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“Monte papers”, #3, lettera aperta di Raffaele Cotugno

Lo stralcio del documento ricevuto e oscurato da Cotugno (foto fornita da R. Cotugno) ndr.
di Nico Baratta

MONTE SANT'ANGELO (FG), 22 LUG. - Buon sangue non mente. L’esperienza nel capo giornalistico c’ha dato ragione. La replica al secondo articolo sui “Monte papers” c’è stato e forse ve ne saranno altre. Con ciò speriamo che la chiarezza abbia luogo, che le parti s’incontrino e chiariscano quanto detto e fatto, ovviamente riconoscendo ragione e torto.

Per questa querelle non deve prevalere la ragione a prescindere, la carica istituzionale o il diritto privato di un cittadino; carta canta. Se si riuscisse a dimostrare inequivocabilmente la verità, chi è in torto abbia l’umiltà di fare un passo indietro, nel bene di una collettività che altro non vuole chiarezza, tranquillità e saggezza.

A poche ore dalla pubblicazione dei due articoli, ““Monte papers”, Cotungo Vs Vergura.  La verità dov’è? Vediamo di raccontarla” e “Monte papers”, #2, parla la politica. Dimissioni Vs solidarietà, come anzidetto, c’è giunta in redazione un’email con allegata una “lettera aperta” di Raffaele Cotugno. Il piacere è stato nostro poiché ogni documento che possa far chiarezza al caso è una prova di responsabilità e amore verso tutta la comunità. Non a caso la querelle riguarda documenti istituzionali, perciò di interesse comune, pubblico. E come pubblicheremo di seguito la “lettera aperta” di Cotugno, saremo ben lieti di farlo con l’atra parte, con Giovanni Vergura, a maggior ragione per la carica conferita e ricoperta.

PERCHÉ VERGURA NON DICE LA VERITÀ? QUANTO SONO AL SICURO I DOCUMENTI PRIVATI DEPOSITATI PRESSO IL COMUNE DI MONTE SANT'ANGELO?
«Gentile direttore, mi chiamo Raffaele Cotugno e sono un cittadino di Monte Sant'Angelo. Nello spazio che vorrà concedermi, vorrei denunciare apertamente un caso singolare operato da un rappresentante delle istituzioni di Monte Sant'Angelo che risponde al nome di Giovanni Vergura, Presidente del Consiglio comunale.
Giovani Vergura in un confronto pubblico sul social Facebook avuto con il sottoscritto difendeva contestualmente ed in maniera legittima le proprie ragioni. Fin qui, nulla di anomalo. Quando, inaspettatamente, ho ricevuto in chat privata uno stralcio di documento PRIVATO contenente i seguenti dati:

•    Oggetto dell'istanza;
•    Via dell'immobile interessato;
•    Categoria catastale di attuale appartenenza;
•    Categoria per cui è avanzata richiesta;
•    Finalità dichiarata per la richiesta;
•    Esito dell'istanza;
•    Motivazioni rilasciate dall'ufficio competente in forza all'esito.

Il Vergura mi scriveva testualmente: "Come vedi, la richiesta è stata rigettata..."
A questo punto, poiché mi pareva surreale che un rappresentante delle istituzioni potesse trasmettere in forma privata informazioni di tale natura, ho chiesto, incredulo, il nome del titolare dell'istanza.
A tal richiesta Giovanni Vergura rispondendomi ha precisato: "Un membro della Città Nuova ha richiesto l'autorizzazione per aprire una ** ** con ** **. Gli uffici competenti del comune hanno rigettato l'istanza perché non rispetta i parametri fissati da una legge regionale. La richiesta è a nome di ** ** ".
Direttore, preciso che ho inserito io gli asterischi per ovvie ragioni di privacy che di certo comprenderà.
A questo punto e dopo avermi fornito i dati personali del titolare di cui sopra, il Vergura ha rimarcato i dati presenti nell'istanza, oltre a precisare, successivamente, nome e cognome della persona coinvolta,  ponendo in evidenza l'appartenenza al gruppo politico locale, permettendomi così l'individuazione inequivocabile del titolare.
Dichiaro, da subito, che il sottoscritto non ha interesse diretto, concreto e attuale, con l'oggetto dell'istanza in questione. Non ero, quindi, tenuto ad accedere a quelle informazioni.
Quindi, quanto affermato dal Vergura nelle dichiarazioni dei giorni scorsi circa la sua preoccupazione di occultare i dati sopra riportati, è palesemente falso! L'istituzione che lui rappresenta ha mentito a tutta la città!  Tra le cose che mi provocano disgusto vi è lo sciagurato tentativo del Vergura di cercare di smarcarsi con un suo post su Facebook dandomi addirittura del vile.
Io, libero cittadino di Monte Sant'Angelo, ho ricevuto un'offesa come risposta. È questo ciò che prevede l'etica istituzionale della mia città? Eppure, contavo di ricevere motivazioni ragionevoli e rassicuranti.
Direttore, nella bontà del mio gesto, sono disponibile a dimostrare quanto denunciato nella presente, qualora ci fosse l'intervento da parte di organi competenti, che spero avverrà quanto prima.
Lungi da me nell'attaccare la persona, ma, da libero cittadino, mi sia concesso il dovere di evidenziare dubbi sull'esercizio istituzionale che questa persona, un Presidente del Consiglio comunale, rappresenta.
Intanto, insisto nel pretendere che le istituzioni della mia città garantiscano la privacy degli atti privati dei cittadini, e che le stesse siano rappresentate da persone in grado di attenersi all'impegno etico e morale che tale incarico richiede.
Direttore, grazie per lo spazio concessomi.
Raffaele Cotugno, 22 luglio 2018»
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Per la terza volta, e non ci stancheremo mai di dirlo, Monte Sant’Angelo è de #LaCittàdeidueSitiUNESCO; “Monte papers” deve rimanere un vecchio ricordo obsoleto, istruttivo ma superato. Gli attori in oggetto chiariscano, senza ricorrere a schermaglie politiche e a vie legali.

FOCUS:

-    “Monte papers”, Cotungo Vs Vergura.  La verità dov’è? Vediamo di raccontarla”
-    “Monte papers”, #2, parla la politica. Dimissioni Vs solidarietà


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