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Lavoro: Renzi, dialogo e no veti "Non temo agguati in Senato"

Matteo Renzi. (foto Agi) ndr.

di Redazione

ROMA, 7 OTT. (AGI) - Arsenico e vecchie acrimonie : Matteo Renzi e i sindacati si studiano, si annusano e magari non si piacciono troppo. Per essere la ripresa di un dialogo dopo mesi di incomprensioni, non pare sia andata molto bene. Anche se alla fine il premier parla di "sorprendenti punti di intesa", Angeletti bagna le polveri della manifestazione del 25 ottobre e Furlan si lascia andare ad un sospirato "meno male, forse inizia un nuovo percorso". Il fatto e' che con Renzi i sindacati hanno parlato un'ora e non sono mancate le scintille. Parte il premier, all'indirizzo di Camusso: "Sono sicuro che porterete 3 milioni in piazza, diremo al sindaco Marino di accoglierli con il dovuto riguardo...". E si sappia: "A Padoan non interessa il giudizio di sindacati, oggi gli interessa solo di Roma-Juve". Al termine la leader della Cgil rileva: "Ci ha accolto sul ballatoio", ma si sappia anche che "il 25 non e' finita". Voce del presidente del Consiglio: "Ce ne faremo una ragione". Insomma, il governo va avanti per la sua strada, come un rullo compressore, e pazienza se qualcuno ci resta sotto. Perche' se e' vero che Renzi chiede "pazienza per vedere il decreto legislativo" in materia di reintegro dei licenziamenti disciplinari, e' altrettanto vero che la fiducia e' li' per essere posta, e arrivederci. Nella sue stesse parole: "La fiducia e' un voto palese e non ci sono franchi tiratori. Abbiamo discusso, io credo che il Pd a un certo punto deve votare, si e' votato alla direzione, si votera' domani la fiducia, sono convinto che sia naturale che tutti votino per la fiducia, non temo agguati e ove ci fossero li affronteremo". Ci saranno davvero, questi agguati? Tutto dipende da cosa decidera' in queste ore l'opposizione interna al Pd. Mentre l'inizio dell'esame del provvedimento al Senato slitta al pomeriggio, causa mancanza numero legale, Pier Luigi Bersani dalla Camera pare escludere colpi di testa. "A chi mi chiede consiglio raccomando responsabilita' e lealta' anche davanti a una forzatura come questo voto di fiducia", dice, "La fiducia non puo' essere in discussione". La fiducia, insomma, e' una cosa seria. Lo diceva anche una vecchia pubblicita'.





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