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Libri. “Scritti politici” – interrogativi sugli spazi e sul confronto fisico

La copertina del libro. (foto com.) ndr.

di Rocco Adamuccio

OTRANTO (LE), 20 AGO. - Domenica scorsa 19 agosto 2018 nella sala dell’Immaginario del Castello Aragonese con il patrocinio del Comune di Otranto e Tradizioni Mediterranee Riccardo Conte un giovane otrantino appena diplomato presso il Liceo Capece - Liceo Classico Scientifico Linguistico di Maglie e attualmente studente nell’Università del Salento alla facoltà di scienze politiche ad appena vent’anni alla presenza di Elio PAIANO ha compiuto una riflessione sulla politica, sugli eventi recenti della storia europea ed italiana. La presentazione del suo libro “Scritti Politici” è stato un momento di valutazione e approfondimento dall’uscita della Gran Bretagna dall’Europa e all’avvento del primo governo populista di una grande nazione europea come l’Italia, Riccardo CONTE ha evidenziato in un analisi anche l’affronto dei temi cruciali, le grandi sfide che ci attendono, elaborando lo stile stringato e diretto dei social sulla politica, sull’economia, sulla direzione in cui potrebbe andare l’Italia. 
Il libro “narra” in prima persona, le riflessioni, gli scritti politici e si presta al lettore con commenti ed ampliamenti inserendoli negli spazi appositamente lasciati, ciò preferendo la parola scritta, la carta stampata, avvicinandosi come del tutto normale ai social. Riccardo Conte chiede ai suoi coetanei e non più, una maggiore valutazione non un distratto like istantaneo, insomma un input importante che permetta di arrivare al dunque in pochi minuti e ponendosi la domanda: chi si occupa di riflettere sulle nostre scelte? Gli interrogativi di Conte sono quelli di una intera generazione che non trova più in spazi di confronto fisico, non trova più strade e piazze in cui discutere dei grandi temi, ma solo arene virtuali sui social o su piattaforme. L’idea, invece è recuperare la parola scritta, stampata su carta, da donare ad un amico, ad un uomo di cultura, ad un politico, andare controcorrente e rappresentare, indubbiamente, il bisogno di approfondimento che si rende necessario alle nuove generazioni. L’autore CONTE considera il libro come una piccola bussola per il futuro di queste generazione che si trovano a cercare anche l’intuizione del vero in un’epoca di transizione.



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