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Cosenza. Il prete ripulito

Le indagini dei carabinieri. (foto) ndr.

di Aida Barbieri

COSENZA, 20 SETT. – Quella perpetua brava a (ri)pulire. Il sacerdote. Ha davvero dell'incredibile questa storia che ha il suo epicentro a Castrolibero, (popoloso centro ad un tiro di scoppio dalla città capoluogo, ndr) precisamente nell'abitazione di un curato. Il prelato, tra l'altro anche giudice del tribunale ecclesiastico, da tempo s'era accorto che dalla sua sparivano soldi, oggetti di valori e suppellettili varie. Di queste misteriosi “sparizioni” ne aveva parlato anche con la sua “fidata”, si fa per dire, perpetua che, ovviamente finse di non saperne nulla. Allontanando i sospetti, proprio dalla sua domestica e tuttofare, l'uomo di fede aveva pensato a quei tanti bisognosi che spesso bussavano alla sua porta. Questa continua profanazione, il sacerdote, però, ad un certo punto non è riuscito più a mandarla giù. Così, una mattina, prima di recarsi in Chiesa per recitar messa, s'è presentato ai carabinieri. Al maresciallo Vincenzo Cozzarelli, comandante della stazione di Castrolibero, ha raccontato di quei continui ammanchi, di quei piccoli bottini, trafugati senza scasso e senza forzature, da abili ladri che non lasciavano tracce. Un vero mistero. Da risolvere. I carabinieri hanno consigliato al sacerdote di continuare a svolgere la sua missione di fede, come se nulla fosse e di installare in casa delle telecamere. Ben nascoste. Seppur contrario a “spiare” la vita degli altri, anche se di un ladro, il sacerdote ha deciso di accettare il suggerimento dei militari dell'Arma. Diverse telecamere sono state installate nelle piccola abitazione del sacerdote. Controllavano i punti principali della casa, soprattutto la sua stanza e la credenza dell'ingresso, dove spesso il sacerdote metteva somme di denaro. Ogni giorno, al suo rientro, il sacerdote s'accorgeva di un furto. Facendo finta di niente, di sera tardi, scaricava quei dvd e li rivedeva con attenzione, interessato a vedere in faccia il ladro. Filmato dopo filmato, il sacerdote non poteva credere ai suoi occhi. L'inafferrabile “predone” aveva un volto conosciuto: quello di G. P., 30 anni. La sua perpetua. Nonostante la sua missione di fede l'avesse spinto a “perdonare” la sua perpetua, non dicendole niente, il sacerdote ha deciso di presentarsi di nuovo dai carabinieri con le prove dei furti. Raccolte le prove e trasmessa l'informativa alla Procura della Repubblica, i carabinieri di Castrolibero si sono presentati a casa del sacerdote. La perpetua, aprendo la porta e convinta che quegli uomini in divisa, cercassero il sacerdote, li aveva fatti entrare dicendogli: “il sacerdote non è in casa, è uscito per sbrigare alcune commissioni e poi andava in chiesa. Aveva messa. Se volete aspettarlo, accomodatevi. ma farà tardi”. Ma i carabinieri non cercavano il sacerdote. Questa è per lei, le hanno detto, notificandole una denuncia per furto aggravato e continuato. Continuato, al punto da essere stato quantificato in circa 10mila euro. Le vie del Signore sono infinite, quelle del crimine, no. Per fortuna.





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