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Coronavirus. Gli scienziati dei miei stivali

Coronavirus. Terapia intensva. (foto web) ndr.

di Mimmo Loperfido

BARI, 17 MAR. - In questa drammatica avventura che ricorderemo come covid-19, di errori ne sono stati consumati in quantità industriali. Quelli dei politici tuttavia, sono persino comprensibili. Direi giustificabili. Non abbiamo mandato in Parlamento virologi di chiara fama ne' studiosi di malattie tropicali o altro. La loro ignoranza in fatto di medicina e del tutto tollerabile. Gli errori più gravi, a mio avviso, sono stati commessi da quelli che noi definiamo scienziati. E non so fino a che punto meritino di essere definiti tali. Andiamo con ordine. Ricorderete quando i coniugi cinesi furono ricoverati a Roma allo Spallanzani? In tv i signori della medicina continuavano a dire tranquilli, il virus non circola in Italia. Oggi sappiamo invece, che non solo circolava, ma si era impadronito delle nostre regioni del nord già da qualche mese. Poi ci furono quei 'Soloni' della scienza medica che demolivano ogni preoccupazione: "ma come fate a temere a fare tutto sto casino per una semplice influenza?" All’anima. Quindi ci fu la tre giorni del "riprendiamo la nostra vita", "un virus non potrà cambiare le nostre abitudini, la nostra cultura". E fu così che il segretario del partito democratico, Nicola Zingaretti, decise di andare a fare il brillante a Milano, al naviglio, fra i giovani del PD, a farsi un ricco aperitivo. Torno' a casa col virus. 

Passiamo alla breve stagione del non demonizziamo i cinesi. Gli scienziati incalzavano: "per favore risparmiate quelli con gli occhi a mandorla, centrano poco, non demonizzateli per favore. Esorcizzate le vostre paure". Persino il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, si esibì in un affettuoso abbraccio con scolaretti Made in China. Ma se Atene piange, Sparta non ride. In Francia, gli uomini ai vertici delle istituzioni, fino a qualche ora fa passeggiavano agli Champs Elyse'es con le loro consorti. Oppure andavano a teatro, o ad assistere a partite di calcio a tribune strapiene. E, al colmo dei colmi, domenica scorsa, elezioni municipali. Gente in coda alle urne, per fortuna poca, a scambiarsi elettoralmente il covid-19. Si è saputo poi che e' stato proprio il comitato scientifico a suggerire al Presidente della Repubblica francese di andare avanti, di far votare. Poi il giorno dopo tutto bloccato: non ci sarà neppure il secondo turno. In Spagna poi, se la moglie di Pedro Sanchez non avesse beccato il coronavirus, la patria dee corride non si sarebbe accorta della pandemia. In Inghilterra infine paradossali le parole di Boris Johnson: "sudditi di Sua Maestà, preparatevi ai lutti, molti dei vostri cari moriranno, ma non vi preoccupate, The Show Must Go On". Incredibile ma vero, pare che a suggerire quell’atteggiamento, quella politica spavalda e guascona, sia stato proprio lo scienziato più in alto di ruolo dell'Inghilterra quello che del virus saprebbe tutto. Uno che punta alla cosiddetta immunità di gregge. Follie. 

Ma torniamo alle cose nostre. Per tutto febbraio 2019 e gran parte di marzo, non abbiamo fatto altro che sentire tante storie sulle mascherine. "Non servono. È bene che le portino tuttalpiu' i sanitari". Insomma, hanno fatto in modo che ci sentissimo proprio imbecilli ad indossarla per strada. Ma notate una cosa. Fra le reti televisive che si sono occupate maggiormente del coronavirus, una sosteneva l’inutilità delle mascherine; l’altra sosteneva esattamente il contrario. Una sorta di derby digitale sulle mascherine. Oggi a metà marzo 2020, si è scatenata la ricerca mondiale delle mascherine. Chi le produce se le tiene per sé, qualche paese ha addirittura bloccato quelle già pagate dall’Italia. D'un tratto si è capito che sono indispensabili. Infatti, molti di noi non avendo una sintomatologia chiara, sono nelle condizioni involontariamente di trasferire il virus ad altri. Ai tempi del colera defnimmo questi soggetti portatori sani. Immaginate da gennaio ad oggi quanti portatori sani hanno distribuito Coronavirus a volontà. Per farla breve, secondo la Protezione Civile, in Italia servirebbero 90 milioni di maschere al mese. E le strane convinzioni degli scienziati che sostenevano la loro inutilità, hanno condizionato anche il governo. Se avessimo saputo a febbraio che le mascherine sono indispensabili, certamente il governo avrebbe spinto molti industriali a convertire le loro produzioni. Tutto ciò non è avvenuto. E adesso il conto chi lo paga?, tutti quei contagi?, quelle vite perse? 

Abbiamo sempre condannato i governi che non hanno investito nella ricerca. Continuiamo a sostenere che in un paese evoluto e civile la ricerca sa fondamentale. Oggi però occhi aperti. Sborsiamo quello che serve ma valutamo la competenza degli scienziati... a cui destinare i fondi.



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