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«No ai licenziamenti Conad», l’urlo istituzionale al sit-in per la chiusura dei punti vendita di Macchia-Monte Sant’Angelo e San Severo –VIDEO-

I manifesti di protesta durante il sit-in (foto MeetUp Monte in MoVimento) ndr.
di Nico Baratta

MACCHIA-MONTE SANT'ANGELO (FG), 12 AGO
. - Sono ben 69 i posti di lavoro che la Sogiper S.r.l. proprietaria dei punti vendita Conad aperti ed operanti a Macchia-Monte Sant’Angelo e San Severo sta per eliminare. 36 a Macchia e 33 a San Severo, tutti nella provincia di Foggia, già sofferente per carenza di lavoro. Il 5 luglio la Sogiper S.r.l. ha avviato un licenziamento collettivo che ha destato scalpore, mettendo a repentaglio l’economia locale e maggiormente il futuro di altrettante 69 famiglie che tra, mutui, finanziarie, spese scolastiche, e tutto ciò che grava sul bilancio familiare, non sa come campare. Ieri mattina, 11 agosto 2018, presso il centro Conad di Macchia si è svolto un sit-in pacifico per protestare contro la discutibile decisione di un’azienda che all’attivo ha buoni fatturati ma che, evidentemente, ha scelto altri siti produttivi dove aprire punti vendita. I lavoratori interessati da settimane sono lì, a presiedere l’ingresso del loro posto di lavoro, in attesa di buone notizie. Purtroppo le uniche che arrivano sono sempre le stesse, riduzione del numero dei lavoratori paventando la chiusura del centro vendita. 

[Le dichiarazioni dei parlamentari M5S al sit-in (video MeetUp Monte in MoVimento)]

I lavoratori, consapevoli della fermezza dell’azienda, hanno cercato di mettere in campo soluzioni alternative, anche controproducenti per loro ma che garantiscano la prosecuzione del lavoro. Innanzitutto, com’è lecito auspicarsi, chiedono che la Sogiper ritorni sui suoi passi, su decisioni che annienterebbero definitivamente il futuro di 36 famiglie montanare e 33 dell’Alto Tavoliere.

I dipendenti sarebbero disposti ad accettare, a malincuore ma con un futuro che garantisca prosecuzione lavorativa, una forma di riduzione dell’orario del lavoro se l’azienda rivede il licenziamento collettivo. Un compromesso tra le parti dove i vertici aziendali potrebbero ridurre i costi dei siti in modo da permettere un’agevole vendita dei prodotti. Una decisione drastica purché prosegua il contratto in essere, sempre che la Sogiper riveda i costi per il mantenimento della struttura in essere semmai riducendoli laddove eccedono per servizi, strutture in eccesso, spese aggiuntive facilmente eliminabili.

Al sit-in erano presenti molti amministratori locali e parlamentari. C’erano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, Carla Giuliano, Maria Luisa Faro, Marco Pellegrini, Giorgio Lovecchio. C’era una rappresentanza del comune d’appartenenza, Monte Sant’Angelo, il Sindaco Pierpaolo d’Arienzo, il suo Vice Michele Fusilli, il Presidente del Consiglio comunale del centro angiolino, Govanni Vergura, e l’Assessore Generoso Rignanese. Al sit-in ha partecipato anche una delegazione di Forza Italia della sezione di Monte Sant’Angelo, con a capo il suo responsabile Felice Scirpoli, i consiglieri comunali di Manfredonia, Gianni Fiore, Salvemini e d’Ambrosio. C’era anche, per dar man forte ai lavoratori, Mario Furore, collaboratore della Consigliera regionale M5S Rosa Barone.

I parlamentari M5S durante il sit-in (foto MeetUp Monte in MoVimento) ndr.
«I lavoratori per riavere il posto di lavoro, a maggior ragione che sono dipendenti d punto vendita, hanno formulato delle soluzioni privandosi di alcuni emolumenti per garantire il punto vendita stessofa presente la parlamentare M5S Maria Luisa Faro-. La proposta è buona e sono contenta che siano stati gli stessi lavoratori a farla. Ma ci vuole l'impegno fattivo della stessa Conad. Tuttavia porgo delle domande: l'azienda ha fatto il possibile per recuperare questo punto vendita che ritiene non più sostenibile economicamente per il gruppo aziendale stesso? Ha cercato di trovare una soluzione alternativa? O la soluzione è solo licenziare? Pertanto –domanda la Faro ai vertici della Sogiper S.r.l.- si chiede al gruppo alla Sogiper, che ha in seno la Conad, se ha un piano industriale per rilanciare questo punto vendita e gli altri che sono nella stessa condizione e che vi potrebbero essere a breve? La Conad ha ascoltato i suoi dipendenti che hanno formulato un compromesso fattibile?»

