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Monte Calcio, termina un sogno? Chi gestirà il campo sportivo?

Il logo dell'ASD Monte Sant'Angelo Calcio e il il suo campo sportivo (foto N. Baratta) ndr.
di Nico Baratta

MONTE SANT'ANGELO (FG) 31 LUG. - Un anno fa, precisamente il 31 luglio 2017, vi fu l’ultimo appello del già presidente dell’ASD Monte Sant’Angelo Calcio, Pasquale Benestare, che rivolgendosi all’attuale Sindaco chiedeva di salvare la squadra. Intervennero privati che obtorto collo riuscirono a far iscrivere la squadra al campionato di Promozione. Oggi quella squadra è retrocessa in Prima Categoria, campionato che, se non avverrà un miracolo economico, non potrà partecipare.

Con un comunicato tristemente vero, il 26 luglio 2018 l’ASD Monte Sant’Angelo Calcio ha rimesso la società nelle mani nel Sindaco Pierpaolo d’Arienzo. “La società ASD Monte Sant’Angelo Calcio –recita il comunicato stampa-  comunica a tutti i tifosi di aver consegnato al Sindaco di Monte Sant’Angelo la squadra calcistica locale. Dopo aver valutato la situazione attuale, è con grande rammarico che comunica la non sussistenza delle condizioni per poter proseguire il proprio percorso, iniziato esattamente un anno fa, con l’iscrizione al campionato di Promozione Pugliese. È stata fatta esplicita richiesta, un anno fa, dal Sindaco di Monte Sant’Angelo all’attuale Presidente Pietro Azzarone, di fare il possibile per “salvare il calcio montanaro”. Il Presidente ha raccolto l’invito e radunato diverse forze attorno alla squadra, nonostante il tempo fosse tiranno, per salvare la squadra all’ultimo giorno utile per l’iscrizione al campionato. Un anno fa furono garantite delle condizioni alla nuova dirigenza che poi di fatto trovarono pochi riscontri. Ad oggi, spiace comunicarlo, tali condizioni appaiono immutate – se non peggiorate – e nonostante il massimo impegno profuso al fine di garantire un prosieguo del lavoro fatto negli scorsi anni da dirigenze, tifosi e calciatori che si sono succeduti con la gloriosa maglia del Monte Sant’Angelo Calcio, appare evidente la volontà (o la necessità), in particolare da parte delle istituzioni locali, di non considerare più la prima squadra di calcio una priorità nel settore dello sport”.

Un atto dovuto ogni qual volta una società sportiva blasonata, nel territorio appartenente, grava in condizioni fallimentari. Un atto che si ripete con le stesse modalità e termina con l’impegno delle istituzioni affinché non muoia il calcio. È accaduto pocanzi a Bari, per esempio, ed il Sindaco del capoluogo di regione ha accettato a malincuore la squadra, poi rimessa nelle mani di privati per sondare il terreno in previsione di un salvataggio.  Ovviamente il Comune fa la sua parte, cercando privati finanziatori che conferiscano proventi, giacché un ente pubblico non può destinare finanziamenti diretti. È anche vero che un Sindaco non può far da presidente a una società sportiva. In ciò va riconosciuta l’onestà del Primo Cittadino montanaro che, l’indomani della cessione virtuale del Monte Calcio nelle sue mani, avrebbe potuto esordire diversamente, semmai inizialmente appellandosi a chi potrebbe finanziare la società sportiva, come hanno fatto sempre i suoi colleghi, e poi dichiarando la sua dovuta impossibilità a gestirla. È questione di forma, di comunicazione verso chi avrebbe voluto leggere prima la disponibilità a salvare l’ ASD Monte Sant’Angelo Calcio e poi il resto. Ovviamente chi fa comunicazione per il Sindaco sappia che dietro un tifoso c’è sempre una persona, con una sensibilità e grinta sportiva che va sostenuta e temperata in certe situazioni. 

