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Vertenza “Diplomati Magistrali”, la più grande in Italia. Ce ne parla il dott. ins. Michele Scirpoli, fondatore del Movimento DM Revoca Sentenza Plenaria

Movimento DM Revoca Sentenza Plenaria, il logo (foto web) ndr.
di Redazione

ROMA, 18 LUG. (Com. St.) - In questi giorni se ne fa un gran parlare su un argomento che coinvolge circa 60.000 persone, perciò lavoratori statali, in particolare Docenti Diplomati Magistrale. Il dott. ins. Michele Scirpoli, fondatore del Movimento DM Revoca Sentenza Plenaria, non lesina richieste verso chi dovrebbe garantire loro il futuro lavorativo, che è statale. A tal proposito ha inviato presso la nostra redazione una lettera che spiega le motivazioni della posizione assunta. Ve la proponiamo.

«La Vertenza lavorativa più grande che deve affrontare il Governo Conte è quella che riguarda i Docenti Diplomati Magistrale. La vertenza è la più grande della storia italiana, coinvolge circa 60.000 persone; è la più assurda poiché, in questo caso, a licenziare è lo Stato e non un privato qualunque. L'ingiustizia verso questa categoria di Docenti parte nel 2006 quando vennero chiuse le Graduatorie ad Esaurimento (GaE) utili per l’assunzione a tempo indeterminato (e corrispondenti prime fasce di istituto per incarichi di supplenza: ai DM fu negata l’iscrizione in quelle graduatorie, e da allora l’ingiustizia ebbe inizio. Si giunge al 2014. Il Consiglio di Stato inizia ad affermare che i DM vanno inseriti nelle GaE, è un loro diritto e lo Stato sbagliò a negargli l’accesso alle GaE. Giungono così centinaia di ordinanze sia del TAR sia del CDS, che sanciscono ciò, e poi ancora decine di sentenze definitive emesse dal CDS e dai vari Tribunali in funzione di Giudice del Lavoro che riconoscono il diritto alle GaE e alla prima fascia di Istituto per questi insegnanti. Al Governo PD (ai vari Governi PD) questa cosa non andava bene, ma il MIUR si vide costretto ad eseguire le ordinanze e le sentenze.

Nel frattempo cosa succede? Nel 2015 occorreva nominare il nuovo Presidente del Consiglio di Stato. Prassi consolidata vuole che, per garantire l’indipendenza del CdS dal Potere Esecutivo, il Presidente venga scelto direttamente dal CdS e che il Premier in carica acconsenta. Ebbene, il Premier incarica allora era Matteo Renzi, il quale decise di scegliere lui direttamente il Presidente del massimo Organo di Giustizia Amministrativa nella persona di Alessandro Pajno. Un vero e proprio “terremoto” si ebbe all’interno del Consiglio di Stato con tante dimissioni in segno di protesta verso questa ingerenza da parte dell’Esecutivo (mai era accaduta una simile cosa nell’era repubblicana, l’ultima nomina diretta la parte del Premier risale al Duce). Fatta questa breve parentesi (irrilevante? Forse no), si giunge a dicembre 2017, a quando, cioè, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (l’AP è il massimo Consesso della Giustizia amministrativa, chiamato a risolvere questioni di diritto di particolare rilevanza o sulle quali sussiste contrasto giurisprudenziale - a tal riguardo non si capisce ancora oggi perché la questione giudiziaria DM fu rimessa in Plenaria non sussistendo alcun contrasto giurisprudenziale dato che il CdS si era sempre espresso favorevolmente) pubblica il verdetto: ai Docenti DM non spettano le GaE! L’Adunanza Plenaria, a guida Alessandro Pajno (di nomina renziana, ricordiamolo) e che vedeva tra i suoi componenti Francesco Bellomo (destituito, per indegnità, proprio il giorno della pubblicazione della sentenza contro i DM), va contro ciò che il CdS stesso aveva tante volte statuito e, anziché appianare contrasti giurisprudenziali (che nel caso di specie non sussistevano), li crea. Il MIUR, con a capo la Fedeli (PD), “esulta”.

Il Popolo dei Docenti DM cade nello sconforto più totale: è sgomento, è sbalordito! Nessuno si sarebbe mai aspettato una simile decisione da parte dell’AP del CdS, dopo anni in cui lo stesso ha riconosciuto il diritto alle Graduatorie ad Esaurimento per i docenti DM. Intervengono in questo marasma i vari esponenti politici dell’allora Opposizione tra cui Salvini, Di Maio, e tutti dicono "Salveremo i Maestri”. Giungiamo ad oggi, ma è ancora caos. I Partiti dell’attuale opposizione FdI, Forza Italia e LeU continuano ad essere coerenti con quanto affermato in campagna elettorale, continuano a battersi affinché ai DM venga riconosciuto un proprio diritto. 5 Stelle, Lega e il nuovo Ministro all’Istruzione Bussetti (da sempre, quest’ultimo, prevenuto verso tali insegnanti, già da quando era funzionario dell'Usr Lombardia, tanto che si rifiutava di inserire in GaE i DM, rifiutandosi di dare così seguito a provvedimenti giudiziari) ora cosa dicono? Ad oggi si sono rimangiate le loro “promesse “. E il piano che questi vogliono attuare per i Maestri DM è identico a quello del PD, nel segno della continuità! Ma non doveva essere il Governo del Cambiamento?

Michele Scirpoli (foto DM Revoca Sentenza Plenaria) ndr.
E intanto sul piano giudiziario, anche dopo la sentenza dell'Adunanza Plenaria, impugnata in Cassazione, arrivano sentenze positive per i DM da parte di Giudici del Lavoro e da parte dello  stesso Consiglio di Stato e sentenze che condannano il MIUR al risarcimento danni, segno, questo, che la decisione della Plenaria è ritenuta poco credibile e non conforme alla normativa e alla giurisprudenza consolidata non solo da Noi, ma anche dagli stessi appartenenti “liberi” del CdS e dai vari giudici del Lavoro “liberi”.

Si segnala, poi, che il Consiglio d’Europa, pochi giorni fa, ha ammesso il reclamo collettivo riguardante la questione GaE per i DM, presentato dal sindacato ANIEF.
Il Governo del Cambiamento rischia di essere obbligato ad essere il Cambiamento dall’Europa e dai veri Tribunali. Di certo noi non molliamo in alcun modo e lotteremo fino al riconoscimento definitivo del nostro diritto; ciò non solo per Noi, ma anche per la Scuola italiana e per la Giustizia!».

Michele Scirpoli - Fondatore Movimento DM Revoca Sentenza Plenaria



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