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Teatro. Al Duse con la Giara, in scena Pirandello e la baresita'

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 12 DIC. - È davvero curioso e simpatico sentire parlare i personaggi che recitano un testo pirandelliano nel dialetto di casa nostra, questo ci fa comprendere come l'anima dei popoli è simile in ogni luogo, in ogni circostanza. In questo caso stiamo parlando dell' anima del Sud che si manifesta in maniera plateale nella messa in scena al Teatro Duse de LA GIARA di Luigi Pirandello scritta nel 1906 e inserita nella raccolta di “Novelle per un anno”. A portarla in scena un cast di talento e ben assemblato: Nico Salatino, Anna Maria Tisci, Monica Angiuli, Anna Maria Damato, Felice Alloggio, Aldo Fornarelli, Lucia Scarli, che ha saputo regalare al pubblico una splendida serata carica di ilarità e di spunti per la riflessione. Come tutti i testi di Pirandello anche questa narrazione intende veicolare una vicenda assurda, pur nella sua comica drammaticità. Inserita arbitrariamente nella messinscena è la presenza di una fantomatica avvocata con cui il protagonista occhieggia; infatti Il ricco e litigioso Don Lolò Zirafa sfrutta la propria ricchezza per trascinare continuamente in tribunale i suoi nemici. Nel nostro caso il pretesto sarà la compravendita di una giara che costituirà l’ennesima occasione per don Lolò di citare in giudizio i suoi antagonisti; ma questa volta la situazione avrà un risvolto ai limiti del grottesco e il protagonista sarà costretto, suo malgrado, ad arrendersi al susseguirsi degli eventi. Nella commedia è d’obbligo l’utilizzo del dialetto che, nella versione originale del 1916 era quello agrigentino, nel nostro caso ben appropriato diventa il nostro idioma locale, capace di convogliare al meglio l’attenzione su situazioni paradossali e grottesche, caratterizzando i personaggi ai limiti all'inverosimile; tanto da dare alla fine della vicenda una soluzione umoristica con la quale l’ autore cerca di neutralizzare le intricate vicende narrate che richiamano fortemente le tematiche verghiane come quella de” la roba".



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