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Bari. Palazzo di Giustizia: Fratelli d'Italia all’esito del d.l. n. 73 del 22/06/2018

L'On. Marcello Gemmato (foto Fd'I) ndr.

di Redazione

ROMA - BARI, 25 GIU. (Comunicato St.) - All’esito dell’ interrogazione parlamentare ancora in corso, pubblicata il 05/06/2018, proposta dal Onorevole Marcello Gemmato (n. 4/00252) con la collaborazione del Dipartimento Rapporti con le Professioni, in persona del Presidente per la Puglia Avv. Michele Rapanà, ci vediamo costretti a tornare sull’argomento del Tribunale Penale di Bari, dopo aver purtroppo preso atto del D.L. n. 73 del 22/06/2018. 
Nonostante il Ministro avv. Bonafede si sia recato personalmente a Bari al fine di verificare lo stato in cui versa il Palazzo di Giustizia ed abbia potuto constatare la situazione indecorosa rappresentata dalle tensostrutture, quel che ne è derivato è stato un D.L. che ha come unico fine quello di salvare l’immagine indecorosa della Giustizia. Ricordiamo che il Ministro della Giustizia, in occasione di detto sopralluogo, ha incontrato i lavoratori, i rappresentanti della magistratura e dell’avvocatura barese, rassicurandoli circa una pronta risoluzione, rigettando qualsiasi forma di commissariamento, avocando a sé ogni decisione e stimolando un’indagine di mercato, finalizzata all’individuazione di una struttura alternativa. L’epilogo è stato il D.L. n. 73 del 22/06/2018, con il quale vengono sospesi fino al 30/09/2018 i termini processuali e di prescrizione. Gli operatori del diritto, tra cui ANM, Procura della Repubblica COA e Camera Penale di Bari, OCF, hanno espresso immediatamente il loro convinto disappunto, ipotizzando questione di incostituzionalità. I referenti dell’area legale del dipartimento rapporti con le professioni hanno analizzato il decreto, confermando tale ipotesi di incostituzionalità. L’effetto sui processi non sembra sia stato considerato, volendo salvare solamente le apparenze indegne delle tensostrutture, come principale fine, senza valutare gli effetti nefasti sul sistema giudiziario: 
L'avv. Michele Rapanà (foto GM) ndr.
- Per recuperare i tre mesi di sospensione ci vorranno anni con un notevole dispendio economico, posto che le cancellerie saranno costrette ad eseguire migliaia di notifiche per convocare le nuove udienze, con inevitabili conseguenze anche sulla validità dei processi stessi.
- Verrà di fatto negata la giustizia a tutte le parti del processo: imputati, parti offese, parti civili. 
- Gravi conseguenze e ripercussioni avranno magistrati ed avvocati per l’espletamento della loro professione. Il COA di Bari ha dovuto richiedere alla Cassa Forense di adottare provvedimenti finalizzati alla sospensione dei pagamenti dei contributi previdenziali, ed al C.N.F. di esonerare i praticanti avvocati dalla frequenza obbligatoria semestrale delle udienze, nonché gli avvocati dal conseguimento dei crediti formativi annuali. Richiesta che ci vede assolutamente d’accordo. Sebbene dal giorno 25/06/2018 non sarà più necessario fare udienze di rinvio e la “tendopoli” potrà essere smantellata, la soluzione definitiva al problema non è stata ancora individuata. Viene proposto un doppio trasferimento assolutamente illogico, con il fondato rischio che la soluzione transitoria possa divenire definitiva. 
Nell’esprimere solidarietà a tutti gli operatori di diritto che si stanno impegnando e battendo per offrire soluzioni legittime ed a tutela del diritto costituzionalmente garantito, aderendo alla manifestazione indetta a Bari dagli avvocati baresi ed estesa a tutti gli avvocati italiani, stiamo depositando una ulteriore interrogazione parlamentare, affinché il Ministro fornisca ogni più ampia delucidazione da parte del Governo Italiano in merito alle questioni fin qui dispiegate. Con la medesima interrogazione chiediamo, altresì, se intende adottare soluzioni definitive e in che termini e se intende revocare, in via di autotutela il d.l. n. 73 del 22/06/2018, per incostituzionalità. Non ci renderemo complici di una Giustizia che cade a pezzi e saremo al fianco di chi rivendica, esercita, difende ed interpreta il diritti italiani



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