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Teatro. Al Petruzzelli "Delitto/castigo" con Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio porta in scena l'arma del doppio

Una immagine dello spettacolo. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella 

BARI, 23 APR. - Rubini con singolare maestria è riuscito a rimodellare un grande classico trasformandolo in una brillante performance teatrale. Sergio Rubini sul palcoscenico del politeama barese ha permesso agli spettatori, accorsi numerosi, di rivivere Delitto e Castigo, il leggendario romanzo dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij. Suo partner d'eccezione sulla scena: l’attore Luigi Lo Cascio. Attraverso l’ausilio di un rumorista e di una cantante, Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio intraprendono un viaggio tra i capitoli di uno dei più grandi romanzi di tutti i tempi, smarrimento e malessere interiore accompagnano il lettore di Delitto e Castigo. "Un omicidio che produce un castigo, è un’arma dal doppio taglio": il turbamento di essere fagocitati da una voce che indica nell’omicidio l' unica affermazione di esistenza e pertanto concepisce il delitto come immagine del proprio limite e orizzonte indispensabile per l’autoaffermazione, conflitto capace di creare brama, frattura, dimezzamento. La tecnica utilizzata è quella di smontare, rimontare, impadronendosi dei personaggi per restituire la voce alla scena, lo spettacolo e l’emozione al pubblico. Sergio Rubini, sceglie di giocare al ribasso per dare “nuova profondità” al suo spettacolo. Anche il titolo diventa “Delitto/Castigo” in evidente tentativo di annullare il peso contrapposto delle “motivazioni etiche” che ispirarono l'autore originario, realizzando un percorso apparentemente più semplice da affidare ad un attore del calibro di Luigi Lo Cascio per il personaggio di Raskol’nikov. Rubini invece è il narratore che “entra” a suo piacimento in questo o quel personaggio quasi con sarcasmo. Lo Cascio e Rubini confermano ancora una volta le proprie straordinarie qualità attoriali, mostrandosi padroni della scena e grande elargitori di espressione ed emozioni. 



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