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Coronavirus. Evviva ennesima vittoria delle donne del Sud

Coronavirus. (foto web) ndr.
Isolato il coronavirus da un team di scienziate italiane tutte donne del Sud

di Giuseppe Femiano

BARI, 3 FEB. - Le virologhe dell’ospedale Spallanzani di Roma Maria Rosaria Capobianchi nata a Procida e capo dell’equipe, la ragusana Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti "detta 'mani d'oro' e poi la precaria Francesca Colavita nata a Campobasso che ha un “Incarico di co.co.co., per l’espletamento di attività di ricerca, per un compenso annuale di 16726 euro lordi, hanno isolato il coronavirus. 

M. R. Capobianchi (foto web) ndr.
Maria Rosaria Capobianchi nata a Procida,3 direttrice del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani, ha espresso grande soddisfazione, “perché questo non è un fuoco del momento, si tratta di una missione, lavorare sempre per essere pronti a catturare la novità e a rispondere”. La ricercatrice a capo della squadra di ricerca ha spiegato che avere isolato il virus vuol dire poterlo “coltivare” e studiare a fondo, per capire come il virus causa danni e quindi diventa possibile studiare la risposta immunitaria e si possono elaborare test sierologici per cercare gli anticorpi nelle persone infettate e poterle guarire. 


Concetta Castilletti (foto web) ndr.
Concetta Castilletti è nata a Ragusa ed è specializzata in microbiologia e virologia ed ha lavorato a fianco delle altre due sotto protezione anti virus indossando un abbigliamento adatto e con le dovute precauzioni a turni di 5 ore al giorno per avere a disposizione il virus in un sistema di coltura al fine di capire i meccanismi di replicazione del coronavirus e poter realizzare un vaccino e provare i farmaci in vitro. Di quanto ottenuto è entusiasta pur rimanendo nella sua esemplare modestia e pronta a continuare la ricerca. Optima in fundo, anzi last but not the least la giovane trentenne 



Francesca Colavita. (foto web) ndr.
Francesca Colavita nata a Campobasso, dotata di tanta esperienza pur essendo una giovane ricercatrice di 30 anni, da 4 anni lavora nel laboratorio, dopo diverse missioni in Sierra Leone per fronteggiare l’emergenza Ebola ed è ancora in attesa di essere assunta. Allo Spallanzani era lei di turno quando il coronavirus si è infine lasciato isolare: «Che emozione, è stato meno difficile del previsto». Quindi l’onore e la gioia di aver fatto l’ultimo passo nell’isolare il virus è toccato alla precaria. 
Corre l’obbligo rammentare che tutto ciò è avvenuto ed avviene con poche e lesinate risorse da parte delle istituzioni e che per trovare foto singole delle tre eccezionali donne è stata fatica improba, poiché alla notizia dell’enorme risultato a livello mondiale tutti sono corsi a farsi fotografare con le tre protagoniste. In primis l’attuale ministro della salute Roberto Speranza che appare in foto sempre abbracciato alle ricercatrici, a ruota segue l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, poi Nicola Zingaretti “lo conoscete tutti” si è precipitato anche lui, infine anche il sindaco di Roma Virginia Raggi. 

Chi più ne ha più ne metta. Alla co.co.co. Francesca Colavita pare verrà dato un posto a tempo indeterminato, a tal fine nelle ultime ore si è mossa anche Forza Italia. 

Tutto è bene quel che finisce bene Mah! Gli altri precari e la ricerca verranno anche loro soddisfatti? Mah! Aspetteremo un altro coronavirus o meglio un repubblicavirus.



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