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Musica. Da Bari a Matera, il Divittofono produce musica con la pietra di Puglia

Il musicista D. Di Vittorio. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 15 GEN. - Il Divittofono è uno strumento formato da pietre di origine sedimentaria di 41 diverse tipologie accuratamente scelte in tutta la Puglia dal Gargano al Salento, formatesi a partire dal Giurassico inferiore. Si tratta  dello strumento musicale creato dal musicista Molese Donato Di Vittorio,  ancora in esposizione presso l'Archivio di Stato di Bari - Cittadella della cultura, prima di prendere il volo per Matera, in occasione dell'inaugurazione dell'anno 2019 che vedrà quest'ultima capitale della cultura. Per la realizzazione del lithos il maestro Divittorio  ha impiegato cinque anni,  perché dopo aver selezionato il materiale ha dovuto rivolgere la sua attenzione alle strutture ritmiche musicali, caratteristiche delle pietre che sapientemente percosse, come accade per il diapason emettono delle vibrazioni musicali. Numerosi sono stati gli ospiti, che presso l'Archivio di Stato hanno visitato la mostra, un pubblico variegato, tra cui tante scolaresche. Anche noi abbiamo visitato la mostra e poi abbiamo intervistato il Maestro Donato Divittorio, che gentilmente ha risposto alle nostre domande e soddisfatto le nostre curiosità: 

D.: - Com'è nata l'idea di realizzare questo strumento? 

R.: - L'idea è nata quando nel 2006 ho lasciato l'insegnamento al Conservatorio di Bari, dove insegnavo flauto, allora ho voluto ricreare in musica un angolo della mia terra, la Puglia, utilizzandone pietre suoni e colori. Gli scienziati hanno detto che la terra produce 8 Hz di vibrazioni al secondo che danno beneficio al nostro cervello, io ho voluto approfondire meglio questa idea. 

D.: - Quindi per verificare questa teoria lei ha realizzato questo strumento in pietra? Che tipo di pietre ha usato? 

R.: - La pietra è di tipologia diversa, ho iniziato dallo studio della geologia della Puglia, perché si tratta di pietre pugliesi 

D.: - Quindi sono differenti tra loro? 

R.: - Si certo, anche perché le pietre hanno una formazione chimica e non possiamo trovare pietre uguali, mi sono avvalso di pietre calcaree, calcareliti, marmi, fossili, pietre differenti tra loro, che dal giurassico, si sono formate nelle diverse ere geologiche, a partire dal giurassico inferiore fino ai giorni nostri, parliamo di 110 milioni di anni. 

D.: - Questo strumento riproduce un organo o un pianoforte? 

R.: - E' un vero strumento musicale fatto da semitoni e toni 

D.: - A quale strumento lo paragonerebbe? 

R.: - Si tratta di uno strumento nuovo, unico al mondo, non si può dire questo è un secondo pianoforte o un secondo violino, è uno strumento nuovo ed è unico nel suo genere. Che la pietra vibrasse lo sappiamo già da diecimila anni fa, come anche, che le pietre producono delle frequenze, però fino ad ora nessun artista era riuscito a modificare queste frequenze in Hz musicali, la teoria della musica dice infatti che bisogna portarla a 440 Hz, solo così si può chiamare strumento musicale. 

D.: - Quando esattamente ha costruito questo strumento? 

R.: - E' stato presentato in anteprima mondiale presso la Casa della cultura a Mola di Bari, il 16 dicembre 2016, io sono molese e i miei concittadini, mi hanno concesso di portarlo fuori solo in seguito. 

D.: - Da allora che storia ha avuto questo strumento? 

R.: - Mi hanno invitato in tutta Italia e anche all'estero, Inviti fuori dall'Italia,non ne ho ancora accettati, perché ho ancora molte presentazioni da realizzare in Italia. Sono stato al Conservatorio di Bari, qui alla Biblioteca sto dal 15 ottobre e rimarrò fino al 15 gennaio. Sono stato al museo nazionale di Altamura, al museo di Rutigliano, alla Cittadella delle scienze a Bari, all'Archivio di stato, per ora sto privilegiando la mia terra. 

D.: - Che cosa esegue prevalentemente con questo strumento? 

R.: - Io mi avvalgo della collaborazione di un chitarrista, e di un soprano; ho scelto il suono della chitarra perché è primordiale, come il suono delle pietre. Il Divittofono, può essere anche affiancato dall'arpa, eseguiamo l'adagio di Albinoni, le musiche di Nino Rota, Il padrino, Romeo e Giulietta e il famosissimo Inno alla gioia, di Beethoven con cui aprirò il 19 gennaio, la mia nuova mostra a Matera, nel palazzo storico Gattini, al centro della città lucana capitale della cultura per il 2019. Eseguo anche il lago dei cigni e altro, incremento pian piano il mio repertorio. 

D.: - Rappresenta per lei anche un modo per mettere alla prova questo strumento? 

R.: - Più che altro dimostrare a molti che si tratta di un vero e proprio strumento musicale 

D.: - Che nome gli ha dato 

R.: - Il nome scientifico è di chi lo ha inventato "Divittofono", il secondo nome è lithos di Puglia 

D.: - Che prospettive ha per la diffusione di questo strumento oltre che andare a Matera, che è già un bel traguardo? 

R.: - Io inauguro il 19, pertanto si tratta di una bella vetrina a livello mondiale, ma ci sono tante altre istituzioni che mi hanno invitato, realizzerò nell'ipogeo di Matera un concerto, la cui data è da definire. Da gennaio ad aprile ho diversi concerti sempre in Puglia, in maggio sono stato invitato a Castel del Veglio ad Asti, dove ogni anno organizzano un fastival musicale, poi sarò a Milano. 

D.: - Quindi il suo obiettivo è esportare questo strumento e farlo conoscere? E come prospettiva a lungo termine? 

R.: - Andare in Albania a Valona, per un tour di 5 giorni, c'è anche in programma Parigi, man mano spero che mi contatteranno da altri luoghi e io sarò disponibile ad andare per dimostrare che è nato un nuovo strumento musicale.



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