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Fondazione Buon samaritano Foggia, un anno dopo l’omicidio di mafia dei fratelli Luciani: lo Stato c’è, ma ora ci riconosca la DDA

Il logo della fondazione (foto web) ndr.
di Redazione

FOGGIA, 08 AGO. (Com. St.) - «Due vittime innocenti, due padri di famiglia furono barbaramente ammazzati un anno fa da una mafia agguerrita, feroce, senza scrupoli. Il loro sacrificio costrinse lo Stato ad accendere i riflettori sulla “questione Foggia” che salì così agli onori della cronaca nazionale. Da quel giorno tanto è stato fatto e l’attenzione dello Stato si è estrinsecata in una serie di brillanti operazioni portate avanti dalle forze dell’ordine con grande professionalità e senso di abnegazione, sorrette e sostenute da un accorta regia della magistratura inquirente e della prefettura.

Ma la collettività foggiana chiede ancora uno sforzo, un segnale che può essere dirompente e dall’alto valore simbolico, una decisione che lo Stato può prendere in tempi brevissimi e favorire un’iniezione di fiducia e di speranza per i tanti cittadini onesti che vogliono ribellarsi al ricatto mafioso. A tal fine la Fondazione antiusura Buon Samaritano rivolge un accorato appello al presidente del consiglio, nostro concittadino, ed al ministro della giustizia affinchè Foggia sia sede di una sezione distaccata della direzione distrettuale antimafia. La riteniamo una scelta necessaria dettata da esigenze logistiche e funzionali; basta infatti pensare che per recarsi da Bari a Vieste occorrono tre ore di auto, un viaggio interminabile. Ma anche una scelta doverosa, perché possa darsi un senso al sacrificio di due onesti lavoratori della nostra terra, vittime di mafia.

Ed a rafforzare detta richiesta, la recente tragedia dei sedici migranti periti mentre rientravano da una giornata di duro lavoro, esseri umani che reclamavano il diritto alla vita, la cui speranza s’infrange però in un contesto di sfruttamento bestiale, che arricchisce criminali e persone senza scrupolo».

Il Presidente
Ing. Giuseppe Cavaliere



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