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Bari. Assenteismo in ospedale. 12 agli arresti e uno con obbligo di dimore

12 aaresti a Bari. (foto Gdf) ndr.

di Redazione

BARI, 7 LUG. (COMUNICATO STAMPA) - Finanzieri della Tenenza di Molfetta, coordinati dal Sost. Proc. della Repubblica di Trani dott. Silvia CURIONE, all’esito di una complessa indagine denominata “Quinto Piano”, protrattasi per oltre due anni, hanno fatto emergere circa 300 episodi di assenteismo ad opera di Dirigenti Medici, infermieri professionali ed impiegati del ruolo tecnico ed amministrativo del Presidio Ospedaliero “Don Tonino Bello”. Su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, sono state eseguite 13 ordinanze di cui 12 di custodia cautelare degli arresti domiciliari e 1 obbligo di dimora nel Comune di residenza, emesse dal G.I.P. del citato Tribunale, Dott.ssa Maria Grazia Caserta. Inoltre, saranno interrogati ulteriori indagati, per i quali è stata richiesta la misura interdittiva della sospensione dal servizio. Proseguono, invece, le indagini per definire altre posizioni. Cinque medici, una Capo sala, una infermiera professionale, diciassette impiegati amministrativi, cinque impiegati tecnici manutentori e uno esterno alla ASL, rispondono a vario titolo di truffa aggravata ai danni di Ente Pubblico, 

Falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale, Abuso d’ufficio e Peculato. I provvedimenti sono stati notificati a Molfetta, Giovinazzo, Bisceglie, Barletta e Foggia. Le condotte fraudolente rilevate hanno riguardato sistematiche assenze dal luogo di lavoro in orario di ufficio, spesso formalmente autorizzate da permessi sindacali o da Legge 104/92, per svolgere attività presso altre strutture o per motivi privati, anche utilizzando le autovetture di servizio. In taluni casi è stata constatata la collaborazione di un soggetto esterno all’Azienda Sanitaria Locale, il quale si presentava per “smarcare” ai rilevatori la presenza. Si assentavano anche alcuni impiegati dell’Ufficio rilevazioni presenze e assenze preposti al controllo del corretto rispetto dell’orario di lavoro di tutti gli altri dipendenti che, approfittando della possibilità di accedere al sistema informatico, modificavano manualmente e fraudolentemente orari di lavoro.



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