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Bomba a Foggia. [FOTO] Il racket colpisce nuovamente “Il Sorriso di Stefano”

La RSSA "Il Sorriso di Stefano" dopo la bomba (foto Nico Baratta) ndr.
di Nico Baratta

FOGGIA, 01 APR.Non si fermano. E ora anche in pieno giorno. Ignoti verso le ore 14:50 hanno fatto esplodere una bomba che ha colpito nuovamente il centro per anziani RSSA “Il Sorriso di Stefano”, in via Acquaviva a Foggia, del gruppo Telesforo. Già colpito a gennaio risaltando alle cronache nazionali, contestualmente all’attentato dinamitardo all’auto di Cristian Vigilante, fratello di Luca, ambedue responsabili dei due centri presenti a Foggia che sono ancora sotto scorta, oggi la criminalità foggiana, il racket made società foggiana, si è rifatta viva. Il boato sì è sentito distintamente in quasi tutta la città, silenziosa per le restrizioni contro il Coronavirus CoVid-19, facendo sobbalzare i residenti dell’area interessata e facendo cadere nello sgomento i cittadini. Sul posto son corse immediatamente unità della Polizia di Stato e dei Carabinieri, oltre dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area e accertare i danni a cose e persone. Per fortuna non ci son stati feriti e danni strutturali all’edificio che ospita il centro anziani. La bomba ha divelto la saracinesca dell’ingresso della struttura.

La RSSA "Il Sorriso di Stefano" dopo la bomba (foto Nico Baratta) ndr.
Si credeva che vi fosse in corso una “pax mafiosa”, ma in barba a ogni valore, seppur criminale, che un tempo rispettava i disagi popolari in atto, la mafia foggiana ha scelto l’1 aprile per farsi risentire. Gesto ignobile e vile di chi codardamente colpisce l’imprenditoria sana in un momento delicatissimo di un’emergenza sanitaria che sta mietendo vittime umane e economiche. 1 aprile, giorno del pesce d’aprile che nel caso non lo è, perché è tutto vero. La data sembra simbolica, il giorno dopo di 25 anni fa da un'altra denuncia dell'esistenza del racket della mafia foggiana, la società foggiana che il 31 marzo 1995 uccise Francesco Marcone, il direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia freddato senza pietà da killer rimasti ignoti con due colpi alla nuca nel portone della sua abitazione in via Figliolia.

La RSSA "Il Sorriso di Stefano" dopo la bomba (foto Nico Baratta) ndr.
Noi non molliamo. La struttura non chiude, sommariamente e a caldo le dichiarazioni di Luca Vigilante, fratello di Cristian, che assieme gestiscono questa e un'altra identica struttura. Colpisce un gesto del genere fatto in pieno giorno. Le telecamere hanno registrato sperando di aver immortalato l'autore o gli autori. Stefano, cui è dedicata la struttura, deve continuare a essere onorato. Il Sorriso di Stefano non chiude. Stiamo parlando di una struttura che gestisce persone fragili, che hanno bisogno. Chiuderla in queste circostanze significherebbe aver fallito. La pura c'è ma si va avanti. 

La RSSA "Il Sorriso di Stefano" dopo la bomba (foto Nico Baratta) ndr.
La criminalità non va in ferie e nel caso non persegue le restrizioni contro il Coronavirus CoVid-19 Non è un pesce d'aprile, come detto. Ma la data sembra simbolica, il giorno dopo di 25 anni fa da un'altra denuncia dell'esistenza del racket della mafia foggiana, quella del 31 marzo 1995 dove, come detto, fu ucciso Francesco Marcone. 

La RSSA "Il Sorriso di Stefano" dopo la bomba (foto Nico Baratta) ndr.

La RSSA "Il Sorriso di Stefano" dopo la bomba (foto Nico Baratta) ndr.

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La RSSA "Il Sorriso di Stefano" dopo la bomba (foto Nico Baratta) ndr.

La RSSA "Il Sorriso di Stefano" dopo la bomba (foto Nico Baratta) ndr.

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