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Calcio. Il Foggia in Coppa Italia supera il Nardò ai calci di rigore

Emmanuele Salines difensore Foggia (foto web) ndr
di Mario Schena


Foggia 26 agosto - Secondo appuntamento di Coppa per il Foggia del nuovo corso Felleca-Mancini. La vittoria di Brindisi è stata una iniezione di fiducia per una squadra rossonera che è ancora un cantiere aperto. A rimpolpare l’oranico del Foggia continuano ad arrivare giovane promesse, ma si aspetta ancora il colpo che può fare la differenza in Campionato. Assenze pesanti tra i rossoneri, oltre allo squalificato Anelli si sono aggiunti gli infortunati Maccarone, Viscomi, Cittadino, Noristefano e Buono. Bella cornice di pubblico nonostante sia ancora agosto e soprattutto la categoria, ha diretto Gilberto Gregoris della sezione di Pescara coadiuvato da Francesco De Santis di Avezzano e Fabio Dell’Arciprete di Vasto. E’ finita ai calci di rigore con la vittoria del Foggia per quattro a tre. Foggia con il tre cinque due. Fumagalli tra i pali, difesa a tre con lo Schiavo a destra, Cadili centrale e Salines sulla sinistra, a centrocampo Campagna sulla fascia destra Gentile, salvi e Gemmi centrali, Di Jenno a sinistra, punte Iadaresta e Salatino. Spettacolo delle due curve e la nuova dirigenza in campo prima della gara. Foggia padrone assoluto del campo, con Di Jenno sugli scudi. Al terzo la conclusione di Gemmi da fuori area è forte ma centrale. Al sesto Iadaresta fa partire un rasoterra angolato su tocco da calcio piazzato che Mirarco blocca in tuffo. Il Foggia pressa ed è ancora pericoloso al dodicesimo con un tiro insidioso di Campagna messo in angolo dall’estremo difensore del Nardò e sugli sviluppi dell’angolo il traversone di Di Jenno non trova per pochissimo la deviazione sotto porta di due rossoneri. Al sedicesimo bel colpo di testa di Iadaresta, ma troppo centrale. Al minuto ventisei Gentile devia di testa sotto mira, ma ancora una volta ilo portiere salentino è bravo e sul capovolgimento di fronte Camara lanciatissimo e solitario verso la porta del Foggia cade maldestramente, fallendo una opportunità enorme di portare, anche se immeritatamente i suoi in vantaggio. La partita scende di ritmo anche per l’affiorare di una certa stanchezza. Non ci sono altre emozioni e il primo tempo senza recupero va in archivio. La ripresa inizia sulla falsa riga del gioco espresso nella seconda metà del primo tempo, ma il Foggia non sembra avere le idee chiare soprattutto nella fase di costruzione delle azioni d’attacco. Anzi la partita è piuttosto brutta e frammentata da falli soprattutto di marca salentina che non consento al Foggia di postare con una certa pericolosità. Solo al quattordicesimo una punizione di Gemmi da fuori area con tiro verso il secondo palo dà qualche sussulto. Qualche minuto dopo una galoppata sulla fascia di Gemmi porta il centrocampista rossonero una volta entrato in area al tu per tu con il portiere avversario, ma il giocatore del Foggia invece di battere a rete cerca il passaggio a centro area a Iadaresta che viene anticipato. Dentro kadi e Russo per aumentare il potenziale offensivo. Dentro Cannas, Foggia a quattro punte. Il Foggia preme, ma non è concreto, il tempo scorre e anche la stanchezza si fa sentire. Cinque i minuti di recupero che non producono nulla. Si va ai tiri dal dischetto dove gli errori di Camara e Aquaro premiano il Foggia che comunque ha meritato la vittoria per le occasioni prodotte contro un Nardò che non ha mai tirato in porta. Foggia in crescita, ma carente in concretezza. Adesso si pensa soprattutto al campionato in attesa degli ulteriori rinforzi promessi dalla società. Nel prossimo turno ai rossoneri in Coppa Italia toccherà la vincente di Cerignola-Gravina.


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