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LIbri. Sognare e meravigliarsi tramite i fumetti: il Cinema delle Meraviglie

Alex Zaum. (foto com.) ndr.

di Maria Rosaria Rubino

BARI, 9 DIC. - Negli ultimi anni l’universo cinematografico si è arricchito di offerte di ogni tipo, portando intere generazioni di spettatori verso nuove realtà e appassionandoli. È innegabile, a questo proposito, l’importanza e il valore che l’Universo Marvel ha avuto non soltanto all’interno della storia del cinema contemporaneo, ma anche nelle storie personali di chi, da esterno, guarda e si appassiona alle vicende dei supereroi, immedesimandosi, imitandoli e facendoli propri. I supereroi della Marvel sono oggi parte di un immaginario collettivo molto simile a un pantheon di divinità contemporanee, in cui le avventure degli eroi si uniscono alle emozioni e alle realtà più quotidiane della gente comune. Il libro “Il Cinema delle Meraviglie. Le storie del Marvel Cinematic Universe” scritto da Michele Pinto e Alex Zaum per DOTS Edizioni mette in luce l’importanza dell’universo dei supereroi, studiandolo e analizzandolo grazie alla peculiarità dei percorsi personali degli autori stessi. Pinto, appassionato del mondo dei fumetti e della Marvel (di cui possiede circa ventimila pezzi), dopo una laurea in Giurisprudenza ha collaborato come giornalista cinematografico con l’Università di Roma La Sapienza e l’Università di Palermo, diventando anche direttore artistico dell’Apulia Web Fest, con lavori premiati e selezionati in tutto il mondo. Zaum, invece, è scrittore, blogger e caporedattore della community Facebook Sci-Fi Pop Culture, che vanta più di ventimila seguaci sul web. Anch’egli loda una vasta collezione di fumetti, ma abbina la sua passione a quella della scrittura: ha pubblicato il romanzo di fantascienza “Memorie Di un Cyborg” e nel 2018 e 2019 è stato speaker per il BGeek. Li abbiamo intervistati proprio in occasione dell’uscita del loro libro “Il cinema delle meraviglie. Le storie del Marvel Cinematic Universe” e abbiamo approfondito con loro il successo del fenomeno Marvel. 

La Marvel è da sempre un marchio di successo, ma il recente franchise cinematografico ha raggiunto proporzioni davvero eccezionali. Quali sono i motivi di questo successo? La tecnologia è fondamentale? 

Nel nostro saggio, il Cinema delle Meraviglie, abbiamo individuato diverse ragioni che hanno reso i film Marvel i film con maggiori incassi di sempre: sicuramente le scenografie e gli effetti speciali hanno giocato un ruolo determinante, e quindi anche le tecnologie ad esse associate. Noi stessi, da accaniti lettori di fumetti supereroistici, sognavamo da oltre 30 anni l'invasione dei cinecomics in TV e sul grande schermo ma sapevamo che i tempi non erano ancora maturi, semplicemente perché non era tecnicamente possibile ricreare personaggi come Spider-Man o Thanos senza cadere nel ridicolo. Poi quando il progresso tecnologico nel campo dei visual effect lo ha consentito, alla fine degli anni '90, è iniziata questa grande rivoluzione. Probabilmente l’intuizione principale degli Studios della Marvel è stata quella di creare una sorta di serie televisiva a livello cinematografico, in grado di sviluppare decine di personaggi in maniera progressiva, così come le loro relazioni, creando un forte legame con gli spettatori. È stato, peraltro, l’idea di applicare nel cinema quello che già accadeva nel mondo dei fumetti: la storia di Iron-Man ne è il più fulgido esempio. Altro punto di forza rilevante dei film degli Studios Marvel è l’aver trovato un giusto bilanciamento a livello di ritmo narrativo. I film mixano sapientemente sequenze dinamiche, epiche e spettacolari, che mettono in moto la narrazione, con sequenze statiche, momenti di intensità drammatica a sketch ironici che rallentano l’azione ma approfondiscono le psicologie dei personaggi e le caratteristiche dell’ambientazione. Grazie a questo, l’MCU è riuscita a intrattenere bambini e adulti, uomini e donne, nerd e pubblico generalista. 

