA, 08 AGO. - Indetta dalle tre sigle sindacali confederali, Cgil-Cisl-Uil, con la collaborazione di  molte associazioni e gruppi cittadini, quest’oggi, 08 agosto 2018, a Foggia si è svolta la manifestazione per protestare contro le 16 morti dei braccianti avvenute in 48 ore nel Foggiano.

All’appello "Noi non ci arrendiamo" hanno risposto più di mille persone, per essere vicini a chi non c’è più, morto per una manciata di euro, per essersi spaccato la schiena nei campi di pomodoro. Morte cagionata presumibilmente dalla piaga del caporalato che in Capitanata è un annoso cancro.

Alcuni momenti della manifestazione (foto Vincenzo Baratta) ndr.
Per la cronaca stiamo parlando dei 16 braccianti stranieri morti il 4 e 6 agosto 2018 sulle strade della provincia di Foggia, mentre erano in viaggio a bordo dei rispettivi furgoni, scontrati frontalmente uno con un Tir che trasportava pomodori e un altro pieno di materie prime farinacee. Due giorni dove la Sp 105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri e quella allo svincolo della Statale 16 per Ripalta si sono macchiate di rosso sangue, non di quello dei pomodori.

Al corteo hanno partecipato molte figure istituzionali locali, regionali e nazionali, ma in testa c’erano loro, i braccianti.

Durante la manifestazione (foto Vincenzo Baratta) ndr.




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