Un Sindaco non può fare il Presidente della squadra di calcio.  E questo è chiaro a tutti! –Replica il Sindaco, il giorno dopo, al comunicato della presidenza dell’ASD Monte Sant’Angelo Calcio- Ho appreso, con enorme dispiacere, della volontà di non iscrivere la squadra di calcio al campionato di prima categoria.  Con molta onestà non mi sono piaciuti i toni.  Ripeto: il Sindaco non ha possibilità di acquisire o gestire il titolo sportivo.  Allora è un fatto simbolico?  Non sarebbe stato più opportuno rivolgersi agli imprenditori, agli appassionati e a tutti quei soggetti che realmente hanno la possibilità di detenere il titolo affinché insieme si ripossa mettere su la squadra?  É vero, la politica deve restare sempre fuori rispetto a situazioni simili, sarà per questo che non comprendo il tenore dato al comunicato dell'Asd Monte Sant’Angelo Calcio. La norma ci vieta le sponsorizzazioni.  L'amministrazione, quindi, non può elargire un contributo diretto. Nonostante questo non abbiamo fatto mancare il nostro sostegno…… In queste settimane, inoltre, abbiamo provato anche a coinvolgere alcuni imprenditori per tenere in piedi la squadra……. Non voglio entrare nella gestione della squadra perché ho rispetto dei ruoli, ma non credo sia corretto uscire con la proposta di "affidamento" al Sindaco sapendo che non c'è alcun presupposto e, soprattutto, a pochissimi giorni dalla scadenza prevista per l'iscrizione al campionato……. Lancio un appello alla Città e al territorio: qualora ci fossero imprenditori interessati a investire nella nostra squadra di calcio siamo pronti ad incontrarli e a dargli tutto il nostro supporto e sostegno. Fate girare il messaggio, per favore”.

Ora, la funzione giornalistica è capire perché è avvenuto tutto ciò, che non è solo il fallimento dell’ASD Monte Sant’Angelo Calcio, bensì il suo futuro e chi gestirà il campo sportivo, una struttura sportiva fiore all’occhiello del paese garganico invidiata da molti centri della provincia di Foggia. Secondo voci popolane forse sarà qui che si svolgerà la battaglia del futuro sportivo montanaro. I due patron del Monte Calcio, Piero Azzarone, presidente, e Michele Ciuffreda, maggior azionista, con tutta onestà hanno declinato la loro volontà nel proseguire la gestione sportiva, decisione assunta anche per essersi sentiti soli in quest’avventura iniziata un anno fa, oltre che per i cospicui esborsi finanziari annui senza ricevere contributi atti a bilanciarne la gestione. Ad onor di cronaca bisogna anche dire che Azzarone ebbe una richiesta di aiuto ma solo se avesse detto pubblicamente “grazie” a qualcuno che gli avrebbe potuto fornire aiuti pubblici. Insomma, la politica oltre confine voleva essere ringraziata per qualcosa non sua ma della Res Publica. Fu un “No” categorico in nome dello sport e per onorare la buona Politica.

