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Di Tutto un Pò - Dove sta il fair play. No comment

Il Parlamento Europeo. (foto web) ndr.

di Giuseppe Femiano

BARI, 4 LUG. - Nel giorno dell’insediamento della nona legislatura, i 29 parlamentari del Brexit Party la formazione ideata da Nigel Farage, sono rimasti seduti o hanno voltato le spalle durante l’esecuzione dell’Inno europeo, che ha aperto la sessione inaugurale del nuovo Parlamento. Sono rimasti seduti anche alcuni parlamentari francesi del gruppo Identità e democrazia. I parlamentari inglesi, inoltre, erano presentati in aula con cartelli con la scritta «” Be Leave” in Britain». Lo stesso eurodeputato laburista, Richard Corbett, ha definito la trovata «patetica», mentre in rete c’è chi la butta sull’ironia. Il ministro degli Esteri tedesco, ironicamente, dice: «Magari non amano Beethoven». 

Eufemisticamente diciamo che è stata un azione inappropriata, altro che fair play. Dal 23 giugno 2016 data del referendum per l’uscita dall’UE vinto per poco 51,89% se la stando stirando, non si capisce cosa vogliono dall’Europa. Intanto i “coerenti signori” di cui sopra, malgrado la loro ostenta ripugnanza si sono fatti eleggere alle elezioni europee, si sono presentati all’inaugurazione del nuovo europarlamento facendo quello che è notorio a tutti, cioè vituperando l’Europa. Ma, udite udite, tranquillamente hanno depositate le coordinate bancarie per farsi accreditare lo stipendio nella tanta esecrata valuta dell’euro. Da sempre, come diceva l’imperatore romano Vespasiano, pecunia non olet, ok, ma loro sì e tanto. Comunque fair play e no comment.



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