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Teatro. All' Abeliano con "Sogno di una notte di mezza estate" regia e adattamento di Verdastro, inno all'amore e alla giovinezza

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 16 NOV. - Magia, sogno, grande teatralità, inno all'amore e alla giovinezza, che tutto può e tutto deve. Tutto questo e tanto altro ancora è stato esternato all'Abeliano con "Sogno di una notte di mezza estate" COMPAGNIA DIAGHILEV – PROGETTO “LE VIE DEL SUD, di William Shakespeare; traduzione, drammaturgia e regia: MASSIMO VERDASTRO, scene e costumi: PIER PAOLO BISLERI, musiche a cura di MARCO ORTOLANI, luci: MARCELLO D’AGOSTINO, inserito nella rassegna TEATRIDIBARI. Con "Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare, si completa per il regista “La trilogia del Desiderio”, dopo le messinscene de La dodicesima notte di Shakespeare e del Satyricon di Petronio, sempre prodotto dalla Compagnia Diaghilev, tematica che accomuna le opere in oggetto: il desiderio. Ne La dodicesima notte, oggetto del desiderio, è senza distinzioni uomo o donna prescindendo dal suo genere; nel Satyricon è la voglia di possesso esclusivo della persona oggetto del desiderio; nel "Sogno di una notte di mezza estate" viene in particolar modo evidenziata la natura “ribelle” del desiderio, "insopprimibile istinto vitale capace di far compiere azioni inammissibili sia per il mondo, sia per la propria coscienza. Per separare perciò la quotidiana esistenza, sia fisicamente che simbolicamente, si colloca l’azione teatrale in due luoghi ben distinti: la città e il bosco, la prima simbolo dell'umana realtà, il secondo, metafora del sogno. 
 La vicenda narra dei giovani protagonisti, che si allontanano dalla corte di Atene, per andare nel bosco, abitato da esseri minacciosi in cui regnano Oberon e Titania, re e regina degli elfi e delle fate. Qui avranno l'opportunità di scoprire gli aspetti più profondi della propria interiorità, a sprigionarsi saranno gli istinti primordiali, le pulsioni erotiche si manifesteranno attraverso un crescendo febbrile di attrazione e ripulsione. L’adattamento utilizza due brani del poeta e scrittore siciliano Nino Gennaro, autore più volte rappresentato da Verdastro. brani in assonanza con l’opera scespiriana, tanto da rilevarne in modo appropriato i contenuti, sottolineandone i significati più profondi. Un cast ben assemblato composto da: Elisabetta Aloia, Antonella Carone, Altea Chionna, Marco Cusani, Carlo D’Ursi, Francesco Lamacchia, Loris Leoci,Tony Marzolla, Serena Palmisano e Massimo Verdastro, che con talento e professionalità è riuscito a dare quel valore aggiunto che ha letteralmente conquistato il pubblico. Maria Caravella



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