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Teatro. Al Duse "Il Vello d'oro" porta in scena con successo il meglio di Pirandello

Una immagine dello spettacoloa. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 1 MAR. - In questi giorni, ricorre l'anniversario della scomparsa di Luigi Angiuli, fondatore della Compagnia "Il Vello d'oro", ed è proprio in questo periodo che va in scena al Teatro Duse, un lavoro di questa talentuosa compagnia: PIRANDELLO NOVELLIERE, uno spettacolo in due tempi con la regia di Cristina Angiuli. Anche questa volta "Il Vello d'oro", ha reso omaggio con successo al grande ed ineguagliabile Luigi Pirandello. L'attualità e la veridicità del messaggio del grande drammaturgo siciliano si percepisce a tutto tondo nella messinscena di Cristina Angiuli, che ne cura la regia, quale degna continuatrice del lavoro portato avanti con intelligenza, fervore e caparbietà dal talentuoso Luigi Angiuli. La performance costruita in modo sagace, sia nei tempi che nella drammaturgia è strutturata in due tempi, nel primo, protagonisti sono la signora Frola e il signor Ponza, teatro della vicenda il paesino di Valdana, che viene sconvolto dall’arrivo di due personaggi: la signora Frola e il signor Ponza, suo genero. Causa dell’angoscia che palesemente si evince sta nel loro comportamento; infatti entrambi conducono una vita di finzioni, perché ognuno pensa l’altro pazzo. Il signor Ponza finge di non lasciar vedere la figlia a sua suocera, come crede in realtà questa, per non rivelarle che la figlia è morta; mentre la signora Frola, finge di accettare questo gioco, poiché la figlia è viva ed è il genero che si è convinto di essere vedovo. Nella seconda parte i riferimenti sono tutti per la famosa novella di Pirandello: "La Patente", dove il protagonista, Rosario Chiarchiaro perde il lavoro perché sospettato di essere iettatore. La sua vita è distrutta, per questo si reca a denunciare due giovani che gli avrebbero fatto gli scongiuri al suo passaggio. Pertanto Chiarchiaro si rivolge al Giudice D’Andrea chiedendo un processo per ottenere ufficialmente la “patente” di iettatore. In questa novella ritroviamo tutto l’umorismo pirandelliano e il sentimento del contrario. E' poi la volta de "Il Pipistrello", ambientato in un teatro, dove una compagnia di attori sta per mettere in scena una commedia. Durante la prova generale, un pipistrello che si è annidato sul soffitto del teatro, irrompe sul palcoscenico spaventando, in modo particolare la giovane attrice: la Gastina. La sera della prima, il pipistrello ricompare durante la rappresentazione e la Gastina sviene per la paura. Nel pipistrello l’autore affronta il tema dell’identificazione tra attore e personaggio e della scrittura scenica, in una divertente “ querelle “ tra la Gàstina, giovane attrice, e il capo comico. A seguire: "Amicissimi", in cui si narra del conte Gigi Mear che incontra alla fermata del tram un giovane signore, che afferma di essere un amico di vecchia data. Il giovane gli racconta la sua vita, si fa invitare a casa del conte, pranza con lui; ma Gigi Mear non riesce proprio a ricordare chi sia questo suo ospite… Il pipistrello e Amicissimi sono tratte dalla raccolta Scialle nero : questa raccolta di novelle fa emergere un Pirandello affascinante, magico nell’invenzione teatrale. La novella è considerata la matrice dei Sei personaggi in cerca d’autore. Un cast di tutto rispetto, di cui fanno parte: Vito Caporusso, Cristina Angiuli, Davide De Marco e Monica Angiuli, che con maestria e professionalità è riuscito a rendere Il teatro di Pirandello che affonda le sue radici nelle novelle, ritenute contenitore primordiale dei temi principali della sua poetica.



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