«Quando non c'è programmazione tutto va via –ha dichiarato Piero Azzarone, Presidente dimissionario dell’ASD Monte Sant’Angelo Calcio-. Noi l'anno scorso ci mettemmo del nostro, tanto. Lo facemmo per dare una mano alla città, allo sport, al calcio, che è innanzitutto un aggregatore sociale e Monte, ora più che mai, ha bisogno di una realtà che metta insieme più anime. Purtroppo sta accadendo quello che mai avremmo voluto. Sia io e soprattutto Michele Ciuffreda abbiamo dato tanto. L'anno trascorso è stato impegnativo. Ci aspettavamo più sostegno da parte delle istituzioni, non economico, ma di vicinanza. Ad esempio allo stadio ci aspettavamo che almeno il Sindaco ci onorasse della sua presenza. Invece ciò non è accaduto, preferendo altre tribune sportive, il calcio a 5 per esempio. Un dato di fatto che chiarisce la mia affermazione, quella di non aver visto collaborazione da parte di chi doveva, riferendomi all'attuale Amministrazione comunale, almeno per una volta, sostenere con la presenza una squadra che è la realtà sportiva di Monte Sant'Angelo e che ora sta per diventare un ricordo. Non comprendo come mai il Sindaco abbia fornito, tra l'altro attraverso facebook e non a mezzo stampa come dovrebbe avvenire, quella risposta, di non voler accettare la presidenza dell’ASD Monte Sant’Angelo Calcio. Che poi, sappiamo bene –specifica Azzarone-, è un atto virtuale per dar forza a un’azione di unione di intenti per azionisti privati, invitati dal Sindaco. In giro si dicono tante cose sia sul Monte Calcio, sia sul futuro della struttura sportiva, che ogni domenica allieta i miei concittadini. Non entro nei meriti poiché non ho elementi e ne voglio farlo. L'unico dato di fatto è che la società dell'ASD Monte Calcio è stata abbandonata a se stessa, senza un sostegno morale, economico e passionale verso uno sport che aggrega. E ciò i montanari l’hanno compreso e spero che capiscano la gravità che si sta prefigurando nel non avere una squadra in Prima Categoria. Ad oggi la struttura sportiva è utilizzata da noi perché da delibera comunale siamo coloro i quali hanno ottenuto l'affidamento, come prima squadra cittadina. Poi è utilizzata da altre realtà sportive, come per esempio l'Accademia Calcio Monte che versa a noi una quota per l'utilizzo del campo sportivo, quota in aiuto alla nostra attività sportiva ma molto inferiore a quella stabilita. Ma ciò è un dettaglio che non prescinde la vita del Monte Calcio anche perché oggi non ha bisogno di polemiche, ma di atti concreti per salvare la società sportiva cui ho avuto l'onore di presiedere. Piuttosto quello che spero è che prima del termine per l'iscrizione al campionato di Prima Categoria si facciano avanti privati che uniscano gli intenti e salvino la società, oltre a un sostegno dell'Amministrazione che coerentemente faccia proseguire una disciplina sportiva tanto amata e molto seguita. Purtroppo le voci che circolano sono tutt'altro. Il Monte Calcio se avrà fortuna riperderà dalla Terza Categoria, e chi diverrà proprietario avrà anche l'onere e l'onore di gestire la struttura sportiva. Francamente ho dato tutto e con me l'amico Ciuffreda. Sono dieci giorni che sto cercando di salvare il Monte Calcio ma nessuno si è fatto avanti. Mi spiace davvero ma da soli non si può gestire una realtà che ha bisogno essenzialmente di sostegno in tutte le sue forme. Il tempo sarà galantuomo –chiosa il Presidente Azzarone-, come lo siamo stati noi l'anno scorso a sobbarcarci di spese e responsabilità che credevano fossero condivise con chi istituzionalmente dovrebbe accollarsele a prescindere».

Una testimonianza forte, che racchiude tutta l’amarezza di Azzarone (e di Ciuffreda poiché socio) per non esser riuscito a regalare nuovamente a Monte Sant’Angelo una squadra di calcio agonisticamente impegnata ogni domenica in un campionato che poche squadre dilettantistiche della provincia di Foggia concorrono. Delusione rafforzata, purtroppo, dalla solitudine cui son stati attori principali, energicamente declinando offerte dal sapor agrodolce di una politica soggettiva meramente avanguardista.