La Sogiper al momento non ha aperto bocca e da quanto si apprende dalle loro scelte aziendali avrebbe intenzione di fare altre aperture di punti vendita, più produttivi secondo i loro vertici. A malincuore per noi, abitanti di una terra da sempre in cerca di ossigeno lavorativo e spesso migranti per sopravvivere, le scelte intraprese spiegherebbero la riduzione di posti di lavoro esistenti in Capitanata, in primis quello di Macchia. Un'azione “troppo semplice” per chi gestisce il lavoro, da chi lo conferisce a scapito di altri che oggi lo stanno perdendo, come quelli di Macchia e San Severo che, lo ripetiamo, hanno formulato un compromesso non ottimale per loro ma che garantirebbe continuità negli anni.

I parlamentari M5S durante il sit-in (foto MeetUp Monte in MoVimento) ndr.
«Oggi siamo qui perché chiediamo un corretto confronto sindacale tra le parti, dove vengano poste in essere delle soluzioni che garantiscano il più possibile la tutela occupazionale dei 69 lavoratori.A dirlo sono i quattro parlamentari del MoVimento 5 Stelle, Carla Giuliano, Maria Luisa Faro, Marco Pellegrini e Giorgio Lovecchio, che proseguono.- Si tratta di 69 famiglie che vedrebbero venir meno un reddito importante, a maggior ragione in una zona come la provincia di Foggia che soffre di mancanza di lavoro. Noi vigileremo a faremo, per quanto c’è possibile e a tutti i livelli istituzionali, tutto quello che servirà per ridare lavoro a questi 69 nostri conterranei. Siamo lieti di essere qui tra i lavoratori per sostenerli, sentire le loro ragioni e portare il nostro aiuto. La situazione che ci hanno prospettato è drammatica perché ventilano notizie che parlano della riduzione dell'orario di lavoro pari, e forse più, del 50%, perciò una situazione insostenibile per i lavoratori e soprattutto per le loro famiglie. Noi vigileremo a tutti i livelli, auspicando che questa vertenza non sia solo locale, bensì di tutti i punti vendita interessati dalle decisioni del gruppo e maggiormente aperta agli enti locali e regionali. Noi proveremo a portare questa vertenza al Ministero competente. Conad dovrebbe rendere comprensibile le sue intenzioni, con un piano industriale per questo e gli altri siti e per i prossimi anni. Non è possibile che un'azienda così grande faccia delle scelte così drastiche a sfavore di chi per anni l'ha servita, senza obiettare, lavorando bene e sempre. Siamo per il NO AI LICENZIAMENTI CONAD DI MONTE SANT'ANGELO e per gli altri punti vendita». 
I lavoratori durante il sit-in (foto MeetUp Monte in MoVimento) ndr.
Al sit-in c’era la delegazione del MeetUp “Monte in MoVimento” di Monte Sant’Angelo che ha fornito supporto all’iniziativa, invitando anche i parlamentari del M5S, e vicinanza al dramma che sta coinvolgendo le 36 famiglie concittadine. «Sabato 11 luglio, i dipendenti del CONAD di Macchia (Monte s. Angelo) hanno manifestato, con un sit-in, la loro contrarietà alla decisione dell'azienda di procedere, dopo aver usufruito per ben 5 anni del Contratto di Solidarietà Difensivo, al licenziamento di 36 unità -dichiarano gli attivisti del MeetUp-. Monte in Movimento, insieme ai portavoce Marialuisa Faro e Carla Giuliano, aveva già incontrato nei primi giorni di luglio una delegazione di lavoratori. Ieri tutto il Movimento 5 Stelle ha voluto mostrare vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie con la presenza del Sen. Marco Pellegrini e degli onorevoli Carla Giuliano, Marialuisa Faro e Giorgio Lovecchio; insieme a loro anche il consigliere del comune di Manfredonia, Gianni Fiore, e tanti attivisti. Di tutto è stato informato il Ministero. Continueremo a seguire la vertenza, coinvolgendo tutte le istituzioni e tutte le forze politiche che vorranno impegnarsi, nella speranza di salvaguardare i posti di lavoro e quindi la dignità dei lavoratori». 


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