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Stati Generali della Natalità. Il Pres. Draghi in diretta sul web

La locandina (foto in allegato) ndr.

di Redazione

ROMA, 13 MAG. (Com. St.) - “Inverno demografico”, “culle vuote”: tante definizioni e poca concretezza fino ad ora intorno a un tema da cui passa il futuro del Paese. Il declino demografico avviatosi dal 2015 è stato accentuato dagli effetti che l’epidemia Covid-19. Il nuovo record di poche nascite (404 mila, dati Istat 2020) e l’elevato numero di decessi (746 mila), mai sperimentati dal secondo dopoguerra, aggravano la dinamica naturale negativa che caratterizza il nostro Paese.

Il 14 maggio dalle ore 9,30, prende inizio l'importantissimo e attesissimo evento degli Stati Generali della Natalità, organizzato dal Forum delle Associazioni Familiari a Roma.

SGdN è un evento organizzato per riflettere su un tema capace di unire tutto il Sistema Paese, provare a fare proposte per invertire il trend demografico.

L’evento sarà trasmesso sul sito www.statigeneralidellanatalita.it e sul canale FB: https://www.facebook.com/SGDNAT

Immaginare una nuova narrazione della natalità.

I dati ISTAT, sono impietosi e ci dicono che abbiano avuto il 30% in meno di nascite negli ultimi 10 anni.

Introddurà l'evento il Presidente Nazionale delle Associazioni Familiari, Gianluigi DE PALO e, subito dopo, lascerà la parola al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario DRAGHI che, di fatto, aprirà l'attesissimo evento degli Stati Generali della Natalità.

Seguirà il saluto di Papa Francesco e delle varie istituzioni: Virginia RAGGI, come sindaco di Roma, Nicola ZINGARETTI, presidente della Regione Lazio, Patrizio BIANCHI, ministro delle pubblica istruzione e Elena BONETTI, ministra della famiglia e delle pari opportunità.

L'evento sarà composto di 4 momenti.

Nel primo momento, Giancarlo BLANGIARDO, presidente dell'ISTAT, relazionerà sulla grave crisi demografica in atto nel nostro paese. Presentando i dati inediti, aiuterà tutti noi a comprendere la drammatica situazione che ci troveremo a vivere, nei prossimi 10 anni, se non si interviene tempestivamente.

Seguiranno, poi, i seguenti 3 momenti:

1° momento: NATALITÀ CHE IMPRESA!
Matteo DEL FONTE, A.D. Poste Italiane; Elisabetta RIPA, A.D. OpenFiber; Marcello FOA, Presidente Rai; Carlo TAMBURI, Direttore Enel Italia; Aldo CAZZULLO, Giornalista
2° momento: NUOVE NASCITE, UN BUON INVESTIMENTO!

Marco SESANA, Country Manager e Ceo di Generali Italia e GBL; Sara DORIS, Presidente Esecutivo Fond. Mediolanum Onlus; Sergio GATTI, Direttore Generale Federcasse; Chiara BIDOLI, Direttrice Area Infanzia RCS Media Group

3° momento: FIGLI, UNA BELLEZZA DA RACCONTARE!

Ciro e Jessica IMMOBILE, Calciatore; Luca e Paola BERNABEI, A.D. Lux Vide; Anna FOGLIETTA, Attrice;

Marco TARQUINIO, Direttore Avvenire; Annalisa CUZZOCREA, Giornalista

Alle ore 13,30 ci saranno le conclusioni   

Fare un figlio è bello!

Un figlio non è un bene privato, ma un bene comune che genera futuro e speranza.

Un figlio è un dono, ma è anche un bene comune, capitale umano, sociale e lavorativo. Essi sono il bene più importante che ogni generazione produce e lascia in eredità al mondo che verrà. Eppure stiamo sprecando questa opportunità.

Il record negativo di nascite dall’Unità d’Italia registrato nel 2019 è di nuovo superato nel 2020: gli iscritti in anagrafe per nascita sono stati appena 404.104, quasi 16 mila in meno rispetto al 2019 (-3,8%).

Al 31 dicembre 2020 la popolazione residente era inferiore di quasi 384 mila unità rispetto all’inizio dell’anno, come se fosse sparita una città grande quanto Firenze. Intanto, il sistema di welfare italiano è detto “a ripartizione”, ovvero fondato su un forte patto intergenerazionale: la sua sostenibilità è garantita dal fatto che gli attuali contribuenti, con la corresponsione dei loro tributi, sostengono le prestazioni pensionistiche di coloro i quali sono già in pensione; a loro volta, questi cittadini che oggi sostengono tale impianto vedranno pagate le proprie pensioni grazie ai giovani lavoratori del futuro, e così via.

Con meno nati e quindi con meno contribuenti risulta facile prevedere il collasso di quei pilastri fondamentali su cui regge il Nostro Paese, come il sistema scolastico, la sanità pubblica, le pensioni.




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