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Teatro. Al Petruzzelli, con "La parola canta", i fratelli Servillo, omaggiano la cultura partenopea

Una immagine della rappresentazione. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 16 NOV. - Lo spettacolo che quest'anno ha inaugurato la stagione del Teatro Pubblico Pugliese è stato un concerto - recital, un inno alla musica, alla poesia e alle più celebri canzoni della tradizione partenopea, prescelte a rappresentare Napoli nel mondo. Toni e Beppe Servillo, due grandi artisti di fama internazionale, ancora una volta sono riusciti a ricreare sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli la magia della tradizione, unito al merito di un meeting fra le diverse epoche e della più ricca condivisione culturale. In questa speciale occasione che ha regalato a Peppe e Toni Servillo, una meritata standing ovation, con il prezioso e suggestivo sostegno dei Solis String Quartet, raffinati musicisti di grande prestigio, hanno regalato alla serata un valore aggiunto, hanno cantato poesie e recitato canzoni, dando lustro agli esempi più raffinati della produzione poetica e musicale della cultura scenica partenopea. I protagonisti si sono distribuiti con talento e grazia fra letteratura, teatro e musica. La parola canta, produzione Teatri Uniti, ha saputo con l'ausilio dell’opera di autori classici, che vanno da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, da E. A. Mario a Libero Bovio, fino a voci contemporanee come quelle di Enzo Moscato, Mimmo Borrelli e Michele Sovente far rivivere il valore più profondo della napoletanità, anche quella esportata in tutto il mondo. Un giacimento inestinguibile di fantasia e risorsa poetica da cui è partorito e di cui si sostenta la straordinaria genialità sulla scena di Peppe e Toni Servillo sul palcoscenico del politeama barese, dopo il successo internazionale di "Le voci di dentro", hanno confermato sulla scena il loro insuperabile sodalizio artistico molto apprezzato dal pubblico del Teatro Pubblico Pugliese, accorso numeroso. Maria Caravella



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