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Arte. Forma e sensualità - Linda Edelhoff

Linda Edelhoff. (foto com.) ndr.

di Cinzia Tattini

BARI, 24 GEN. - A Iserlohn in Germania nel 1975 nasce Linda Edelhoff, scultrice laureata presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli divenendo poi insegnante di discipline plastiche. Quando si vede un blocco di marmo o di qualsiasi altra materia, si pensa ad un'immagine. In realtà l'immagine è dentro... basta soltanto spogliarla! La sua affermazione sin da bambina era: "le bambine giocavano con le bambole, io giocavo con la terra". E' stata la terra il suo primo giocattolo con la quale creava, inconsapevolmente, i suoi primi bozzetti. Oggi la terra, nel suo laboratorio, è la sua valvola di sfogo, è la materia malleabile in cui si assorbono i suoi pensieri. 

La terra è il suo diario! Realizza sculture che descrivono l'universo femminile che vivono fuori dagli schemi; praticamente sono libere. Alcune ricordano le classiche sculture nella loro eleganza, mentre altre rompono completamente gli schemi in abiti contemporanei. Le sculture di Linda rappresentano donne passionali, sensuali, dormienti, sognanti, fragili ma anche forti. Altre invece si mostrano erotiche ed espressive nel mordersi un labbro o nel mostrarsi provocatrici di baci. Ogni sua scultura è metaforicamente una Venere dell'amore; le sue creature hanno un significato, un desiderio, una storia, una speranza. Linda Edelhoff descrive anche il mondo maschile: uomini calvi intesi come guerrieri di vita, anime fragili che perdono vanità. Il rospo che l'artista accosta in ogni sua opera, è la chiave di lettura, è il narratore di storie d'amore. 

L'artista si racconta tramite le sue sculture, le quali recitano ciò che Linda desidera raccontare. Sono figure che osano dire ciò che rimane in silenzio. Si leggono storie di amanti e di amori dello stesso o diverso sesso, storie di vita vissuta, dove l'artista può raccontare molto o poco o lasciare che sia lo spettatore a sentirsi protagonista di queste storie. Ciò che affascina è la capacità di modellare una serie di materiali: terra cotta, resine, tessuti e metalli. Le sue sculture hanno superfici ruvide, materiche; un insieme di materiali che si miscelano tra loro e che compongono il linguaggio e la forma dell'amore. Il risultato che viene fuori è affascinante in quanto lega un mondo immaginario, un mondo visto con gli occhi innocenti di un bambino. Unisce ciò che appartiene al mondo delle favole a quello reale. Quindi un gioco fatto di realtà e fantasia... due mondi che si intersecano e che cercano di convivere insieme. La scultura è l'arte di dare forma ad un oggetto e Linda Edelhoff lo sa fare molto bene. La sua maestria e la sua abilità fanno di lei un'eccellente scultrice.

Linda Edelhoff in laboratorio. (foto com.) ndr.




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