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Modugno (Ba). Agguato ai danni di un 36enne, due arresti per tentato omicidio [CRONACA DEI CC. ALL'INTERNO]

Tentato omicidio a Modugno. (foto cc.) ndr.

di Redazione

BARI, 21 APR. (COMUNICATO STAMPA) - Nella mattina, i carabinieri della Compagnia di Modugno hanno arrestato Daniele Novielli, 27enne, e Domenico Marotta, 29enne, entrambi di Sannicandro e già noti alle forze dell’ordine, su ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per i reati di tentato omicidio, commesso nel 2019, ai danni di un loro concittadino, con l’aggravante del metodo mafioso e di detenzione illecita di due pistole. I due, la mattina del 29 agosto 2019, nelle campagne di Sannicandro di Bari, avrebbero esploso tre colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di un 36enne del luogo, a distanza ravvicinata, mentre era seduto all’interno della propria autovettura, attingendolo agli arti inferiori e provocandogli ferite multiple che, solo per un caso fortuito, non ne cagionavano la morte. La vittima, sola e in un posto isolato, dopo aver chiamato i soccorsi, tentava di raggiungere il Policlinico, ma la sua corsa terminava all’altezza di Santa Fara, dove a causa dei dolori lancinanti si fermava venendo poi soccorsa e trasportata in ospedale. I conseguenti accertamenti balistici, eseguiti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari, ricostruivano anche la traiettoria dei proiettili, sparati dall’alto verso il basso, con l’elevato rischio di ammazzare il 36enne, non recidendone l’arteria femorale solo per puro caso. I Carabinieri della S.I.S. riuscivano a rilevare, sull’auto della vittima, un’impronta, riconducibile ad uno dei due soggetti arrestati. Acquisite le immagini riprese da un sistema di videosorveglianza della zona, venivano avviate subito le indagini, condotte dai Carabinieri di Modugno e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che, nonostante il clima di diffusa omertà, che ha connotato le fasi immediatamente successive al delitto, oltre a individuare con certezza gli autori, hanno consentito di raccogliere utili elementi per sostenere che gli stessi abbiano agito con metodo mafioso. Infatti, i due, ritenuti appartenenti al sodalizio criminale che gestisce il traffico di stupefacenti nel comune di Sannicandro, hanno operato con freddezza e precisione, a volto scoperto, con platealità, ostentando la propria identità per conferire esemplarità al gesto, “evocando”, come si legge nella misura cautelare, “nel soggetto passivo, alla luce delle modalità adoperate per la commissione della condotta, la consapevolezza dell’appartenenza ad un’associazione mafiosa, sintomatica della quale appaiono i chiari segni di reticenza mostrati dalla persone coinvolte”. 

BARI. ARRESTATE TRE PERSONE PER DETENZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI 

Nel pomeriggio di ieri, in due appartamenti confinanti di via Giulio Petroni, i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno tratto in arresto D.C.D., 24enne già noto alle Forze dell’Ordine ed una coppia di vicini F.A., 36enne e C.D., 34enne . Durante il transito nella trafficata arteria cittadina, la pattuglia ha notato un continuo via vai di noti assuntori di sostanza stupefacente del posto, nei pressi dell’abitazione di D.C.D., peraltro, già sottoposto agli arresti domiciliari per detenzione di sostanza stupefacente. I militari, insospettiti, hanno dunque deciso di effettuare un controllo all’interno dell’abitazione ove hanno rinvenuto, in alcuni contenitori posti in cucina, 16 grammi di hashish, 0,4 grammi di cocaina, un bilancino elettronico e materiale utile per confezionare la droga. Durante le operazioni, i carabinieri hanno sentito un forte odore di marijuana provenire dall’abitazione adiacente. C.D., infatti, mentre apre la porta per uscire di casa, si ritrova dinanzi, sul proprio pianerottolo i militari che decidono, allora, di estendere la perquisizione domiciliare anche in quest’altro appartamento. Con grande sorpresa, gli operanti si imbattono in una vera e propria serra artigianale creata in un armadio, all’interno della quale erano state coltivate due piante di marijuana e pertanto, i due coinquilini venivano, anch’essi dichiarati in stato d’arresto. Le tre persone sono state arrestate e, dopo la convalida il D.C.D. è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari e per F.A. e C.D. l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.



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