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Teatro. SERATA OMICIDIO - Al Tatì un divertente noir con l'Officina Metropolitana delle Arti

La locandina dell'evento. (foto com.) ndr.

di Pino Femiano

BARI, 13 APR. - Un giallo, che poi tanto giallo non è offerto dalla OMA (Officina Metropolitana delle Arti) a favore dell’Associazione senza fini di lucro Vinci con noi. Sodalizio quest'ultimo che da anni sostiene attività finalizzate alla raccolta di fondi per combattere la sindrome di Asperger (autismo). A sipario aperto la compagnia ha dato vita ad una piece teatrale, Serata Omicidio ben condotta e recitata dagli attori dilettanti.. solo sulla carta. La sensazione trasferita al pubblico in sala è stata quella che sul palcoscenico gli stessi protagonisti si siano divertiti moltissimo. Mina Marconi è stata una godibile Angela, padrona di casa suo malgrado, e tempestiva nelle improvvise espressioni dialettali e supportata da una Ester Polosa valida comprimaria nella sua maschera iniziale di Emma. Una Terry investigatrice è stata portata e calibrata sulla scena da una sapiente Angela Carucci. 
Didi Morea dall’alto della sua statura non solo fisica, sin dal suo apparire, ha invaso la scena producendo una Edna raffinata e altresì “sporcacciona”. Giorgio Martelli il classico ed aspettabile investigatore Giovanni, ma molto più bravo a fare il morto specie quando immobile è stato trascinato su un tappeto fuori dalle tavole sceniche. “Last but not the least”, ultima ma non meno importante, Anna Maria Barbone nella parte di una variopinta e scoppiettante Alessandra. La sua performance ha ricordato in meius le classiche attrici della commedia dell’arte italiana, in particolare le napoletane, le genovesi e siciliane. Tutti bravi meglio dire tutte brave vista la forte prevalenza numerica femminile sul palco. Si sono vissuti momenti gradevoli. Il piccolo teatro alla fine è diventato una accogliente bomboniera, in un clima gradevolmente conviviale. Giacchè dopo i meritati applausi finali è seguita una irrinunciabile conclusione a base di spaghetti all’assassina accompagnati da un generoso calice di Negramaro. Appetitoso epilogo al quale non si sono sottratti neppure gli attori appena usciti di scena. Insomma una bella serata: ragguardevole la rappresentazione, pubblico soddisfatto e attenta e cortese l'ospitalità del Ristoart Tatì.



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