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Teatro. Sul palcoscenico del Kismet l'arte e le emozioni del giovane Pino Pascali

Una immagine dello spettacolo(foto M.C.) ndr.

di Maria Caravella

BARI, 10 FEB. - Uno spettacolo ben riuscito, quello che ha coinvolto il numeroso pubblico del teatro Kismet, per la seconda serata di inaugurazione della nuova sala rinnovata, con un palco totalmente ricreato e soprattutto un'ottima audizione, che contraddistingue questo nuovo contenitore culturale della città. Sul palcoscenico la storia di un artista a tutto tondo, proveniente dalla terra di Bari, dove lo ricorda a Polignano a mare uno splendido edificio orientato verso il mare, quasi di fronte allo scoglio dell'Eremita, Il museo Pascali, dove sono conservate molte delle opere di questo artista. L'uomo che cammina nudo, è un adattamento teatrale di Clerita di Giovanni e Francesco Suriano i quali hanno curato anche la regia. Ad interpretare sulla scena Pino Pascali, il bravissimo attore biscegliese Mauro Racanati. Di grande impatto emotivo le musiche e i suoni di Stefano Gramitto Ricci. La performance è tratta dal libro scritto da Anna D'Elia edizioni Peccolo Livorno 2018. Il tutto ha inizio il 30 agosto 1968, l'anno delle grandi contestazioni che vedono in piazza numerosi giovani, come anche numerosi artisti. Il corpo di Pino Pascali giace in coma al Pronto soccorso dell'Ospedale San Giovanni a Roma, un'ora prima il giovane artista ha subito un terribile incidente con la sua moto. Pascali performer ecclettico, esplosivo pittore scultore ormai conclamato racconta in prima persona. 

Le sue opere sono esposte ormai nei musei e nelle gallerie più importanti del mondo, Pascali si era trasferito a Roma 12 anni prima da Bari, passando per Napoli, non prima di aver lottato per questa sua passione con la sua famiglia che l'aveva sempre contrastato. Il sogno dell'arte era nella sua testa, sul palcoscenico si manifestano gli incontri a distanza, le voci che affiorano, l'influsso di memoria conscia e inconscia con cui Pascali è a confronto nell'ultima settimana di vita. E' lo stesso artista a narrare e ripercorrere in 8 quadri le vicende più importanti della sua vita, senza seguire una cronologia. I quadri compongono l'esperienza dell'artista come un puzzle i cui tasselli conducono alla visione della sua intera esistenza e al senso della sua breve e folgorante vita consumata come per tutti i grandi artisti scomparsi in giovinezza. Molti sono i riferimenti ai grandi nomi dell'epoca che affiancarono Pascali nel suo breve ma intenso percorso artistico. La brillante interpretazione di Racanati affiancata sulla scena da numerosi filmati e foto d'epoca, che mostrano l'artista nello splendore della sua creatività, hanno letteralmente ammaliato gli spettatori. Al termine della rappresentazione nel foyer del teatro Kismet, guidato dalla direttrice artistica Teresa Ludovico si è dato vita ad un dibattito con il pubblico, in cui i protagonisti hanno dialogato sullo spettacolo, rispondendo a domande e curiosità sulla figura di Pino Pascali all'interno del contesto artistico di allora e dell'esperienza dell'artista tra Roma e Milano.



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