I personaggi Marvel hanno avuto successo anche perché hanno rappresentato un’innovazione di carattere narrativo, in cosa si distinguono rispetto agli altri supereroi? 

Mentre gli eroi della rivale DC Comics erano semplicemente misteriosi cavalieri senza macchia e senza paura (si pensi a Batman e Superman) Stan Lee, per primo, introdusse eroi dalle identità non segrete (Fantastici Quattro), supereroi con super-problemi (Spider-Man), eroi reietti (X-Men) o con handicap (Devil e Xavier). In generale i personaggi Marvel hanno saputo umanizzarsi, perdere il carattere di divinità mitologiche tipico del genere supereroistico precedente, e creare empatia con lo spettatore. Non dimentichiamo, inoltre, che la Marvel è stata la prima ad introdurre supereroi di colore come Luke Cage o Black Panther, o ancora eroi omosessuali. 

Nel libro si fa anche una dettagliata disamina di tutti i titoli della saga cinematografica, cosa hanno in comune i migliori? E quali pecche riscontrate, invece, nei peggiori? 

I gusti sono molto soggettivi e non è stato il nostro compito dare valutazioni anche perché non ci sentiamo critici cinematografici; piuttosto abbiamo voluto accompagnare il lettore a riflettere su ciò a cui aveva assistito, a scoprire il perché a lui è piaciuto o no un dato film o personaggio. A nostro parere, comunque, i film che riescono a meglio bilanciare sequenze drammatiche o ironiche all’azione, ricreando il giusto ritmo narrativo -come Endgame- sono più riusciti di film sbilanciati sulla componente action, come invece è Hulk. 

La saga non si ferma, cosa dobbiamo aspettarci dal futuro Marvel? 

Nella cosiddetta Fase 4, già iniziata dal punto di vista produttivo, si andranno a ripescare personaggi cartacei quasi dimenticati nel tempo come gli Eterni. Sappiamo anche che nella Fase 4 ci saranno lungometraggi dedicati unicamente a Thor (4° film dedicato al dio norreno), alla Vedova Nera (film rinviato a causa della pandemia) e altri due kolossal dedicati rispettivamente a Black Panther e a Spider-Man. Ma noi ci auguriamo che trovi spazio in questo universo interconnesso anche una saga dedicata ai mutanti i cui diritti non rientreranno più nella disponibilità della 20th Century Fox: le gesta di Wolverine, Ciclope e gli potrebbero infatti finalmente trovare spazio al fianco degli Avengers. 

Il fumetto è enormemente maturato nel corso dei decenni e anche in Italia il pubblico si è evoluto. Eppure, il concetto di supereroe resta ancora potentissimo. Che tipo di transfer fa il lettore rispetto ai protagonisti di questi fumetti? 

In ogni età c’è stato un regno fantastico che ha aiutato le nuove generazioni a esplorare il loro posto nel mondo, la loro identità e i loro ideali, fungendo da quadro per educare su etica, moralità, questioni di razza, genere, classe e così via. Per le vecchie generazioni questo ruolo è stato ricoperto dai grandi poemi Omerici, ad esempio, i cui eroi erano personaggi come Ettore, Ulisse, Achille. Noi quarantenni un po’ nerd, a livello cinematografico siamo stati influenzati dalla saga di Star Wars, che si incentra infatti sull’esplorazione e il viaggio degli eroi, la lotta del bene contro il male. Negli ultimi anni, Harry Potter e Il Signore degli anelli hanno ricreato un nuovo regno del fantastico per milioni di persone. L’universo cinematografico Marvel è probabilmente il regno fantastico di questa generazione e i suoi protagonisti sono diventati veri e propri miti pop. I nostri nonni immaginavano la lotta tra Ettore e Achille, i nostri figli ricorderanno lo scontro tra Thor e Thanos. Il saggio di Michele Pinto e Alex Zaum, pubblicato a fine 2020 per DOTS Edizioni, si propone come resoconto dell’enorme successo del Marvel Cinematic Universe dalle sue origini fumettistiche per arrivare al successo odierno al botteghino, andando a fondo e analizzando le storie dei personaggi e supereroi protagonisti di un franchise di successo mondiale.

Nicola Pinto. (foto com.) ndr.





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