Campo sportivo, tassello importante per il futuro agonistico di Monte. Chi si aggiudicherà l’ASD Monte Sant’Angelo Calcio avrà in gestione la l’impianto. Un dato di fatto imprescindibile poiché una delibera comunale prevede ciò; è agli atti. Infatti, chi è affidatario del campo in oggetto, di proprietà comunale, provvede a pagare i servizi di consumo (luce, acqua, gas, etc..); a sua volta riceve una quota annuale dalle associazioni che la utilizzano, quote scontate per le associazioni cittadine, per la loro importante funzione sociale. Un bell’onere (e non onore) se chi è affidatario non ha aiuti esterni, come è avvenuto per la gestione attuale. Altro fattore importante per il futuro sportivo angiolino è che non è detto che chi diverrà il nuovo patron del Monte Calcio possa far iscrivere la squadra in Prima Categoria. Oggi, 31 luglio 2018, è l’ultimo giorno per l’iscrizione. Finora nessun imprenditore o chi ha a cuore le sorti del calcio a Monte si è fatto avanti. Quasi sicuramente il Monte Calcio riprenderà dalla Terza Categoria, campionato meno oneroso per l’iscrizione, per la gestione societaria e pagamenti vari a chi ne farà parte. Lo sappiamo tutti. Un indizio che a Monte fa vociferare, spesso puntando il dito contro soggetti familiarmente all’utilizzo del campo sportivo in oggetto. Non è un’accusa da parte nostra, sia chiaro. Noi abbiamo raccolto le voci montanare, che dicono tutto di tutti. E da buoni professionisti dell’informazione, per non dar credito a fatti illusori o mezze verità abbiamo ascoltato chi avrebbe il dito puntato. Tuttavia e prima di dar giustamente voce all’interessato, c’è da fare una premessa: nei giorni su facebook, per risposta al succitato post del Sindaco Pierpaolo d’Arienzo, una tiritera dice che l’Associazione Accademia Calcio Monte avrebbe cambiato presidenza. Lo afferma lo stesso interessato, Matteo Cotungo, che il 27 luglio 2018, si presenta tale affermando che: «Vorrei far presente in qualità di Presidente dell' A.S.D. Accademia Calcio Monte che apprendiamo…». In realtà Matteo Cotugno, vecchia gloria del calcio montanaro, a oggi è ancora un neo-istruttore dell’Accademia Calcio Monte, presentato su facebook da De Padova il 18 luglio 2018, in procinto di diventare presidente. Un passaggio che diverrà formale solo nel momento la delibera associativa cui è scritta la nomina sarà depositata presso l’Agenzia delle Entrate e formalizzata da quest’ultima. Dettaglio importante ai fini legali per dar voce all’associazione che oggi è ancora presieduta dal fondatore dell’Accademia, Vittorio De Padova, Consigliere comunale di maggioranza, per CambiaMonte, nel comune di Monte Sant’Angelo. Certo, un amministratore comunale che al più presto dovrebbe rinunciare alla carica presidenziale associativa per mitigare voci che lo accosterebbero a presunte incompatibilità o conflitti d’interessi. Un parlottare che non fa bene a tutta la comunità angiolina giacché chi ne paga le conseguenze è sempre la comunità. Difatti se in un prossimo futuro si dovesse verificare che il Consiglio comunale delibererebbe un nuovo affidamento del campo sportivo e De Padova, pur non essendo il proprietario della prima squadra di calcio cui va affidata la struttura sportiva, ma un usufruttuario con nomina presidenziale, perciò rappresentante legale, il consigliere si troverebbe in quel limbo chiaroscuro che potrebbe dar motivo a lingue velenifere. Ovviamente De Padova, raggiunto telefonicamente, ha accolto il nostro invito a spiegare tutto ciò, poiché mai e poi mai noi ci permetteremmo di contestualizzare brusii.

