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Spettacolo. GIANNI CIARDO nel Carnevale degli animali di Saint-Saëns con i pianisti Pasquale Iannone e Piero Rotolo - Sabato 18 a Bari e domenica 19 novembre a Mola di Bari

Gianni Ciardo. (foto com.) ndr.

di Redazione

BARI, 14 NOV. (COMUNICATO STAMPA) - Parla con l’accento barese Il Carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns. La voce è quella del popolare comico Gianni Ciardo, inedito narratore per la celebre fantasia zoologica del compositore francese che viene presentata in una produzione Agìmus sabato 17 novembre (ore 20.30) nell’Auditorium Scuola dei Fiori, a Bari, per l’inaugurazione del festival Note Solidali dell’associazione Misure Composte in collaborazione con il WWF, e domenica 18 novembre (ore 19.30), al Teatro van Westerhout di Mola di Bari per le Stagioni dell’Agìmus, con i pianisti Pasquale Iannone e Piero Rotolo e l’Agìmus Ensemble composto da Angelo Ragno (flauto), Giambattista Ciliberti (clarinetto), Camillo Maddonni (percussioni), Rita Iacobelli (violino), Francesco Capuano (viola), Giuseppe Carabellese (violoncello) e Giovanni Rinaldi (contrabbasso). 
 Più volte voce recitante in Pierino e il lupo di Prokofiev, Gianni Ciardo stavolta si cimenta con Il Carnevale degli animali di Saint-Saëns per il quale lui stesso ha elaborato il testo a quattro mani con Ebe Guerra. Infatti, a differenza di Pierino e il lupo, pagina per l’infanzia nata con una voce recitante per accompagnare i personaggi incarnati da sezioni e strumenti dell’orchestra, Il Carnevale degli animali è una composizione esclusivamente strumentale: una raccolta di quattordici brani attraverso i quali l’autore descrive in musica alcune specie zoologiche, anche con scopi didattici. Ed è proprio strizzando l’occhiolino a Pierino e il lupo che, in questa inedita versione dell’Agìmus, l’opera del compositore francese viene interpuntata dalla voce di Gianni Ciardo, che arricchisce di ulteriore humor lo scherzo sonoro di Saint-Saëns pensato come una carrellata di animali, tramite i quali l’autore ritrae con ironia alcuni personaggi in vista dell’ambiente musicale parigino della sua epoca. 
 Attraverso l’uso del paradosso il comico barese si inserisce con i suoi sketch tra i brani che compongono la celebre pagina di Saint-Saëns, il cui titolo farebbe pensare ad un brano per bambini, mentre il divertimento è anche per gli adulti, in grado di andare oltre le onomatopee e cogliere sottigliezze e giochi ironici di matrice più colta. Il Carnevale degli animali si apre con una possente introduzione e l’avanzare del re della foresta, prima di addentrarsi nella confusione di un pollaio e esplorare molte altre specie, in un efficace gioco di contrasti. Ai velocissimi emioni, Saint-Saëns contrappone le tartarughe, utilizzando un can-can rallentato ai limiti dei parossismo. E se l’incedere dell’elefante viene affidato al suono del contrabbasso, ai pianoforti spetta il compito di “animare” i saltellanti canguri, mentre il mondo ovattato di un acquario viene rappresentato da un mix di timbri strumentali sapientemente organizzati. E, poi, il raglio degli asini, appannaggio dei violini, il cucù nel bosco ricreato dal clarinetto, la voliera dal suono del flauto. E le “vere” bestie di queste Carnevale: i pianisti stessi. Infine, con il suono del legno dello xilofono si fa un salto indietro di qualche milione di anni, sino ai fossili, prima di chiudere con il cigno-violoncello e il gran finale, nel quale tutti gli strumenti si prendono gli applausi come se stessero facendo passerella al termine di un avanspettacolo.



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