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Bisceglie. Sergio Racanati e il suo cinema sperimentale

S. Recanati e N. Losapio. (foto com.) ndr.

di Nicola Losapio

BISCEGLIE (BT), 6 SETT. - Una sequenza di immagini. Frammenti visivi che si susseguono in un vortice musicale, che della varietà fanno il suo documento d’identità. Questo basta per sintetizzare “Debris-Detriti-Puglia”, docufilm del regista biscegliese Sergio Racanati, proiettato lo scorso 4 settembre nella sede dell’Apulia Film Commission di Bari. Il film, supportato anche da Giampaolo Marzi, Giusy Caroppo e Angelo Amoroso d’Aragona, racconta il sud con le sue tradizioni religiose, i suoi canti, i suoi balli, le sue fabbriche, le residenze e i luoghi dismessi. Una Puglia a 360 gradi narrata esclusivamente con le immagini che, unite alla musica, formano un vero e proprio linguaggio universale, in grado di entrare nei cuori degli spettatori di ogni dove. Le immagini, caratterizzate da un forte impatto emotivo, raccontano e riplasmano la realtà, modificando oggetti di ogni genere sia nel tempo, sia nei colori, sia nelle forme. Anfratti, ponti, prati verdi e secchi. La Puglia gioiosa e la Puglia malinconica si uniscono e si separano come in una danza. “Debris-Detriti-Puglia” è un docufilm necessario. Un cinema formativo che entra nel cuore e nella mente del suo pubblico, spingendolo alla riflessione sul presente e sul futuro.



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