«L'Accademia Monte Calcio –esordisce al telefono Vittorio De Padova-, premetto, che non è interessata a prelevare la struttura sportiva. Chiunque lo farà sa bene che dovrà sobbarcarsi di spese che noi non potremmo mai farlo. La struttura è comunale perciò ogni onere è suo. L'Accademia utilizza i suoi fondi, ottenuti esclusivamente dalle iscrizioni dei soci, per far sport ai ragazzi iscritti, tant'è che nella quota associativa sono compresi tutto ciò che serve al ragazzo, senza aver mai chiesto un euro in più. Ho letto su facebook –rimarca De Padova- tante critiche nei confronti dell'Accademia Calcio di Monte Sant'Angelo, perlopiù diffuse dai soliti soggetti che non hanno mai voluto apprezzare questa realtà e attaccare il sottoscritto. L'Accademia nasce associazione per far scuola di calcio e va divisa da questioni politiche, e che non ha mai richiesto un euro al Comune. Gli atti lo possono confermare, com’è dimostrabile la sua autosufficienza attraverso le iscrizioni dei soci, che vanno preservati e sostenuti in tutto ciò che l'Accademia offre, perfino i vestiari, borsoni, perfezionamenti con la FIGC, iscrizioni nei campionati, etc.. Sia molto chiaro! Chi vuol fare attacchi politici sbaglia perché il sottoscritto non ha mai unito le due cose, ovvero consigliere comunale e presidente dell'Accademia . Chi vuol attribuirmi conflitti d'interesse sappia che sono in procinto di passare il testimone da presidente a un'altra persona, in modo da fugare ogni sospetto, zittire voci e conferire all'Accademia Calcio Monte autonomia e serenità. Lo dico da fondatore dell'Accademia, un atto che va ricordato, perché qui a Monte mai c'è stata una realtà così viva, grande, capace di portare eventi unici e molto apprezzati. Il tutto, e lo ripeterò all’infinito, fatto solo con fondi nostri, reinvestiti nell'Accademia. Matteo Cotugno, lo affermo, sarà il nuovo presidente dell'Accademia –conferma De Padova alla nostra richiesta di correttezza dell’informazione in merito alla carica enunciata dal Cotugno-. Come l'ho gestita io, farà lui perché è persona fidata e capace. L'intento di conferire a Monte una realtà sportiva per ragazzi è stata soddisfatta e continuerà a farlo perché l'unico obiettivo è garantire un servizio a chi crede nello sport. Servizio che si è anche concretizzato con un nostro pulmino per accompagnare i ragazzi alle varie partite, un servizio che spesso è andato oltre quello dovuto, come per esempio il nostro supporto domenicale all’ASD Monte Sant’Angelo Calcio nel fornire il defibrillatore di nostra proprietà. Pertanto, chi vuol attaccare l'Accademia Calcio Monte sappia che è solo speculazione politica, vuol distruggere una realtà che ha solo fatto bene e del bene a Monte. Ed io a questo non ci sto! Mai si può pensare che l'Accademia possa prendersi la prima squadra di calcio di Monte Sant'Angelo perché questo porterebbe a un esborso oneroso della stessa Accademia, svalutando le richieste degli iscritti che sono le nostre uniche risorse, e che a loro va tutta la nostra attenzione e cura. Sarebbe come dire agli iscritti che la retta non è più di 200 euro, bensì di, per esempio, 500 perché dobbiamo sostenere la prima squadra. È una cosa impensabile e che noi non faremo mai. Con ciò non voglio attaccare nessuno. Spero che l'ASD Monte Calcio possa militare in un campionato dilettantistico degno della sua caratura. Invito chi può si faccia avanti per salvarlo. Noi continueremo a fare scuola calcio per i più piccoli –conclude Vittorio De Padova- come abbiamo fatto da quando è nata l'Accademia Calcio Monte».

Il tempo purtroppo è tiranno e i termini stanno per scadere. Poche irriducibili ore e il futuro del’ASD Monte Sant’Angelo Calcio sarà noto. Una realtà ancor più sofferta dell’anno scorso, appesa a un filo, che da voci interne agli ambiti sportivi, istituzionali, popolari di parte perciò imprenditoriali, si spezzerà facendo precipitare la società in Terza Categoria. Si spera nel miracolo. A fronte di quello che abbiamo ascoltato e letto, come potrebbe avvenire un miracolo se manca la fede, quella calcistica di una comunità politica e imprenditoriale inerme al richiamo, muta alla domanda, “distratta” da altre attività sportive?


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