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Concerti. All'Abeliano l'Orchestra Sinfonica metropolitana di Bari  rende "Omaggio a Fellini"

Un momento del concerto. (foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 20 FEB. - Suonare le musiche di Nino Rota non è cosa semplice anche se si tratta di melodie molto orecchiabili che facilmente coinvolgono il pubblico.  Questa è sicuramente la premessa per un grande concerto, omaggioomaggio a Fellini, proposto dall'Orchestra sinfonica metropolitana di Bari presso il Teatro Abeliano, diretto dal maestro e solista Federico Mondelci, nella doppia veste di direttore e solista. Questa suite di musiche per il cinema di Nino Rota nasce con il preciso intento di celebrare Il centenario della nascita di Federico Fellini se viene dopo neanche un paio di brani tratti da pellicole dirette invece da un altro grande del cinema italiano Luchino visconti poi dall'Italia americana Francis Ford Coppola come noto quello tra Fellini e Rota è uno dei più noti eccetera i biomi del cinema mondiale e non è esagerato sostenere che molti casi le musiche scritte di Deruta siano state l'ingrediente indispensabile è successo di tante p di tante pellicole del maestro  Moldelci dal ricco curriculum di esibizioni sia in Italia che all' estero è stato premiato in numerose manifestazioni dove, come in questa occasione  si è esibito nella doppia veste di direttore d'orchestra e solista. Si da il via al concerto con prova d'orchestra del 1979, colonna sonora di  una pellicola che tutt'oggi ci appare una sorta di metafora dell'Italia di quegli anni,  per tanti  aspetti non molto dissimile da quella di oggi. È poi la volta di Amarcord il capolavoro del 1973,  forse il più dichiaratamente autobiografico del regista che ricorda momenti della sua  adolescenza.  Molto bella la rievocazione e  non di minore efficacia il racconto  Visconti che cura invece la regia di Rocco e i suoi fratelli del 1960, una pellicola interpretata tra gli altri da un giovanissimo Alain Delon ispirata   alle condizioni di vita dei contadini del meridione di quegli anni. Altro capolavoro felliniano  i clowns del 1970,  un docufilm sul mondo del circo, la cui protagonista  Gelsomina viene interpretata da una  brillante Giulietta Masina. Sempre con Visconti si va verso Il Gattopardo il celebre film del 1963 tratto dall' omonimo romanzo di Tomasi di Lampedusa per il quale Rota concepì una serie di danze che descrivono una lunga festa a Palazzo Ponteleone. Di grande impatto emotivo la colonna sonora de Il Padrino di Francis Ford Coppola, probabilmente l'unico dei temi cinematografici di Rota che in quanto a notorietà, ha addirittura superato le meravigliose melodie concepite per Fellini. Nella seconda della  parte sono state seguite di Arthur Honegger Pastorale d'ete, opera che finisce per rivelarsi più espressiva che non squisitamente descrittiva e brilla per una spontaneità che resta intatta nel passaggio dall'ispirazione alla realizzazione. Si tratta di una breve poema sinfonico che deve il suo successo   all'immediatezza della sua semplicità di scrittura. A seguire di Seprgey Rachmaninov,  Vocalise op 34/14, raccolta vocale  tra le pagine più note e amate di Rachmaninov  composta nel 1912 per essere poi revisionata tre anni più tardi.  Ultima e non di minore impegno,  di Darius Mihaud, Scaramouche per sassofono e orchestra opera 165c.  La partitura si apre con un carattere vivace e gioviale per proseguire nel movimento centrale con una sorta di Siciliana che sembra rievocare  la nostalgia del blues dal taglio decisamente vivace grazie all'impiego della scrittura sincopata. Una  bellissima serata con una nota di merito al maestro Mondelci, il quale oltre ad aver dimostrato talento nel ruolo di direttore e solista si è anche distinto  nel ruolo di conduttore della serata.



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