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Calcio. Per il Foggia quarta sconfitta consecutiva in casa della capolista Ternana


l'esultanza dei giocatori della Ternana (foto web) ndr

di Mario Schena 

FOGGIA, 25 OTT. - Trasferta proibitiva per i rossoneri di Marchionni in casa della Ternana, capolista del Girone C con dodici punti, ottenuti con tre vittorie (con Paganese, Potenza e Catania) ed altrettanti pareggi (con Viterbese, Palermo e Casertana) I rossoverdi hanno una lunghezza di vantaggio su Bari e Teramo che, però devono recuperare una gara. Umbri imbattuti e miglior attacco e difesa del girone. Il Foggia con soli tre punti in classifica, ma due gare da recuperare, è reduce da tre sconfitte consecutive. E’ finita, come da pronostico con la vittoria della Ternana che con un gol per tempo ha legittimato il successo. I rossoneri sono scesi in campo con Fumagalli, Germinio, Gavazzi, Agostinone, Kalombo, Vitale, Raggio Garibaldi, Ndiaye, Curci, Dell’Agnello e D’Andrea. Ha diretto Andrea Colombo della sezione A.I.A. di Como coadiuvato da Andrea Torresan e Alberto Zampese, entrambi di Bassano del Grappa. Quarto ufficiale di gara, il signor Marco Emmanuele di Pisa. 

Primo Tempo. Gara a senso unico, Ternana nella metà campo del Foggia che bada solo ed esclusivamente a fare muro per non prendere gol. Non ci sono spazi e i padroni di casa devono aspettare il quarto d’ora per poter creare la prima occasione gol con Partipilo pescato in solitudine in area che salta anche Fumagalli, ma si decentra troppo e si fa ribattere la conclusione, sulla linea, da Agostinone dopo un tocco di un difensore del Foggia.. Inaspettatamente è però il Foggia a confezionare la migliore palla gol al sedicesimo quando un traversone di kalombo, mancato da Dell’Agnello, che si infortuna nell’occasione, viene colpito da Curcio arrivato alle spalle del compagno che opera un tiro che fa letteralmente la barba al palo alla destra de portiere umbro. La Ternana pressa, ma il Foggia cede grazie all’ennesimo svarione difensivo. Al ventunesimo spiovente in area che Agostinone manca clamorosamente consentendo a Partipilo, alle sue spalle di agganciare indisturbato la sfera e segnare il gol del vantaggio della Ternana. Marchionni reagisce con un doppio cambio, fuori Ndiaie e Dell’Agnello e dentro Di Masi e Garofalo. Punizione di Curcio al trentasettesimo con tiro a giro di Curcio che va sulla traversa. In chiusura due occasioni per i padroni di casa. Al quarantaduesimo Frascatore tira dal limite e impegna Fumagalli nella parata a terra ed al quarantacinquesimo è bravo l’estremo difensore rossonero a deviare in volo con i pugni un colpo di testa ravvicinato del solito Partipilo. Un minuto di recupero e tutti negli spogliatoi. 

Secondo tempo. Nella ripresa il Foggia sembra meglio messo in campo, ma la manovra non è né di qualità, nè soddisfacente sul piano tecnico, visto il numero dei passaggi sbagliati. Se i rossoneri operassero con più calma e precisione sarebbero decisamente più pericolosi. Al nono è Vitale a provarci, senza successo, con un tiro dal limite dell’area. Al quattordicesimo, il solito Partipilo entra in area e tira superando anche Fumagalli in uscita, ma la mira è sbagliata. Per tutta la Partipilo ha fatto quello che ha voluto ed al minuto ventidue serve una palla deliziosa al suo compagno d’attacco Falletti che viene messo giù. Per il signor Colombo è calcio di rigore che lo stesso Falletti trasforma impeccabilmente spiazzando Fumagalli. La Ternana pensa a gestire il vantaggio e consente al Foggia di affacciarsi nella sua metà campo due volte con Balde che al trentunesimo manda alle stelle all’altezza del dischetto del rigore un pallone d’oro servitogli da Garofalo e al quarantunesimo sfiora il palo della porta di Iannarilli anticipando il suo marcatore. L’ultima annotazione è per la conclusione al quarantatreesimo di Morrone dal limite che impegna Iannarilli. Cinque i minuti di recupero senza emozioni e tutti a casa. Quarta sconfitta consecutiva per il Foggia che ha mostrato ancora una volta le carenze in fase difensiva e la pochezza della potenzialità offensiva. Occorre corre ai ripari. Elementi interessanti ci sono, ma non basta. Serve qualità sia individuale che di squadra, altrimenti son dolori. 

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